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Funzione pubblica. Pa, licenziamenti solo nel 3% dei procedimenti. Le «espulsioni» nel 2014 sono state 227, in leggera crescita rispetto all’anno prima

In attesa di verificare l’effetto del pugno di ferro appena varato del Governo che promette licenziamenti lampo per i furbetti del cartellino il ministero della Funzione pubblica ieri ha aggiornato al 2014 i suoi dati sui procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti della Pa.

Scorrendo le tabelle messe a punto dall’Ispettorato si scopre così che i licenziamenti sono leggermente cresciuti nel 2014 raggiungendo quota 227 (nel 2013 sono stati 219). Circa un terzo (84) riguarda proprio le assenze ingiustificate o non comunicate per tempo (erano 99 nel 2013) mentre in altri 72 casi (il 32% del totale) il dipendente pubblico è stato licenziato perché ha commesso dei reati, seguono 63 “espulsioni” per cattiva condotta (in forte crescita rispetto al 2013: +80%). Infine 8 casi (il 3%) riguardano attività extralavorative non autorizzate, in pratica il doppio lavoro. Numeri questi che mostrano come si ricorra alla sanzione più grave – il licenziamento appunto – solo in pochissimi casi, poco più del 3% sui 6.935 procedimenti disciplinari avviati. Una percentuale che diventa infinitesimale se si considera il fatto che i 227 licenziamenti riguardano una platea che supera i tre milioni di lavoratori pubblici.

Le norme appena licenziate dal Governo intervengono in particolare su una delle fattispecie del licenziamento – quella legata alla falsa attestazione della presenza in servizio – con un inasprimento delle sanzioni contro i dipendenti “infedeli” che, oltre alla sospensione in 48 ore e l’immediato procedimento disciplinare, potranno essere chiamati a rispondere anche per i «danni d’immagine». Nel mirino finiranno anche i dirigenti responsabili, che in caso di inerzia – attualmente ci vogliono fino a 200 giorni per concludere un provvedimento disciplinare – rischiano a loro volta il licenziamento, oltre a una accusa per omissione d’atti d’ufficio.

Per il resto i dati sembrano abbastanza in linea con gli anni precedenti, per cui su quasi 7mila procedimenti avviati quelli che si concludono con sanzioni gravi – licenziamenti o sospensioni – sono circa un quarto (in tutto 1.561). Guardando ai settori si registrano più licenziamenti nella scuola (81), seguita da ministeri e agenzie (77) ospedali (34), enti pubblici (19) e università (14) . Solo due i licenziamenti nei Comuni, ma qui il ministero ricorda che la trasmissione dei dati non è obbligatoria.

Tra gennaio e dicembre 2014, nella Pa ci sono stati poi 1.334 provvedimenti di sospensione dal servizio: in 859 casi la sanzione ha avuto una durata inferiore ai 10 giorni, in 475 casi è stata superiore. Sono state 254 (19%) le sospensioni per assenze ingiustificate o non comunicate in tempo, 110 (8%) quelle connesse a reati, 65 (5%) quelle per doppio lavoro, 21 (2%) derivanti da irreperibilità a visita fiscale e 884 (66%) le sospensioni per negligenza o comportamento scorretto. Infine sono state 2.858 le sanzioni minori comminate.

Su un totale di 6.202 procedimenti disciplinari avviati e conclusi nel 2014, oltre la metà ha coinvolto personale delle scuole (3.397), 1.119 i dipendenti di ministeri e agenzie e 984 quelli di asl e aziende ospedaliere.

Marzio Bartoloni – Il Sole 24 Ore – 24 gennaio 2016

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