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Il ministro Poletti: no al taglio sulla l’indennità di accompagnamento per i disabili o a ipotesi di agganciarlo al reddito

Alla Camera il ministro alle politiche sociali smentisce le ipotesi di tagliare l’indennità di accompagnamento per i disabili o di agganciarlo al reddito. Le verifiche straordinarie Inps? Hanno consentito risparmi per 250 milioni di euro

Le tabelle presentate dal Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, mettono nel mirino per l’ennesima volta la disabilità. In particolare nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi di un taglio alle indennità di accompagnamento o un loro collegamento al reddito, poi smentito da Renzi. Ieri il ministro Poletti è intervenuto al Question Time della Camera, per rispondere all’interrogazione presentata dall’onorevole Ileana Argentin. E per dire che non ci sarà alcuna modifica dei criteri di accesso all’accompagnamento.

«Allo stato non vi sono ipotesi di modifica dei criteri di concessione di tali misure di sostegno», ha detto il ministro, precisando che «eventuali decisioni in materia andranno rimesse alla collegiale valutazione del Governo e non, quindi, del tecnico che ha predisposto una scheda di analisi […] Interventi di questo tipo non possono essere realizzati unicamente nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, in quanto si correrebbe il concreto rischio di privare molte persone in condizioni di gravi disabilità e le loro famiglie dell’unico strumento di sostegno attualmente previsto dal nostro ordinamento. […] Per quanto concerne quindi questo punto non ci sono atti che modifichino la situazione in essere».

L’interrogazione poi chiedeva una valutazione sulle verifiche straordinarie dell’Inps alla ricerca dei cosiddetti “falsi invalidi”. «È dal 2008 che noi facciamo verifiche con il piano straordinario di verifica nei confronti dei titolari delle invalidità», ha detto l’onorevole Lenzi nel presentare l’interrogazione. «Nel 2008 sono state 200mila e 200mila nel 2009, 350mila nel 2010, salgono a 500mila nel 2011. Noi abbiamo fatto i conti, secondo cui alla fine sono 800mila le persone che sono state sottoposte a verifica. Vorremmo capire che cosa c’è ancora da controllare». Il ministro ha portato i dati dell’Inps: «Il piano di verifiche straordinarie concernenti la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile attuato dal 2009 al 2013 su circa 700.000 beneficiari di prestazioni assistenziali ha dimostrato come, in circa il 23% dei casi, il requisito sanitario per il diritto a suo tempo accertato non era più attuale, risultando quindi privo della necessaria connotazione medico legale di permanenza. L’Istituto ha inoltre rilevato percentuali di non permanenza dei requisiti sanitari sostanzialmente difformi tra le diverse aree geografiche, a dimostrazione di una disomogeneità valutativa al momento dell’originario riconoscimento. L’impegno fondamentale dell’INPS è proprio quello di omogeneizzare ed oggettivizzare maggiormente, sul piano nazionale, le valutazioni connesse al riconoscimento dell’indennità».

I risparmi conseguenti alla verifica straordinaria fra il 2010-2013, derivanti esclusivamente da revoche di prestazioni, si attestano, secondo l’Inps «ad oltre 250 milioni di euro. Per quanto concerne i costi sostenuti per le verifiche, l’INPS ha fatto sapere che la spesa media annua per l’impiego del personale esterno nel periodo 2010-2013 è stato quantificato in circa 23 milioni di euro [cioè su quattro anni 92 milioni, che fanno scendere il risparmio a 158 milioni, ndr]».

Vita – 27 marzo 2014 

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