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Gap salariale e carriere in salita, la sanità non è mestiere per donne. Lo studio condotto a livello europeo: Italia 22esima su 30 Paesi. I maschi guadagnano 10mila euro in più all’anno

Lo studio condotto a livello europeo: Italia 22esima su 30 Paesi. I maschi guadagnano 10mila euro in più all’anno. Gap salariale e carriere in salita la sanità non è mestiere per donne. Vai allo studio
La Stampa. L’Italia è uno dei Paesi europei dove è più difficile per una donna riuscire a lavorare in una professione sanitaria a qualsiasi livello. E’ una realtà nota da tempo e confermata ancora una volta da uno studio di Lenstore che ha analizzato 30 Paesi europei per capire quali offrono maggiori opportunità per le donne che vogliono intraprendere questo tipo di carriera. L’Italia è al 22mo posto in classifica. Meno opportunità ci sono soltanto in altri otto Paesi su 30: Malta, Cipro, Bulgaria, Serbia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania.
La ricerca ha preso in esame sei parametri sei parametri per stilare l’elenco: i salari, i giorni di ferie, il numero di donne impiegate, la percentuale di dottoresse, le ore di lavoro, il numero di donne iscritte alla facoltà di Medicina.
I Paesi che danno maggiori opportunità secondo lo studio sono nell’ordine: Francia, Olanda, Finlandia, Slovenia, Danimarca, Regno Unito, Lettonia, Estonia, Spagna e Svezia. Per trovare l’Italia bisogna scendere nella parte più bassa della classifica. Le differenze tra uomini e donne sono evidenti innanzitutto nello stipendio. In media un uomo guadagna 42.082 euro mentre le donne devono accontentarsi di diecimila euro in meno (32.116 euro). Le donne prendono qualche giorno in meno di ferie (28 contro i 30 in media degli uomini) e lavorano di meno (32,8 ore in media contro le 35,9 degli uomini). La differenza più marcata – e anche stonata in questo quadro – è il numero di donne infermiere, il 71% del totale. Tra i medici sono il 42%.
Una professione molto femminile, quindi, e lo sarà sempre di più in futuro secondo quanto risulta dai dati delle iscrizioni alle facoltà di Medicina e alle specializzazioni. Eppure ancora tutta maschile nell’organizzazione e quindi nella remunerazione del lavoro. E molto lontana da altri Paesi europei. La Francia che si è classificata al primo posto per le possibilità di carriera alle donne nel campo sanitario, ha il numero più alto di donne iscritte alla facoltà di medicina (109.849 in totale, più del doppio rispetto agli altri paesi). Ed è tra i paesi che offrono il maggior numero di giorni di ferie (34 all’anno), seconda solo alla Slovenia, che offre ai suoi lavoratori una media di 35 giorni di ferie all’anno.
L’Olanda è il secondo Paese europeo che offre le maggiori possibilità di carriera alle donne. Consente una media di ore lavorative alle donne nel campo sanitario di 25 ore settimanali: tra le più basse in Europa. Inoltre, offre tra i salari più alti in Europa alle donne nelle professioni sanitarie (41.835,95 euro), che corrisponde a 13.049,60 euro in più rispetto alla Francia, al primo posto tra i paesi con più facilitazioni per le donne nel settore sanitario.
Nello studio non vengono considerati i Paesi dove si stanno creando le condizioni per arrivare alle pari opportunità tra uomini e donne nelle professioni sanitarie. Sono cinque i Paesi dove questo sta accadendo: Romania, Ungheria, Serbia, Svezia, Danimarca. Romania e Svezia registrano la seconda differenza minore nel divario salariale (con una differenza dell’11% per gli uomini in entrambi i paesi) e in Romania uomini e donne lavorano entrambi una media di 40 ore settimanali. In Italia gli uomini impiegati nel servizio sanitario guadagnano in media il 24% in più delle donne che ricoprono i medesimi ruoli e ci sono tre ore di differenza nella media settimanale.

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