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Governo-Regioni. Prevale dialogo. Ottimismo su Patto-Salute e Standard ospedalieri

I segnali di “pace” al Forum sul Risk Management  in un confronto in diretta tra Balduzzi e gli Assessori alla Sanità. Sul tavolo la possibilità di arrivare finalmente alla firma del Patto e le modalità di applicazione del regolamento sugli ospedali. Il ministro: “Credo ci siano condizioni per arrivare a un’intesa”. 

Si è svolta ieri nel corso dei lavori del 7° Forum Risk Management in Sanità una tavola rotonda dal titolo “Compatibilità e diritto del cittadino alla salute” in cui si sono confrontati numerosi assessori regionali alla Sanità e che ha visto la partecipazione anche del ministro della Salute, Renato Balduzzi.
I toni concilianti e l’apertura al dialogo, dopo, gli scontri degli ultimi mesi sono stati i protagonisti. Patto della Salute, nuovi ticket, spending review, Fondo sanitario nazionale sono stati i temi caldi entro cui si è sviluppata la discussione.
 
Il primo a prendere la parola è stato l’assessore alla Sanità della Toscana, Luigi Marroni che ha evidenziato come i provvedimenti di quest’ultimo anno  “creano grossi problemi al SSN”e che sta portando ogni Regione ad “adottare Piani d’emergenza”. Marroni ha poi sottolineato, però, come le “Regioni non abbiano una posizione di chiusura” e in riferimento al Patto della Salute “chiedono di discutere insieme al Governo per trovare soluzioni migliori”. Sui ticket l’assessore toscano ha ricordato come la Regione abbia adottato il metodo dell’Isee mentre sulla franchigia ha evidenziato come il “discorso vada approfondito entrando nel merito delle proposte”.

Dopo Marroni ha preso la parola il neo assessore alla Salute della Sicilia, Lucia Borsellino che ha ricordato come la Sicilia già “paga i ticket più alti e che negli ultimi 3 anni la Regione abbia fatto molti sforzi” che potrebbero però essere insufficienti con le nuove norme e costringono le Regioni a riorganizzare tutto nuovamente.

A seguire è intervenuto l’assessore pugliese Ettore Attolini che ha rimarcato come “esiste un rapporto tra la crisi e lo stato di salute. E i primi ad entrare in crisi sono le fasce più deboli”.  Per Attolini per questo, occorre “puntare sul welfare e non su misure che si stanno configurando come tagli lineari”. Per l’assessore alla Sanità della Puglia bisogna, a questo punto, fare scelte politiche. O si punta sul SSN o si trovano altre strade. Sul Patto della Salute Attolini ha evidenziato come la discussione si sia arenata “per problemi economici e sembra che oggi il Patto sia stato spezzettato in altri provvedimenti”.

Nel corso degli interventi c’è stato poi quello dell’assessore alla Sanità del Piemonte, Paolo Monferino che ha subito esordito affermando che “la salute non ha prezzo, ma ha un costo. Ed è di questo che ci dobbiamo preoccupare”. Monferino ha poi parlato della sua attività in Regione evidenziando come “nella riorganizzazione abbiamo trovato molto ostacoli (per la razionalizzazione degli uffici acquisti non sin riesce a spostare il personale)”. In ogni caso, per l’assessore piemontese “esistono aree di potenziale efficienza ed è nostro dovere recuperare queste risorse, ma il lavoro è enorme e i tempi sono lunghi. Abbiamo davanti un cambiamento epocale”. Sul Patto Monferino ha detto che “doveva ristabilire delle soglie ma spesso i patti non si rispettano”.

