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Ici, pensioni e lavoro: le priorità. Ecco che cosa cambia

Dall’imposta sulla prima casa al sistema contributivo. Ecco le priorità del governo. Pensioni, premiato chi lascerà più tardi. Neoassunti e articolo 18: così la riforma. Via i contratti atipici

Casa

Il ritorno dell’Ici, sarà progressiva

L’imposta comunale sulla prima casa, nonostante l’opposizione già dichiarata della Cgil, sarà reintrodotta e incorporata nella nuova Imu, l’imposta municipale unica, da anticipare probabilmente già al 2012. E sarà solo l’antipasto, perché Monti vuole attuare la delega per la riforma fiscale in tempi brevissimi. «Una riduzione delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e l’attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico», ha detto il premier. Un nuovo aumento dell’Iva è possibile, anche se Monti ha già sottolineato la più forte regressività delle imposte indirette. La soluzione, oltre all’Ici sulla prima casa da 3,5 miliardi, potrebbe essere la patrimoniale. Ma è difficilmente praticabile dal punto di vista politico: Silvio Berlusconi non è affatto d’accordo

Previdenza

Pensioni, premiato chi lascerà più tardi

Ci saranno misure sulle pensioni, ma solo dopo il confronto con le parti sociali. Il sistema italiano, dopo le tante riforme fatte, risulta tra i migliori in Europa dal punto di vista della tenuta dei conti. L’età per il pensionamento di vecchiaia già è più alta di quella tedesca e francese. Resta il problema delle pensioni di anzianità, quelle a 60 anni d’età. Per superarle, il nuovo ministro del Lavoro, Elsa Fornero, punta all’introduzione di un’età flessibile di pensionamento a scelta del lavoratore, fra 63 e 68-70 anni, con il calcolo contributivo pro rata della pensione, che premia chi lascia il lavoro più tardi. Inoltre, l’estensione del contributivo a tutti i lavoratori attenuerebbe quelle disparità tra giovani e anziani e tra categorie richiamate da Monti. Il governo, in ogni caso, porrà come condizione per la riforma la rimozione dei privilegi, a partire dai vitalizi parlamentari.

Contratti

Neoassunti e articolo 18, così la riforma

Quella sul mercato del lavoro è stata forse la parte più dettagliata del discorso di Mario Monti. Il presidente del Consiglio ha indicato un percorso, la trattativa con le parti sociali, e un obiettivo, il superamento del dualismo delle regole, che privilegia i lavoratori anziani a scapito dei giovani. Monti ha voluto precisare che la riforma non toccherà chi già lavora, ma solo le future assunzioni. Ma di che riforma si tratterà? Il modello che più sembra rispondere alle indicazioni del premier è quello suggerito da tempo dal giuslavorista e senatore del Pd, Pietro Ichino, che non a caso ieri si è intrattenuto a colloquio con il nuovo ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Ichino propone per i nuovi assunti un contratto a tempo indeterminato ma con la possibilità di licenziare per motivi economici dietro il pagamento di un indennizzo e un rafforzamento degli ammortizzatori sociali. Contrari a toccare l’articolo 18 la Cgil e buona parte del Pd.

Sviluppo

Liberalizzazioni, più facile creare un’impresa

Rendere meno ingessata l’economia, facilitare la nascita e lo sviluppo delle imprese, migliorare l’efficienza dei servizi pubblici, favorire l’inserimento dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro. Se prima era il rigore di bilancio da oggi la «crescita», non a caso la parola più usata nel discorso del premier, diventa la principale priorità dell’economia italiana. Non è solo il superministero affidato a Corrado Passera a certificarlo. Tutte le riforme indicate oggi da Monti, dall’uso dei fondi Ue per il Sud, alla riforma fiscale, passando per il rafforzamento dell’Antitrust e la liberalizzazione delle professioni, puntano alla crescita. Certo, non tutte avranno un impatto forte e immediato sul Pil, «ma influendo sulle aspettative degli investitori, possono riflettersi in una riduzione dei tassi con conseguenze positive sulla crescita stessa» dice Monti. Applausi convinti da Confindustria, Abi, Rete Imprese Italia e Cooperative.

corriere.it – 18 novembre 2011

18 novembre 2011 corriere.it

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