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Quirinale taglia spese e personale 60 milioni risparmiati dal 2008

Pubblicati gli ultimi bilanci, restituiti al Tesoro 15 milioni. Dotazione ferma a 228 milioni Dall’inizio del settennato il personale assunto si è ridotto di 394 unità

Il regime di austerity inaugurato da Giorgio Napolitano al Quirinale continua a dare i suoi frutti sul piano della riduzione dei costi di gestione della presidenza della Repubblica. Nella nota illustrativa del bilancio di previsione, firmata dal Segretario generale Donato Marra, si legge che nel 2012 la dotazione a carico del bilancio dello Stato per il Quirinale sarà di 228 milioni di euro, pari a quella del precedente esercizio finanziario, già inferiore di 3.217.000 euro rispetto a quella del 2009. Tale dotazione, inoltre, è stata confermata anche per il 2013 nel bilancio per il triennio 2012-2014. Dai dati in questione emerge il congelamento di fatto degli stanziamenti a disposizione del Colle ai livelli del 2008, a fronte di un’inflazione che, nello stesso periodo, ha avuto un incremento dell’8,4.

Questo risultato – spiega il sito del Quirinale – è stato reso possibile grazie ad una serie di provvedimenti di riforma dell’ordinamento interno e di riorganizzazione amministrativa adottati dall’inizio del settennato. Le economie conseguite autonomamente nello stesso lasso di tempo ammontano complessivamente a circa 60,5 milioni di euro al 31 dicembre 2011. Ulteriori economie conseguenti alle misure attuative delle manovre finanziarie del governo ammontano, nel periodo 2011-2014aquali 11 milioni di euro. Il Segretariato generale della presidenza della Repubblica ha peraltro confermato l’impegno di restituire al ministero dell’Economia la somma complessiva di 15 milioni 48 mila euro, pari al 2,2 per cento della dotazione per ciascun anno del triennio 2011-2013.

Tra le misure adottate al Quirinale che hanno consentito le economie più rilevanti ci sono il blocco del turn over del personale di ruolo, la progressiva riduzione del personale distaccato, comandato e a contratto, l’introduzione del regime pensionistico contributivo, la soppressione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, il blocco degli stipendi e delle pensioni al livello del 2008 fino al 2013, la riduzione delle indennità di distacco e di comando. Tutto questo assieme a un’attenta revisione di tutti i comparti della spesa per beni e servizi.

Quanto al personale alle dipendenze del Colle, il suo numero si è ridotto di 394unità dal 2006, anno di elezione di Napolitano alla presidenza della Repubblica. Nel corso del 2011 si è avuta un’ulteriore riduzione di 20 unità del personale di ruolo (da 843 a 823), mentre è rimasto stabile il numero (103) del personale comandato e a contratto, sia del personale militare e delle Forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza (861 unità).

Sul sito del Quirinale si fa inoltre rilevare che nel corso del 2011 si è provveduto alla riforma delle pensioni di anzianità, la cui disciplina è stata allineata a regime ai principi dell’ordinamento generale, attraverso il progressivo innalzamento dei necessari requisiti anagrafici e di anzianità contributiva e la contestuale applicazione di significative riduzioni dei trattamenti pensionistici nella fase transitoria. Si è data poi attuazione alle disposizioni governative sull’applicazione del contributo di solidarietà del 5 e del10 per cento anche alle indennità di funzione del Segretario generale, dei consiglieri e dei consulenti del Presidente. Il risultato delle misure previdenziali poste in atto è che l’incidenza della spesa pensionistica – che per il Quirinale come per gli altri organi costituzionali è a carico dei rispettivi bilanci – ha registrato una significativa inversione di tendenza passando dal 37,8 per cento del bilancio del 2011 al 35,2 del 2012.

Quanto alle varie voci di spesa, quella per beni e servizi – pari a 24,2 milioni di euro (9,7% del totale), cresce di 1,3 milioni rispetto al 2011 a causa di aumenti dovuti al tasso di inflazione e alla crescita degli oneri fiscali e soprattutto agli oneri finanziari per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Nonché all’intensificazione degli interventi diretti alla manutenzione della dotazione immobiliare e degli arredi del Quirinale, a proposito dei quali il Colle risponde alla «reiterata richiesta» di trasformare il Quirinale in un museo, osservando che «già oggi l’amministrazione gestisce l’intero Palazzo come tale», come testimoniano i 250 mila visitatori che lo hanno frequentato nel corso del 2011.

Il Messaggero – 13 febbraio 2012

 

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