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Rapporto Ocse: crescita italiana rallenta e Paese resta indietro

I dati indicano che il Pil nel primo trimestre è rimasto quasi immobile (+0,1%), mentre fra i G7 e in Eurolandia è aumentato al punto da contrastare i cali di Giappone e Usa

La Germania corre. Confcommercio pessimista sulla ripresa dei consumi. Fabbisogno statale in miglioramento a maggio

Il Pil dell’Italia nel primo trimestre di quest’anno è cresciuto dello 0,1%, lo stesso livello dell’ultimo trimestre 2010. Su base annua, invece, la crescita italiana è rallentata, passando dal +1,5% del quarto trimestre 2010 al +1%. E’ quanto rileva l’Ocse.

Se si guarda a Eurolandia, il Pil è aumentato dello 0,8% nel primo trimestre 2011 rispetto al quarto trimestre dello scorso anno (+0,3%) e del 2,5% su base annua. I dati Ocse rilevano la crescita particolarmente forte della Germania, salita nel primo trimestre al +1,5% dal +0,4% di quello precedente. Il Pil tedesco è aumentato anche a livello tendenziale dal +3,8% dell’ultimo trimestre 2010 al +4,8% attuale.

La crescita dei paesi Ocse si è mantenuta stabile nel primo trimestre di quest’anno nonostante l’ulteriore contrazione dell’economia del Giappone e un rallentamento degli Usa: il risultato, dunque, spiega l’Ocse nella sua consueta rilevazione, è da attribuire alla “forte accelerazione della crescita nella maggior parte dei paesi europei e in Canada”. Il Pil dell’area Ocse ha continuato a salire dello 0,5% rispetto all’ultimo trimestre 2010, mentre in Giappone – soprattutto a causa del disastro naturale dell’11 marzo scorso – il Pil è sceso al -0,9% rispetto al -0,8% dell’ultimo trimestre 2010. Se poi negli Usa la crescita è stata pari a +0,5% contro il +0,8% del trimestre precedente, nell’Unione europea il Pil è salito dello 0,8% contro lo 0,2% degli ultimi tre mesi 2010.

Su base annua, il Pil del primo trimestre dell’area Ocse ha registrato un progresso del 2,5%, in calo rispetto al +2,8% del quarto trimestre 2010. La ripresa italiana, dunque, viaggia con un punto e mezzo percentuale al di sotto della media e tra i Paesi del G7 è al penultimo posto davanti al Giappone (-0,7%). La Germania ha messo a segno il maggior tasso di crescita con un +4,8%.

Confcommercio: giù i consumi – Previsioni non ottimistiche arrivano dal Centro studi di Confcommercio. La crescita stimata del Pil, ha detto il presidente Carlo Sangalli, è ancora fragile, “intorno all’1%”, ma secondo il direttore del centro studi, Mariano Bella, questo dato potrebbe essere anche dimezzato, allo 0,5%, se i tassi di crescita resteranno quelli del primo trimestre. Confcommercio rivede inoltre al ribasso le previsioni sulla crescita dei consumi delle famiglie per l’anno in corso e per il 2012, portandoli rispettivamente allo 0,7% (dallo 0,9% della stima di marzo) e all’1,2% (dall’1,5%). “Si ripresenta la malattia della bassa crescita – ha spiegato Mariano Bella – . Non abbiamo finito di pronunciare la parola ripresa che siamo di nuovo sostanzialmente fermi”.

Migliora il fabbisogno statale. Migliora il fabbisogno del settore statale a maggio. Il mese scorso, comunica il ministero dell’Economia, è risultato pari, in via provvisoria, a circa 5.000 milioni, inferiore di circa 3.100 milioni rispetto a quello registrato nel mese di maggio del 2010, pari a 8.127 milioni. Nei primi cinque mesi del 2011 si è registrato complessivamente un fabbisogno di circa 44.800 milioni, inferiore di circa 5.300 milioni a quello dell’analogo periodo 2010, pari a 50.123 milioni.

“Il miglioramento del saldo del mese di maggio, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, – spiega il Mef – è da attribuirsi sostanzialmente al venir meno del prestito a favore della Grecia di circa 2.900 milioni. Si è registrato, inoltre, un lineare andamento del gettito fiscale, sufficiente per finanziare maggiori rimborsi d’imposta”.

Repubblica.it – 1 giugno 2011

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