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Giustizia. Ecco le novità contenute nella bozza di riforma. Paletti per le cause d’appello, pena concordata a chi confessa e reati estinti a pagamento

Un decreto legge per smaltire l’arretrato della giustizia civile. Una delega al governo per riformarla. E diversi disegni di legge sulla giustizia penale. Ecco il pacchetto giustizia che oggi arriverà in preconsiglio dei ministri. Dalle bozze le principali novità. Paletti alla possibilità di fare appello. Pena concordata fino ad otto anni per chi confessa.

Reati estinti a pagamento. E poi i punti più caldi. Come le limitazioni alle intercettazioni che dovrebbero essere oggetto di una delega.

Nuovo processo civile

È il fiore all’occhiello del governo. L’obiettivo dichiarato è dimezzare entro mille giorni l’arretrato e garantire il processo civile in primo grado in un anno anziché tre. Si prevede un decreto legge per ridurre l’arretrato, una sorta di facilitazione per chi vuole passare ad arbitrati. Ma il punto di eccellenza dell’intero pacchetto riforme è il ddl delega per gli interventi sul processo civile, basato sul lavoro della commissione Berruti. Ristrutturazione del primo grado con introduzione del potere del giudice di suggerire alla prima udienza di trattazione, una soluzione diversa dalla sentenza. Forte implementazione del tribunale delle imprese assistito anche da esperti di economia del luogo, introduzione del tribunale della famiglia e della persona.

Responsabilità dei giudici

Il ministro Andrea Orlando, pensa a un disegno di legge, ma in preconsiglio oggi potrebbe anche arrivare un ddl delega. Prevede la responsabilità indiretta dei magistrati. A pagare i danni di un errore è lo Stato, ma il giudice colpevole deve risarcirlo fino alla metà dello stipendio di un anno. Soluzione che non soddisfa Forza Italia: vorrebbe che il risarcimento fosse commisurato al danno.

Bonus prescrizione

Prima della legge Cirielli l’estinzione del reato era prevista per fasce di gravità. Ora è per tutti il massimo della pena aumentata di un quarto e spesso arriva prima della condanna definitiva. Il ddl in arrivo lascia l’attuale conteggio, ma congela i tempi all’arrivo della prima condanna e per soli due anni. L’appello dovrà essere fatto in quei tempi o il reato si estinguerà. In caso di ulteriore condanna c’è un altro anno di bonus di sospensione per arrivare al termine del terzo grado in Cassazione. In caso di assoluzione il bonus di sospensione di due anni viene riassorbito nel conteggio. È un tentativo di mediazione: l’intenzione originaria era di tornare alle fasce e sospendere i tempi dopo il primo rinvio a giudizio. L’approvazione di questo provvedimento è però a forte rischio. Forza Italia è contraria e all’interno della maggioranza Ncd chiede maggiori obblighi per i giudici di celebrare appello e Cassazione nei tre anni, pena la responsabilità disciplinare.

Il nodo intercettazioni

Ufficialmente non sarà sul tavolo. Come le due norme sul Csm e forse la modifica della geografia giudiziaria. Ma se ne discuterà. L’accordo su questo punto cardine della trattativa non è stato trovato. L’ipotesi di limitarne la pubblicazione, ma non l’uso non è piaciuta Forza Italia che vorrebbe tornare alla legge Mastella.

Il ministro Orlando, valuta l’ipotesi di un disegno di legge delega che preveda norme a tutela della riservatezza. Ncd è d’accordo e propone l’audizione dei direttori delle testate giornalistiche nell’ambito della attività di delega.

Limiti a impugnazioni

L’appello guidato è un altro punto della discordia. L’ipotesi è un ddl che limiti il ricorso al secondo grado di giudizio. Non ci si potrà opporre alla prima sentenza senza specificare i motivi del ricorso, che, altrimenti, sarà inammissibile. La Corte d’appello dovrà rivedere solo quei punti. In caso siano doppie condanne o assoluzioni non si potrà fare l’impugnazione per vizio di motivazione. Si potrà fare ricorso in Cassazione solo per violazioni di legge. Non piace all’Oua, ai penalisti, a Forza Italia e a Ncd.

Pago ed estinguo

Si chiama giustizia riparativa. In un ddl si prevede l’estinzione del reato per chi, in caso di delitti minori contro il patrimonio o a querela di parte, paghi e ripari il danno prima del dibattimento. Ncd è favorevole.

Confesso e concordo

Ora si può patteggiare una pena per reati fino a 3 anni. L’ipotesi è un ddl che consenta di concordare una pena fino a 8 anni a patto di confessare. Non c’è appello. Solo ricorso in Cassazione per vizi di forma. Ncd scettica per l’applicazione a reati di mafia. Forza Italia è contraria.

Falso bilancio e corruzione

Secondo la proposta del ministro, contenuta in un altro ddl, il falso in bilancio torna reato punito da 2 a 6 anni. Procedibile a querela nei casi di piccole società. In un altro ddl si prevedono norme contro la corruzione, inclusa la possibilità di intercettazioni più ampie.

Virginia Piccolillo – Corriere della Sera – 28 agosto 2014

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