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Spostamento tra regioni, è caos: cosa succederà dopo il 15 febbraio? Tutti gli scenari possibili Dal 16, in assenza di un nuovo decreto, scatterà il liberi tutti

La Stampa. E adesso, con la scadenza al 15 febbraio e un governo che molto verosimilmente si insedierà a cavallo di quella data che cosa accadrà? Il motivo dei molti dubbi è lecito. Il governo uscente può decidere per le questioni correnti, ma difficilmente si prenderà la responsabilità di decidere su un tema tanto delicato come quello dello spostamento tra regioni. Il divieto, infatti, scadrà il 15 febbraio e in presenza di un vuoto normativo, dal giorno dopo scatterà il “liberi tutti”.

Nel crono-programma del premier incaricato Mario Draghi sappiamo che ci sono, tra i primi posti, la campagna vaccini e la questione scuola, ma dovranno essere inevitabilmente affrontati anche i temi inseriti nell’ultimo Dpcm, quello varato prima di Natale e in scadenza il 5 marzo. All’interno di esso c’è la parte relativa allo spostamento tra le Regioni. Divieto che scadrà il 15 febbraio. Chi deciderà?

Ecco gli scenari possibili

E’ un tema che interessa milioni di persone. La data che fa da spartiacque è il 15 febbraio, data che secondo il Dpcm in vigore stabilisce sia il blocco degli spostamenti tra regioni sia la chiusura degli impianti sciistici. E dunque, se non dovesse intervenire nessun nuovo provvedimento, da quella data si potrebbe tornare a muoversi liberamente in Italia senza necessità di un’autocertificazione. Trattandosi di questioni che limitano la libertà personale serve un provvedimento del premier. In caso di necessità deve prendere provvedimenti il governo uscente o quello che verrà? Fatto salvo che, per le questioni correnti e di emergenza potrà decidere quello uscente, in attesa dell’insediamento del nuovo Esecutivo. Ma non è così semplice, perché la decisione dovrà avvenire entro il fine settimana e proprio in quei giorni dovrebbe esserci il passaggio di testimone tra il governo Conte e quello guidato dall’ex presidente della Bce.

Decide il governo uscente

Può decidere il governo uscente, ma la soluzione appare poco probabile. Giuseppe Conte dovrebbe adottare un provvedimento d’urgenza. Motivo: il nuovo governo non sarà insediato prima del 15 febbraio, perché non avrà incassato ancora la fiducia delle Camere e i ministri non avranno ancora giurato. In questo caso servirebbe la “protezione” del Presidente Sergio Mattarella.

Decide il nuovo governo

In questo caso le date sono importanti. Bisogna vedere se il nuovo governo Draghi si insedierà, ottenendo la fiducia delle Camere, prima del 15 febbraio. In quel caso l’Esecutivo avrà pieni poteri. Non ci fosse ancora la fiducia, invece, sarà sufficiente che premier e ministri abbiano giurato al Quirinale: in quel caso Draghi potrà firmare un provvedimento d’urgenza.

Il divieto decade il 15

Come sappiamo serve necessariamente un provvedimento da qui al 15 febbraio a mezzanotte. Altrimenti, dal minuto successivo, scatterebbe il “liberi tutti”.Una situazione di vuoto normativo che preoccupa non poco, soprattutto perché, come abbiamo visto, in diverse regioni (in particolare in alcune micoro aree) le varianti del virus stanno incrementando il numero dei contagi. Il Dpcm attualmente in vigore, che scade il 5 marzo, prevede infatti  il blocco agli spostamenti tra regioni fino al 15 febbraio. La stessa data in cui decade la chiusura degli impianti sciistici che riapriranno secondo il nuovo protocollo da poco validato dal Cts con il nullaosta del governo.

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