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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Fido in corsia, via libera dell’assessore della Toscana
    Notizie ed Approfondimenti

    Fido in corsia, via libera dell’assessore della Toscana

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche23 Luglio 2011Nessun commento3 Minuti di lettura
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    “Sì all’interpretazione estensiva della legge”. Gli animali in visita ai padroni ammalati

    Orario di passo in ospedale per i cani. I padroni malati potranno abbracciare i loro compagni nelle strutture sanitarie toscane. L’assessore alla salute Daniela Scaramuccia apre alla proposta fatta dal responsabile della sanità del Comune di Prato, Dante Mondanelli e dà il via libera a Fido nei reparti. «Tutto quello che può servire a migliorare la vita dei pazienti ci trova d’accordo», dice Scaramuccia, che spiega: «La Toscana ha già una legge che prevede la possibilità per i cani di entrare negli esercizi pubblici e commerciali nonché nei locali e uffici aperti al pubblico sul territorio regionale. Si tratta di dare una interpretazione estensiva. Partiamo dal presupposto che il nostro obiettivo è andare verso una sempre maggiore umanizzazione delle strutture sanitarie».

    Gli animali, ovviamente, non potranno entrare in tutti i reparti. «Le condizioni per la loro presenza saranno indicate dai responsabili sanitari delle unità operative e dalle direzioni degli ospedali prosegue Scaramuccia Va fatta una valutazione caso per caso per capire la situazione ambientale, lo stato di salute dell’uomo e le caratteristiche del cane. Solo se non ci sono pericoli per il malato o disturbo per gli altri ricoverati e per il personale potrà arrivare il via libera». Ci sono unità operative dove è impensabile la presenza di cani o gatti, dalle terapie intensive alle unità coronariche alle chirurgie specialistiche. Invece i pazienti costretti a lunghe degenze in reparti come le medicine, la psichiatria o l’ortopedia avranno maggiori possibilità di ricevere visite dal loro cane.

    «La nostra Regione ha dimostrato una sensibilità nei confronti di questa tematica con la legge del 2009 prosegue Scaramuccia dove sono stati sanciti i diritti degli animali e dei loro padroni e dove, per quanto riguarda l’aspetto sanitario, si parla esplicitamente di pet therapy in corsia». Quel tipo di attività, svolta con cani addestrati e personale specializzato, è da anni presente in varie strutture sanitarie come il Meyer. E’ ritenuta molto utile per i pazienti ma il nuovo passo è diverso perché prevede l’ingresso nella struttura sanitaria del cane della persona ricoverata, che con questa ha un rapporto speciale.

    Mondanelli martedì aveva annunciato la preparazione di un nuovo regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali in città che deve ancora essere approvato dal consiglio comunale di Prato. Tra le altre cose nel testo si parla di animali e strutture sociosanitarie. «La prima intenzione è quella di coinvolgere le Rsa spiega Mondanelli Visto che molte sono convenzionate con noi vorrei che nel percorso di accreditamento delle strutture fosse incentivata la capacità di assicurare la possibilità che gli animali domestici vadano a trovare gli anziani. La natura delle strutture mi sembra adatta a questa ipotesi».

    Per quanto riguarda gli ospedali, il Comune non ha competenze ma l’assessore pratese ieri spiegava di voler parlare con la Asl per ragionare insieme su come far entrare in contatto i ricoverati con i loro animali di compagnia. Poi è arrivata la presa di posizione di Scaramuccia. «Per come conosco Daniela commenta Mondanelli la sua sensibilità al tema è certa e sono sinceramente contento che le nostre posizioni coincidano. Tra l’altro lei viene dal Piemonte e il nostro regolamento si ispira a quello del Comune di Torino. Ci sono già unità operative che non hanno problemi se un cane va a trovare il padrone ricoverato, adesso dobbiamo passare allo studio delle modalità attuative che naturalmente dovranno rispondere al rispetto delle norme igienico sanitarie e non devono turbare l’organizzazione dei reparti».

    Repubblica.it – 21 luglio 2011

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