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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Il Covid «può arrivare dai procioni del mercato di Wuhan»: mistero sui nuovi dati sull’origine del virus (subito scomparsi)
    Notizie ed Approfondimenti

    Il Covid «può arrivare dai procioni del mercato di Wuhan»: mistero sui nuovi dati sull’origine del virus (subito scomparsi)

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati17 Marzo 2023Aggiornato:13 Dicembre 2023Nessun commento2 Minuti di lettura
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    corriere.it. Un team internazionale, in un report non ancora pubblicato su una rivista scientifica, porta nuovi argomenti a favore dell’origine di Sars-CoV2 dal commercio di animali selvatici

    Nuove evidenze a favore dell’origine della pandemia da Sars-CoV2 da un mercato di Wuhan. Lo riporta il New York Times, che riferisce i risultati di un’indagine condotta da un team internazionale di virologi che avrebbero riscontrato dati genetici da un mercato a Wuhan che permetterebbero di mettere in relazione in virus con cani procioni in vendita in quella sede.

    Se confermati, questi dati porterebbero ulteriori argomenti a favore della tesi che la pandemia abbia avuto origine dal commercio di animali selvatici.

    I dati genetici provengono da tamponi effettuati in un mercato all’ingrosso di prodotti ittici a partire da gennaio 2020, poco dopo la sua chiusura proprio per il sospetto che fosse collegato all’origine di un nuovo agente virale.

    I ricercatori hanno analizzato anche pareti, pavimenti, gabbie e carrelli usati per il trasporto delle gabbie. Nei campioni positivi al coronavirus, è stato riscontrato materiale genetico in quantità significativa che corrispondeva al procione.

    La confusione di materiale genetico del virus e dell’animale non prova che un procione sia stato infettato. E anche se un cane procione fosse stato infettato, non sarebbe chiaro se l’animale abbia diffuso il virus alle persone. Un altro animale potrebbe averlo fatto o, viceversa, qualcuno infettato dal virus potrebbe aver trasmesso il virus al procione. Ma l’analisi – riporta il New York Times — ha stabilito che i procioni, che sono capaci di trasmettere il coronavirus, hanno depositato firme genetiche nello stesso luogo in cui è stato lasciato il materiale genetico del virus: uno scenario in cui il virus si era diffuso negli esseri umani da un animale selvatico. Un rapporto con tutti i dettagli dei risultati del team di ricerca non è stato tuttavia ancora pubblicato.

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