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Granarolo, asse in Grecia con i re della feta. Il gruppo rileva dagli “Onassis dei formaggi” la maggior catena di distribuzione casearia ellenica

Granarolo fa shopping in Grecia e rafforza l’asse con la famiglia Panteliadis, uno dei maggiori produttori di feta ellenici. Il gruppo italiano ha acquistato dalla Epirus il 50,1% della Quality Brands International, la piattaforma che controlla circa il 10% della distribuzione casearia nel paese. Gli “Onassis del formaggio” – come sono chiamati i Panteliadis sotto il Partenone – rimarranno nella società come soci di minoranza: «L’investimento di Granarolo è un segno di fiducia nel mercato greco – dice Stefanos Panteliadis, numero uno di Epirus – e ci consentirà di sfruttare la rete internazionale dei nostri partner italiani per far conoscere i nostri prodotti su molti mercati dove oggi non arrivano».

L’acquisizione sotto il Partenone è l’ennesimo tassello della strategia di investimenti all’estero e di diversificazione che ha cambiato negli ultimi anni il volto della Granarolo. «Dal 2014 abbiamo rilevato 30 aziende facendo ricorso a risorse nostre», spiega Gianpiero Calzolari, presidente del gruppo. Una scelta, con il senno di poi, che sino ad ora si è rivelata azzeccata. Il core business del latte, in effetti, sconta un calo dei consumi del 5% annuo in Italia. Mentre la redditività dei formaggi e dei nuovi prodotti entrati in portafoglio (dall’aceto balsamico, alle linee biologiche fino alla soia e agli snack) ha consentito di assorbire senza difficoltà la campagna acquisti. «Il 2016 è stato il miglior anno della nostra storia – conferma Calzolari – con un utile netto cresciuto del 25% a 22 milioni e con una posizione finanziaria netta migliorata malgrado lo shopping». Il peso dei ricavi esteri sul giro d’affari è salito dal 3% del 2011 al 25% attuale e «puntiamo nel 2019 ad arrivare al 40%».

Granarolo è rimasto l’unico grande presidio tricolore nel latte dopo il passaggio ai francesi di Parmalat, azienda che il gruppo di Calzolari ha cercato di soffiare (senza successo) a Lactalis. Rimpianti su Collecchio? «No. Certo il sistema Italia – dice Calzolari – ha perso l’unica grande piattaforma di distribuzione mondiale che aveva. Ma a noi quell’esperienza ha insegnato che dovevamo rimboccarci le maniche e guardare oltrefrontiera per crescere». Nel 2019 – «fattureremo – assicura – il doppio di quando stavamo per comprare Parmalat».

Nel mirino ci sono realtà «nei mercati con più possibilità di crescita», con l’Europa in cima alla lista dei desideri. Badando però a difendere le posizioni sul mercato nazionale: «Siamo leader – conclude Calzolari – e dobbiamo tenere aperti tutti gli sbocchi al mercato del latte».

Repubblica – 28 aprile 2017

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