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Governo-Expo: partita da 260 milioni. Al centro del vertice di domani anche il nodo infrastrutture e vie d’acqua

Inaugurate ieri due nuove fermate della Metro5: le stazioni Isola e Garibaldi Da affrontare resta invece la Via della Rho-Monza. Domani i rappresentanti del governo Renzi arriveranno a Milano per parlare di Expo con i vertici degli enti locali e con il commissario Giuseppe Sala, alla guida della società di gestione dell’evento.

I ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture), Maurizio Martina (Agricoltura), Federica Guidi (Sviluppo economico) e Dario Franceschini (Cultura) si riuniranno già dal mattino con Sala, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e con il governatore lombardo Roberto Maroni e insieme faranno il punto della situazione sulla manifestazione del 2015, che ha ancora diversi nodi da risolvere. Il nuovo esecutivo guidato da Renzi, appena insediatosi, è stato già criticato dalle autorità lombarde per non aver preso un impegno esplicito su Expo. Due giorni fa tuttavia il governo, presentando il disegno di legge Salva-Roma, ha inserito una norma per l’evento universale, necessaria a ripristinare 25 milioni per il Comune di Milano per le spese di Expo, da inserire nel bilancio consuntivo del 2013 e da non calcolare nel patto di stabilità. Un piccolo “regalo” per Milano, che tuttavia da oltre un anno chiede una deroga ai parametri contabili nazionali per le spese di Expo, non ancora concessa né dal governo Monti, né dal governo Letta. Ora sarà da vedere quale sarà la decisione del governo Renzi.

Dal punto di vista delle risorse da sbloccare nell’immediato, il nuovo esecutivo dovrà concedere i finanziamenti per il trasporto pubblico locale, che tra la Lombardia e Milano ammontano a 70 milioni; poi ci sono le cosiddette “city operations”, cioè le attività che servono a riorganizzare la città per ospitare 20 milioni di visitatori, dalla sicurezza agli eventi culturali, per un investimento di oltre 130 milioni; infine bisognerà trovare il modo per ricapitalizzare la società di gestione di Expo, a cui mancano ancora 60 milioni non versati dalla Provincia di Milano, che esce dall’azionariato, e a cui il governo aveva deciso settimane fa di subentrare.

Tutte queste partite sono da sciogliere nel giro di pochi mesi. Poi il vertice di domani servirà anche a fare il punto, non proprio roseo, delle infrastrutture cittadine e regionali connesse all’evento, alcune delle quali in difficoltà. Pochi giorni fa Palazzo Marino e la società di gestione di Expo hanno preso atto che dovranno riscrivere il progetto delle “vie d’acqua”, negli ultimi 12 chilometri. L’opera, che servirà a portare acqua al sito espositivo di Rho, è stata fortemente contrastata dai comitati ambientalisti nel percorso finale, e quindi dopo giorni di picchettamenti ai cantieri i lavori si sono fermati. Tra 15 giorni la società di gestione presenterà il piano alternativo.

Oltre a questo il governo dovrà anche valutare come sbloccare la Valutazione di impatto ambientale sulla Rho-Monza: l’ex ministro all’Ambiente Andrea Orlando (oggi al dicastero della Giustizia) aveva concesso una Via “a metà”, chiedendo cioè la riapertura di un tavolo di concertazione per il tratto di Paderno-Dugnano, dove comitati cittadini si oppongono alla strada e chiedono l’interramento del percorso. Questi i due nodi infrastrutturali più urgenti. Ma la lista può continuare: dalla metro 4 di Milano alla Pedemontana fino alle metrotramvie. Intanto ieri una buona notizia: la metro 5 ha inaugurato altre due fermate, Isola e Garibaldi.

Il Sole 24 Ore – 2 marzo 2014 

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