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La produzione dell’alimentare crolla più del made in Italy

Nel 2011 il comparto ha avuto una contrazione dell’1,7%, dato peggiore degli ultimi 40 anni.  Gli indici di produzione industriale del dicembre scorso diffusi l’altro ieri dall’Istat.

Confermano la flessione della produzione del settore alimentare. Secondo l’ufficio studi di Federalimentare, sulla base dei primi dati disaggregati resi oggi disponibili dall’Istat, «la variazione sui dodici mesi 2011/2010 sui dati grezzi evidenzia un calo della produzione alimentare pari al -1,7%, flessione che a parità di giornate lavorative sui dodici mesi si contrae al -1,1%, dato decisamente negativo anche in considerazione delle serie storiche della produzione industriale degli ultimi 40 anni». Il 2011 segna poi, evidenzia Federalimentare, «un altro primato negativo: il settore alimentare conosce per la prima volta la flessione peggiore rispetto al totale industria, fermo al -0,7%». E la crescita dovrebbe passare anche attraverso il nuovo decreto «Crescitalia». L’articolo 62 del decreto liberalizzazioni infatti, secondo Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare, introduce «principi capaci di favorire la libera concorrenza e il mercato, a tutto vantaggio del consumatore, e di tutelare in particolare le migliaia di piccole e medie imprese associate sempre più in difficoltà nei rapporti con la grande distribuzione moderna». Lo ha ribadito Ferrua condividendo «pienamente le parole del ministro per le Politiche Agricole Mario Catania in difesa dei principi fissati nell’art. 62, norme – prosegue in una nota – che portano maggiore equità nei reciproci rapporti commerciali tra le 100.000 imprese agricole, le 6.500 industrie alimentari e i pochissimi attori della distribuzione moderna. Tra l’altro lo svuotamento dell’art. 62 porterebbe vantaggi proprio a quelle catene multinazionali che in altri Paesi sono assai più rispettose dei termini di pagamento nei confronti dei propri fornitori. Auspico pertanto – conclude il presidente dell’associazione aderente alla Confindustria – che la !

ferma presa di posizione del ministro Catania e di tutte le rappresentanze della produzione agroalimentare possa trovare ascolto non solo ambito governativo ma anche in sede di conversione parlamentare». Ma anche il rilancio del comparto non può non fare i conti con nuovi modelli organizzativi e sinergie strategiche in termini fieristici. In questa direzione va l’alleanza tra Fiere di Colonia, Fiere di Parma e Federalimentare il cui annuncio è stato dato a Colonia nell’ambito del Salone dolciario «Ism». Koelnmesse organizza la più grande fiera alimentare del mondo (Anuga) e Fiera di Parma insieme a Federalimentare (Federazione dell’industria alimentare associata a Confindustria) organizzano Cibus

L’Arena – 13 febbraio 2012

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