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I lupi uccisi e lasciati sulle strade della Maremma. Gesti dimostrativi o segni di esasperazione? Coldiretti si dissocia

Sei lupi massacrati a fucilate in pochi giorni. «Una guerra dichiarata di allevatori e cacciatori», denunciano gli animalisti. «Episodi da condannare ma che esprimono l’esasperazione di chi subisce danni pesantissimi dagli attacchi dei predatori e sono lasciati soli», rispondono gli allevatori.

Da un paio di settimane in Maremma la caccia al lupo, animale protetto che soltanto pochi anni fa rischiava l’estinzione, sfida ogni legge e qualunque regolamento. Gli animali vengono uccisi a colpi di fucile a pallettoni e spesso le carcasse restano ai bordi della strada, quasi in segno di sfida. E le esecuzioni sembrano altrettante risposte agli attacchi dei predatori alle greggi, ai capi di bestiame e agli animali da cortile che nel Grossetano, soprattutto sulle colline e sulle montagne dell’Amiata, si sono susseguiti negli ultimi tempi. Non sempre sono lupi i killer. Anzi, secondo gli esperti, a colpire sono cani inselvatichiti dopo l’abbandono dei padroni che si muovono in branco. I lupi, invece, sono solitari e fuggono appena avvertono l’odore inconfondibile degli umani.

Eppure sono proprio loro l’obiettivo delle doppiette fuorilegge. Li hanno ammazzati in ogni luogo della Maremma. Due, la scorsa settimana, nella zona di Saturnia, non lontano dalle cascate di acqua termale famose in tutto il mondo. Uno degli animali era una femmina. A trovare la carcassa è stato Marco Aloisi, direttore del Centro di recupero di animali selvatici ed esotici del Wwf di Semproniano. La povera lupa, colpita da una fucilata al costato, era sul ciglio della strada. «È stato un gesto dimostrativo, perpetrato da chi vuole massacrare questi animali», commenta Giacomo Bottinelli, responsabile della Lega antivivisezione di Grosseto.

La sesta vittima, quella di ieri, è stata abbandonata sul ciglio di una strada di Manciano. La carcassa, trafitta da più proiettili, è stata recuperata dalla polizia provinciale che sta indagando.

«È un ulteriore barbaro segnale per intimidire chi sta lavorando sul progetto Ibriwolf (che protegge lupi e cani selvatici ndr ) e sulla tutela degli animali — denuncia Bottinelli —. Sospettiamo che il colpevole sia legato all’ambiente degli allevatori e della caccia. Chi ha sparato, è bene ricordarlo, ha violato il codice penale e le leggi sull’attività venatoria».

Secondo la Lav ogni anno in Maremma «si distribuiscono novemila licenze di caccia senza accurati controlli psicologici» e siamo ormai di fronte «a una vera e propria connivenza implicita con la quale si garantisce l’impunità di alcuni pericolosi criminali».

Molte le reazioni di condanna al nuovo episodio. «Il perdurare di questa situazione è difficilmente sopportabile — scrive la Coldiretti —. Sono episodi che condanniamo anche perché non ci possiamo fare giustizia da soli». E parla di situazione molto preoccupante anche Legambiente. «C’è chi crede di essere al di sopra delle leggi e commette reati da perseguire — afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale dell’associazione — noi ovviamente condanniamo questi episodi ma soprattutto chiediamo che siano intensificate le attività di controllo».

Marco Gasperetti – Corriere della Sera – 31 dicembre 2013 

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