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Governo, cronoprogramma. Obiettivo: 7 riforme a regime in 4 mesi

Da qualche giorno, finite le (brevi) vacanze , il Governo è tornato al lavoro. Come per molti italiani, la ripresa si accompagna a buone intenzioni e rinnovato impegno, con un occhio alle cose ancora da fare prima della fine della legislatura (vedi il Consiglio dei ministri di venerdì scorso, tutto incentrato sul nuovo piano per la crescita e lo sviluppo), senza dimenticare quanto già messo in campo ma ancora da completare: decreti attuativi, regolamenti, e provvedimenti vari che dovranno rendere concreto quanto approvato a colpi di fiducie nei primi nove mesi di vita dell’Esecutivo.

Il nodo attuazione dopo il varo delle riforme

Si tratta di un obiettivo non da poco, che impegnerà i tecnici ministeriali e gli uffici legislativi su tutti i maggiori fronti di riforma del governo Monti. Lo stato dell’arte delineato dal Sole 24 Ore in base agli adempimenti previsti da quanto già approvato dal parlamento vede ben sette, principali pilastri normativi: la prima manovra economica anticrisi di fine 2011; il pacchetto di liberalizzazioni e a favore della concorrenza del gennaio scorso; le norme per contrastare la burocrazia e favorire le procedure on line; l’anticipo dell’Imu e la semplificazione di molti adempimenti fiscali; la riforma del lavoro; le norme per la revisione della spesa pubblica e il riassetto delle province; la riforma degli incentivi alle imprese per rilanciare in particolare edilizia e infrastrutture.

Molti tasselli mancanti

Se i pilastri ci sono, mancano ancora molti, moltissimi tasselli per completare il quadro di riforme, misure anticrisi, e norme strutturali promesso dal Governo per far uscire l’Italia dalla palude della recessione. Al decreto “Salva Italia” servono infatti ancora 51 decreti attuativi (su 73), al “Cresci Italia” 46 (su 53), e al Dl “Semplificazione” 47 su 49. Stessa proporzione per il Dl “Semplificazione fiscale (mancano ancora 25 decreti attuativi su 31), la riforma del lavoro “Fornero” (non pervenuto nessuno dei 37 provvedimenti fissati dalla legge), i Dl “Spending review” n. 1 e n. 2(mancano all’appello 102 decreti su 104), e il decreto “Sviluppo” (attesi ancora 51 provvedimenti su 51).

Patroni Griffi (Pa): «Cronoprogramma anti ingolfamento»

Non a caso, il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, riferendosi ai numeri elaborati dal Sole, parla oggi in una intervista al Corriere della Sera della necessità di un cronoprogramma, per evitare un «ingolfamento da regolamenti» quasi «inevitabile», a meno di «mettersi a tavolino, vedere punto per punto, e fissare una data». In pratica, un promemoria con scadenze prefissate per mandare in porto i provvedimenti attuativi, da qui a dicembre, «per essere sicuri di rendere il cambiamento innescato dalle riforme quanto più irreversibile». Un passaggio difficile ma cruciale, come sanno bene quanti, anche nelle ultime vacanze, hanno preso qualche buona abitudine: il problema, al rientro

 Il sole 24 Ore – 28 agosto 2012

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