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Governo clinico. Meno potere al Dg. Il Collegio di direzione si rafforza: diventa organo della Asl

1a1a16_governo_clinicoVia libera della commissione Affari Sociali all’articolo 2 (Funzioni del Collegio di Direzione) del ddl sul Governo Clinico. Tre gli emendamenti approvati: il primo, del relatore Domenico Di Virgilio, che rende Consiglio di direzione organo della Asl. Gli altri due, a firma Palagiano-Mura, includono la ricerca e la didattica tra le attività su cui il Collegio deve pianificare, tenendo conto anche di indicatori di risultato e di efficienza, dei requisiti di appropriatezza e di qualità delle prestazioni. Primi commenti a caldo dei sindacati. «Un testo che aspettiamo di giudicare. Certo inserire il collegio  di direzione, in cui le professionalità sono tutte rappresentate, tra gli organi aziendali è sicuramente un fatto positivo». Ma Federsanità non nasconde la propria preoccupazione.  

Gli emendamenti

Al comma 1, dopo le parole: Collegio di direzione aggiungere le seguenti: , quale organo dell’Azienda.
2. 50. Il Relatore.

Al comma 2, dopo le parole: pianificazione delle attività, aggiungere le seguenti:
, incluse la ricerca e la didattica,.
2. 3. Palagiano, Mura.

Al comma 2, dopo le parole: gestionale delle aziende, aggiungere le seguenti: con particolare riferimento all’individuazione di indicatori di risultato e di efficienza, dei requisiti di appropriatezza e di qualità delle prestazioni, alla valutazione interna dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati.
2. 6. Palagiano, Mura.
 
Ecco il testo dell’articolo 2 con gli emendamenti approvati (in grassetto)
 
Funzioni del Collegio di direzione
 
1. Le regioni prevedono l’istituzione, nelle aziende e negli enti del Servizio sanitario regionale, del Collegio di direzione quale organo dell’Azienda di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, individuandone la composizione in modo da garantire la partecipazione di tutte le figure professionali presenti nella azienda o nell’ente e disciplinandone le competenze e i criteri di funzionamento, nonché le relazioni con gli altri organi aziendali.
2. Il Collegio di direzione, in particolare, concorre al governo delle attività cliniche, partecipa alla pianificazione delle attività, incluse la ricerca e la didattica, e allo sviluppo organizzativo e gestionale delle aziende con particolare riferimento all’individuazione di indicatori di risultato e di efficienza, dei requisiti di appropriatezza e di qualità delle prestazioni, alla valutazione interna dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati, ed è consultato obbligatoriamente dal direttore generale su tutte le questioni attinenti al governo delle attività cliniche.

LE PRIME REAZIONI

Costantino Troise (Anaao): Bene l’approvazione dell’articolo ma non si può giudicare un testo solo da questo.
“Un testo va giudicato nel suo complesso, quindi occorre ancora verificare se il Ddl riuscirà ad essere all’altezza delle sfide che pongono i medici e i dirigenti del Ssn. Inserire il collegio  di direzione, in cui le professionalità sono tutte rappresentate, tra gli organi aziendali è sicuramente un fatto positivo. Si tratterà poi di cercare di evitare che al Collegio sia riservata la stessa sorte del consiglio dei sanitari, cioè un organo formale privo della effettiva capacità di incidere, con funzioni che di fatto non vengono esercitate per la muta opposizione delle direzioni generali. Se con l’approvazione di questo articolo si intende affermare che nella governancedelle aziende trovano piena espressione i valori professionali, ci aspettiamo allora che i successivi articoli si mostrino coerenti con questo impianto, altrimenti una mutazione di un singolo punto non cambia la sostanza delle questione”.
 
Massimo Cozza (Cgil): il Collegio di direzione organo dell’azienda è elemento innovativo che noi abbiamo sempre richiesto.
“Valuto positivamente il fatto che il Collegio di direzione sia diventato organo dell’azienda perchè questo prevede la partecipazione di tutte le figure professionali, elemento estremamente innovativo che noi abbiamo sempre richiesto. Bene anche il fatto che il collegio di direzione diventa un organo con una sua importanza e una sua rilevanza perchè partecipa alla pianificazione delle attività incluse la ricerca e la didattica”.

Carlo Cassi (Cimo): Segnale positivo ma aspettiamo il testo definitivo prima di dare un giudizio.
“Premesso che preferirei dare un giudizio globale finale sull’intero articolato quando verrà approvato il ddl in oggetto, devo comunque dire che la valutazione sul voto di questo emendamento è indubbiamente positiva. Mi sento però di aggiungere che il mio auspicio è che vengano recepiti gli altri emendamenti presentati unitariamente da tutti i sindacati medici. In particolare quello sulla valutazione e quello sulla nomina dei direttori.

 “Certo, tutto dipenderà da come le Regioni applicheranno la norma, ma ho molte perplessità riguardo alla possibilità per il Collegio di direzione di intervenire su aspetti del percorso operativo gestionale”. Il presidente di Federsanità Anci, Lino Del Favero, intervistato da Quotidiano Sanità non nasconde la sua preoccupazione per la nuova formulazione contenuta nel ddl sul governo clinico, che individua il Collegio di direzione come organo dell’azienda sanitaria.
“Nessuna obiezione – spiega Del Favero – a che il Collegio di direzione possa avere maggiori competenze nella sfera medica: percorsi diagnostico terapeutici, appropriatezza, qualità e sicurezza delle cure, informazione. Ma ho invece molte perplessità sulla possibilità che intervenga sulla programmazione e sullo sviluppo organizzativo e gestionale dell’azienda, che sono prerogative della Regione e responsabilità specifiche del Direttore Generale”.
“Mi sembra atipico – aggiunge il presidente di Federsanità – che il Collegio assurga ad organo dell’Azienda, visto che ne fanno parte dipendenti della stessa Azienda e che dunque si profila il rischio, non teorico, di conflitti di interesse. Quel che è certo – conclude Del Favero – è che un sistema di questo tipo renderà ancora più complicato definire le scelte, spesso dolorose, e rallenterà pericolosamente i percorsi decisionali”.
 
da quotidianosanita.it – 19 gennaio 2012

 

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