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Precari Ispra sbarcano su Cnn. Nel silenzio di media italiani

Nel silenzio dei media italiani, la vicenda dei lavoratori atipici dell’istituto per la protezione e la ricerca ambientale arriva sugli schermi della tv a stelle e strisce.

In un servizio in cui si parla dei paesi a rischio crac e della loro incapacità di investire in ricerca e sviluppo

L’attenzione che i media italiani non hanno concesso alla vicenda dei precari dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, è arrivata da quelli americani. L’occasione è un servizio della Cnn (guarda il video) in cui si parla di paesi a rischio crac, della Grecia, e poi anche dell’Italia e della sua incapacità d’investimenti pubblici in ricerca e sviluppo.

La tv americana riprende in sottofondo il video “Non sparate alla ricerca”, che ha reso famosi i ricercatori precari dell’istituto romano e la loro protesta di 59 giorni sul tetto. Il giornalista spiega ai cittadini d’oltreoceano che cosa siano i precari, cioè persone che trascorrono molti anni della loro vita nell’insicurezza con contratti temporanei, e intervista due di loro, Massimiliano Bottaro e Ivan Consalvo. I due ricercatori sono precari Ispra da oltre 10 anni, quindi entrambi evidentemente necessari all’ente, che però non riescono ad acquistare un motorino o una casa. I loro contratti, infatti, sono atipici, non l’agognato tempo determinato che permetterebbe ferie o paternità.

A gennaio dello scorso anno, dopo la protesta sul tetto, era stato firmato un protocollo d’intesa col Ministero dell’Ambiente, vigilante sull’ente, che prevedeva, tra i dieci punti dell’accordo, nuovi concorsi per i precari (200 su 1200 dipendenti). Ma ad oggi devono ancora essere assunti gli 89 vincitori dei concorsi banditi prima del “tetto”.

Nel video della Cnn anche gli scontri di piazza tra la polizia e gli studenti del 14 dicembre scorso, quando la protesta infuriò per l’approvazione della riforma dell’Università e i tagli all’istruzione. Il giornalista definisce la situazione “esplosiva” e spiega che qualcosa deve cambiare per non fare la fine della Grecia.

Intanto sulla storia dell’Ispra è stato realizzato un fumetto da Nancy Poltronieri (guarda la striscia), che ripercorre la protesta partendo sempre dal noto video con le maschere (guarda il filmato) che ha attratto anche gli americani

Ilfattoquotidiano.it – 2 luglio 2011

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