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Il ministro dell’Economia Padoan: all’Ue non chiediamo favori «Meno tasse con riduzioni di spesa»

Riduzione del cuneo con risparmi permanenti «Priorità alla crescita e all’occupazione. Pil, nel 2014 salirà dello 0,6%»

DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES — Il neoministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nel suo esordio all’Eurogruppo, ha cercato di rassicurare sulla difficile situazione economica dell’Italia, indicando genericamente che darà priorità al rilancio della crescita e dell’occupazione. Ai ministri finanziari ha però promesso di non abbandonare i vincoli di bilancio e di riequilibrare i tagli di tasse con riduzioni delle spese.

Padoan ha citato l’atteso alleggerimento della tassazione e della contribuzione sul costo del lavoro, che prevede «una riduzione del cuneo fiscale coperta in modo permanente da tagli di spesa».

All’Ue verrà chiesto tempo per attuare le riforme necessarie al rilancio dell’economia, quando provocano un «aggravamento momentaneo» della finanza pubblica. Il ministro dell’Economia, che al mattino a Bruxelles ha incontrato il presidente belga del Consiglio Ue Herman Van Rompuy per parlare dell’imminente semestre di presidenza italiana del’Ue, ha spiegato l’esigenza di flessibilità nelle politiche di bilancio. «Spostiamo l’enfasi sugli obiettivi della crescita e dell’occupazione» ha dichiarato precisando che le riforme devono «cominciare subito», ma «si ha bisogno di un orizzonte di medio termine» per vedere risultati «tangibili». Ha indicato «due-tre anni».

Per Padoan il rapporto con Bruxelles deve diventare collaborativo e meno conflittuale: «Siamo venuti in Europa per fare, non per chiedere favori». Il suo passato negli organismi internazionali (Fmi di Washington e Ocse di Parigi) gli ha fatto subito comprendere i maggiori margini di trattativa provocati dalla riduzione di potere della Commissione europea, che è in scadenza e da aprile vedrà il suo «controllore» dei bilanci nazionali, il finlandese Olli Rehn, in aspettativa per la campagna elettorale delle elezioni europee del maggio prossimo.

Padoan ha ridimensionato a «gossip» le polemiche sulla diverse interpretazioni dei recenti richiami della Commissione europea al governo dell’ex premier Enrico Letta e del suo predecessore Fabrizio Saccomanni. «Molte delle direzioni del governo sono in linea con il governo precedente», ha affermato diplomaticamente aggiungendo che sarebbe «una sciocchezza disperdere l’enorme risultato delle finanze pubbliche accumulato». Rispetto al duo Letta-Saccomanni ha però sottolineato che ora «intende accelerare» e ha preso le distanze dalle previsioni di crescita nel 2014 (promettevano un ottimistico 1,1% del Pil in contrasto con lo 0,6% dell’istituzione di Bruxelles). «I numeri che abbiamo sott’occhio sono più vicini a quelli della Commissione — ha dichiarato Padoan —. Il mio atteggiamento è di essere prudente, preferisco tenermi basso».

La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto dall’Italia la lettera in risposta alla contestazione Ue sui ritardi dei pagamenti ai fornitori della pubblica amministrazione. Padoan ha rinviato i dettagli del problema al Consiglio dei ministri di domani. Ha anticipato solo la predisposizione di «uno strumento legislativo permanente» in grado di evitare anche un nuovo «accumulo di debiti» in futuro. Poi è rientrato nella riunione notturna con i ministri dell’eurozona, che puntano a superare le divisioni all’Ecofin di oggi e a concludere l’accordo sull’Unione bancaria entro domani: in modo da arrivare all’approvazione nell’ultima sessione dell’Europarlamento in aprile, come chiede da tempo il presidente della Bce Mario Draghi.

Ivo Caizzi – Corriere della Sera –  11 marzo 2014 

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