Dopo Monferino è intervenuto l’assessore dell’Umbria Franco Tomassoni che ha rimarcato come tra le Regioni la materia della sanità è quella dove c’è più condivisione”. L’unica soluzione per Tomassoni per risolvere le criticità è la stipula del Patto della Salute e l’aggiornamento dei Lea”. Secondo l’assessore il taglio orizzontale “è un errore forte”. Inoltre, ha evidenziato come “ci sono meno risorse e si pretende che vengano mantenuti gli stessi Lea”. Tomassoni ha poi specificato come vadano fatti “sforzi in più dal lato dell’appropriatezza per invertire la tendenza”. “Ci sono delle misure che si devono prendere ma bisogna lasciare alle Regioni la loro autonomia . Nel 2012, per esempio, non abbiamo fatto l’accordo sul riparto e in luglio è arrivata la spending review”.

Ultimo ad intervenire tra gli assessori è stato quello del Veneto nonché rappresentante della Conferenza delle Regioni per la Sanità, Luca Coletto che ha parlato del regolamento sulla riorganizzazione ospedaliera: “ La proposta è molto precisa ma il documento non dev’essere di natura impositiva, perché occorre confrontarsi e lo Stato centrale deve rispettare le Regioni”. Una battuta Coletto l’ha riservata anche alla spending review rimarcando come “non servono tagli lineari ma criteri, linee guida e standard”. Sul Patto Coletto, ha sottolineato come si fosse partiti “in modo fulmineo, ma poi c’è stato un brusco stop”. Ma l’assessore si è detto fiducioso che si possa arrivare al più presto alla firma. Abbiamo grosse responsabilità e il sistema si deve evolvere prendendo atto delle risorse che ci sono”.

Finita la carrellata degli assessori è giunto al Forum il ministro della Salute, Renato Balduzzi che ha difeso l’operato del Governo nell’ultimo anno rimarcando come “per poter cogliere della crisi delle opportunità per una riduzione delle risorse a parità di servizi occorreva fare una manutenzione straoridinaria”. Balduzzi ha poi ricordato gli elementi più significativi del Decretone Sanità e ha ammesso che tutto ciò che è stato fatto “non sempre è stato fatto insieme” alle Regioni.
 
E ha poi ribadito come proprio il tema delle risorse “ha ostacolato” il rapporto istituzionale. In ogni caso, Balduzzi ha poi sottolineato come la sanità, in fin dei conti, “rispetto al Pil non ha subito una diminuzione di risorse nel 2013 e le riduzioni ci sono state rispetto al finanziamento atteso. Per il 2014 Balduzzi ha poi specificato come rispetto al finanziamento atteso ci sono 8 mld in meno, di cui 2 di ticket” (introdotti da Tremonti).  Sui ticket il Ministro ha ribadito che sono “insostenibili e gravano in modo improprio sui cittadini”.
 
“Qualche cosa – ha proseguito – si dovrà fare” e ha riproposto la formula della franchigia.  Secondo Balduzzi, però, la sanità può farcela ma con le Regioni si devono “condividere obiettivi, strumenti e criteri” evitando “eccessi di rigidità”. Poi il Ministro ha parlato dei Lea, il cui aggiornamento dovrà essere fatto entro l’anno, evidenziando come “in 10 anni su 6.000 prestazioni è naturale che si possano fare dei cambiamenti”. Altro tema toccato da Balduzzi è stato quello del Riparto e dei costi standard su cui ha auspicato si  potrà trovare l’intesa. E poi il Ministro ha detto che bisognerà lavorare sulla non autosufficienza e sulla sanità universitaria che va “ritoccata”. Infine, Balduzzi ha parlato del Patto della Salute invitando ad “usare  queste settimane per riprendere le fila del Patto, altrimenti non si va da nessuna parte. Credo ci siano le condizioni”.
 
E infine sul regolamento che fissa i nuovi standard ospedalieri: “Sono d’accordo sul fatto di rivedere il provvedimento soprattutto nel senso di verificare se tutti gli indicatori che abbiamo selezionato possano essere validi. Ma una cosa è certa, nel momento in cui siamo d’accordo su un determinato standard, come tale andrà rispettato. altrimenti che standard sarebbe!”.

21 novembre 2012 – quotidianosanita.it

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