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La campagna. Meno antibiotici ai polli per curarci meglio. Coop e ministero delle politiche agricole insieme per ripensare i metodi di allevamento

Rendere più forti gli animali per diminuire l’uso di antibiotici. “Alleviamo la salute” è il nuovo mantra della campagna Coop, presentata ieri al ministero delle Politiche Agricole, che coinvolgerà in un anno più di 14 milioni di animali, dai polli ai suini. L’iniziativa parte da un dato indiscutibile: gli animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati. Quindi, invece di imbottirli di antibiotici quando è ormai tardi, va rivoluzionata la gestione degli allevamenti potenziando il livello di benessere per ridurre, e quando possibile eliminare, l’uso di cure. Di più. Bisogna evitare l’uso degli antibiotici più critici impiegati nelle cure per l’uomo. Lo scopo? Spiegano in casa Coop: «Contribuire a ridurre “l’antibioticoresistenza” per mantenere l’efficacia delle cure mediche sulle persone».

L’operazione coinvolge 1600 allevamenti, gli stessi da cui provengono le filiere di carne a marchio Coop. Un processo olistico che andrà avanti per gradi. Per il momento si parte con una nuova linea di polli, con 10 milioni di capi, mentre a giugno arriveranno le uova provenienti da 1,3 milioni di galline allevate a terra senza antibiotici. Le etichette parlano chiaro e chi si trova a dover scegliere cosa comprare troverà scritto: “Allevato senza uso di antibiotici”.

Precisa Bartolomeo Biolatti, presidente SISVet, Società italiana delle scienze veterinarie: «Bisogna migliorare tutte quelle situazioni di cattiva gestione degli allevamenti e aumentare la bio-sicurezza». Conferma Marco Pedroni, presidente Coop Italia: «Generando un’azione virtuosa sugli allevamenti si arriva a prodotti migliori sullo scaffale e quindi al consumatore». E aggiunge Maura Latini, direttore generale Coop Italia: «Noi selezioniamo i partner migliori per attuare le buone pratiche ma scegliamo anche fornitori consapevoli e coinvolti nei processi produttivi e gestionali più rigorosi ». Tutti gli Enti internazionali a partire dalla stessa Organizzazione mondiale della Sanità e dall’Autorità europea per la Sicurezza alimentare, hanno da tempo lanciato l’allarme riguardo la necessità di ridurre l’uso non corretto degli antibiotici. «È un progetto virtuoso che deve diventare “contagioso”, per questo invitiamo altre realtà a fare anche di più, se possibile – ha precisato il padrone di casa, il ministro Maurizio Martina – il tema del benessere animale sarà sempre più fondamentale anche in relazione al cittadino-consumatore ». E l’impegno Coop continuerà nei prossimi anni aumentando gli animali coinvolti. Uno scacco matto necessario: che il problema dell’”antibiotico resistenza” mini la salute di persone e animali lo dicono infatti i numeri: entro il 2050 è prevista una mortalità nel mondo di 10 milioni di persone l’anno, dalle 700 mila di oggi.

Repubblica – 28 aprile 2017

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