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Focolaio aviaria nel Bresciano. Misure di monitoraggio in Veneto. Poggiani: la Regione stabilisca delle priorità

1a1a1_0aaaaaaaaPOLLIIl Centro di referenza nazionale per l’Influenza aviaria dell’IZSVe ha confermato ieri un focolaio di influenza aviaria sottotipo H5 in un allevamento di tacchini da carne nel comune di Paderno Franciacorta (Brescia), a pochi chilometri di distanza dal confine veneto. Nell’allevamento sono presenti attualmente circa 16.000 tacchini maschi di 84 giorni di età. La Regione Veneto ha immediatamente deciso di attivare misure stringenti di monitoraggio e controllo anche sul proprio territorio e in particolare nelle aree ad elevata densità di allevamenti avicoli. Una nota a firma del responsabile dell’Unità di progetto veterinaria regionale, Giorgio Cester, annuncia che sono in questo momento in fase di predisposizione i provvedimenti da adottare.

È attualmente in corso l’identificazione del livello di patogenicità del virus in questione, anche se l’assenza di mortalità nell’allevamento infetto fa presupporre che si tratti di un virus a bassa patogenicità. Ma, continua Cester nella sua nell’informativa, «considerato sia che il virus a bassa patogenicità può mutare con emergenza di un virus ad alta patogenicità, sia l’elevato rischio di diffusione dell’infezione al comparto avicolo veneto, in particolare alla provincia di Verona, è indispensabile attivare misure stringenti di monitoraggio e controllo anche nella nostra Regione»

«A questo punto ci auguriamo che i vertici sanitari della Regione stabiliscano finalmente delle priorità, a fronte dei compiti da eseguire e dei numeri effettivi del personale, ormai risicatissimi – dice il segretario regionale Sivemp Roberto Poggiani –. I veterinari pubblici non possono arrivare a rischiare un’accusa di omissione, per non essere riusciti a far fronte a tutte le richieste che arrivano ogni giorno ai servizi. Chiediamo che si adottino per noi le stesse accortezze che esistono per i medici, come è per esempio il triage nei pronto soccorso. E di essere messi nelle condizioni di fare il nostro lavoro»

«Sia chiaro – osserva il segretario Sivemp – i veterinari veneti, come sempre, risponderanno con il massimo senso di responsabilità, pur a fronte di organici ormai all’osso e mansioni sempre più numerose e complesse. Ma il nostro senso di responsabilità non potrà in eterno supplire a carenze di programmazione altrui. La contrazione degli organici, compresi quelli del personale tecnico, ridotti in alcune Ulss a zero, sta minando la funzionalità in modo drammatico».

Infine una constatazione “amara”: «La Regione Veneto sembra ricordarsi che esistono i servizi veterinari nelle emergenze. Quando si tratta di risolvere i problemi del personale o di “studiare” la programmazione sanitaria la Regione invece snobba i servizi veterinari, nega persino l’esistenza delle tre aree funzionali specifiche e rimane sorda ai richiami del ministero della Salute che ribadisce l’importanza strategica e operativa dei tre servizi che sono sanciti, lo ricordiamo, per legge»

a cura dell’ufficio stampa del Sivemp Veneto – 1 settembre 2012 

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