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Fondo Brancher, finalmente i soldi. Sul Veneto piovono 106 milioni

Ok ai progetti: dalla funivia di Cortina alla ciclopista del Garda. In cassa ce ne sono per ora 66, Bolzano non ha versato la seconda tranche

Sul Veneto piovono oltre 106 milioni di euro per i comuni di confine con le ricche (e autonome) province autonome di Trento e Bolzano. Di questi, 66 milioni sono già in cassa e quindi immediatamente erogabili. Serviranno a finanziare i progetti approvati del bando 2010-11 dell’apposito Organismo di Indirizzo (Odi), di cui ieri è stata pubblicata la graduatoria. L’Odi, costituito nel gennaio dell’anno scorso dal governo Berlusconi e presieduto dal parlamentare del Pdl Aldo Brancher, già ministro «lampo» del federalismo, nasce per dare una risposta ai tanti municipi che, a partire da Lamon nel bellunese, sono stati scossi da tentazioni secessioniste, in Veneto come in Lombardia. È nata così l’idea è di creare un fondo, alimentato con 40 milioni di euro l’anno ciascuno da Trento e Bolzano, per un totale di 160 milioni di euro, con cui finanziare progetti specifici di valorizzazione del territorio destinati non solo ai 48 comuni direttamente confinanti, ma anche agli 87 contigui, purché in cordata con i primi. In realtà, in cassa ci sono oggi solo 109 milioni: una prima decina era già vincolata a progetti già concordati a suo tempo da Giancarlo Galan con il suo omologo trentino, Lorenzo Dallai. Un altro milione è stato accantonato per le spese di gestione del fondo, mentre i restanti 40 milioni mancano perché Bolzano non ha versato la seconda tranche.

All’attenzione dell’Odi erano arrivati un totale 206 progetti per partecipare al bando per il biennio 2010-11, scaduto il 30 giugno scorso, con una richiesta totale di finanziamento pari a 756 milioni. Per esaminarli, Brancher si è affidato ad una agenzia ministeriale, Invitalia, che ha fatto una prima scrematura escludendone 88 per vizi di forma o di sostanza. Poi ha stilato una graduatoria, poi approvata da una apposita commissione, presieduta dallo stesso Brancher («ma io mi sono sempre astenuto, per evitare polemiche»). Solo per i primi 21 ci sono i soldi, per altri 12 ci saranno se Bolzano pagherà il dovuto, gli altri potranno riprovarci con il prossimo bando, già licenziato (scadrà il 16 luglio). Ai comuni del Bellunese va la fetta più grande del finanziamento: 68.959.300 euro (di cui 44.000.130 disponibili). Segue Verona, con 27.643.948 euro (17.354.200 quelli disponibili), chiude Vicenza con 9.548.871 euro (4.700.000 quelli disponibili). Il finanziamento più sostanzioso è quello che tocca al comune gardesano di Malcesine: ben 17.354.200 euro per la ciclopista del lago di Garda (altri 7.640.480, per la stessa opera, sono andati a Limone, sulla sponda bresciana). La ciclopista è un vecchio cavallo di battaglia di Brancher, che abita per giunta a Bardolino, sempre sul Garda.

L’ex ministro intuisce già le polemiche che ne potranno nascere e prova subito a stopparle: «È stato fatto un lavoro scrupoloso e meticoloso, io non avrei potuto favorire nessuno, nemmeno volendo». Per altro, Malcesine ha visto approvato (ma non ancora finanziato) un altro progetto da 8.099.748 euro per l’innevamento artificiale e una seggiovia sul Monte Baldo. Altro finanziamento milionario tocca a Cortina d’Ampezzo: 14.766.000 euro per una funivia e interventi di mitigazione del rischio valanghivo. A Livinallongo del Col di Lana (Belluno) vanno 6.373.457 euro per la valorizzazione turistica. Ma a spulciare i progetti si trova davvero di tutto: un ascensore in una casa di riposto a Valli del Pasubio, la creazione di un museo a Canale D’Agordo, il completamento del Palaghiaccio di Asiago, che ha la sfortuna di essere il numero 22 in graduatoria, ovvero il primo senza copertura. Sarà determinante ora capire se Bolzano metterà i soldi mancanti, per non parlare di quelli per i prossimi bandi. Il Landeshauptmann bolzanino Luis Durnwalder aveva a suo tempo richiesto che i suoi soldi fossero destinati solo ai comuni confinanti con la sua provincia, spalleggiato in questa richiesta dagli stessi comuni bellunesi in questione, che avevano protestato con il governo. Ma Brancher si è sempre rifiutato: «La contabilità è unica, così prevede la legge». E ora invita «i comuni confinanti con Bolzano ad essere meno egoisti verso quelli di Trento, e quelli direttamente confinanti ad essere meno egoisti verso i comuni contigui».

Corriere Veneto – 26 maggio 2012

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