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Il sistema Agea finisce nella bufera. Catania vara una commissione d’inchiesta. Il Sin sulla graticola

1a1a1_aaaaaaaaaaaaaaageaUna guerra strisciante, senza esclusione di colpi, scuote il cuore del sistema agricolo nazionale, il sistema Agea e la sua controllata Sin spa, partecipata al 49% dal raggruppamento temporaneo di imprese Almaviva. Un sistema dalle cui stanze – attraverso la gestione del portale Sian e dei fascicoli aziendali – transitano ogni anno circa 6-7 miliardi di euro di contributi europei agli agricoltori. Uno scontro tra colossi e senza esclusione di colpi. Sulla scorta della relazione dell’ex commissario Agea e generale delle Fiamme gialle Marco Iannelli, l’Idv aveva presentato un’interpellanza urgente sulla scarsa affidabilità dei controlli sull’erogazione dei fondi europei nel sistema Agea-Sin. Venerdì la decisione del ministro Catania, comunicata in una nota del Mipaaf, di istituire una commissione d’indagine sulla gestione Agea.

«A seguito delle interpellanze parlamentari e delle criticità da più parti sollevate riguardo la gestione di Agea e della controllata Sin – recita la nota – il ministro ha deciso di istituire una Commissione di indagine amministrativa. Nell’ambito delle attività di vigilanza proprie del ministero, la Commissione avrà il compito di valutare ogni profilo dell’intera vicenda Agea-Sin, analizzando il periodo di gestione dell’ente relativo almeno agli ultimi 18 mesi con riguardo sia alla gestione ordinaria sia a quella commissariale. Entro il 30 giugno 2012 la Commissione consegnerà la propria relazione al ministro Catania».

L’interpellanza dell’Idv attacca pesantemente la gestione del presidente Dario Fruscio, riportato in sella all’Agenzia dopo la sentenza del Tar che ne aveva accolto il ricorso. Agea era stata infatti commissariata un anno fa dall’ex ministro delle politiche agricole Saverio Romano per problemi amministrativi e di gestione delle risorse a disposizione

All’intera vicenda ha dedicato un ampio servizio, sabato 2 giugno, ItaliaOggi. Il quotidiano ricostruisce i passaggi successivi che hanno portato alla decisione odierna del ministro e le “forze in campo”. «Sul piano amministrativo da un lato c’è l’attuale vertice di Agea, oggi presieduta da Dario Fruscio (Lega Nord) che ha in Paolo Gulinelli (area Alemanno), ex direttore generale del Sin e commissario straordinario quote latte, il suo uomo di fiducia. Alla presidenza Sin c’è, invece, Ernesto Carbone (Pd), ex capo gabinetto di Paolo De Castro. Sull’altro fronte c’è l’ex commissario straordinario Agea, l’ex generale Mario Iannelli, fortemente critico con la gestione Fruscio. C’è il vecchio vertice Sin, che aveva nel dalemiano Francesco Baldarelli il presidente e in Mimmo Pecoraro l’amministratore».

Quando Fruscio, il 9 gennaio 2012, ritornò in sella ad Agea, l’ormai ex commissario Iannelli scrisse a chiusura del mandato una relazione di fuoco che inviò alla Procura della repubblica di Roma, alla Corte dei conti e alla presidenza del consiglio dei ministri, ma non al ministro delle politiche agricole Mario Catania. Da qui l’interrogazione dell’Idv, primo firmatario Antonio Di Pietro.

I passaggi precedenti

“Affondo dell’Idv sul sistema torbido di Agea. E anche Bruxelles avvia un’inchiesta”

Il castello di menzogne e omertà comincia a scricchiolare sulla vicenda delle quote latte, e una settimana dopo l’audizione del presidente di Agea Dario Fruscio alla Commissione Agricoltura della Camera l’Italia dei Valori lancia i suoi legittimi dubbi su una delle vicende più inquietanti che il mondo agro-zootecnico italiano abbia dovuto subire, e giunge a presentare un’interpellanza urgente al Governo il cui primo firmatario è il leader del partito Antonio Di Pietro. L’iniziativa è “tesa ad indagare sull’operato del presidente di Agea” (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) Dario Fruscio, reinsediato nella carica nel febbraio scorso grazie ad una sentenza del Tar del Lazio che annullava il commissariamento voluto nel giugno del 2011 dall’allora ministro Saverio Romano.

L’Agea, che ha come attività istituzionale l’erogazione di aiuti comunitari destinati allo sviluppo rurale, gestisce annualmente oltre quattro miliardi di Euro; ora sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori c’è il sistema illecito attraverso cui parte delle erogazioni è stata dirottata verso ambiti assolutamente estranei al mondo agricolo e che sarebbero contigui alla criminalità organizzata. “Il commissario straordinario (insediato da Romano e poi rimosso dal Tar, il generale della GdF Mario Iannelli; da non perdere la sua intervista ad Italia Oggi del 5 maggio scorso, ndr)”, afferma una nota dell’Italia dei Valori diffusa mercoledì scorso, “ha rilevato evidenti disfunzioni nella gestione amministrativa e una scarsa affidabilità del sistema dei controlli sulle erogazioni, settore molto delicato per l’incombente pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata. Nonostante il commissariamento, il Dottor Fruscio è tornato alla guida dell’Agea perché il Tar ha annullato il provvedimento di commissariamento”.

È così che l’Idv incalza riportando i risultati di alcune indagini e parlando senza mezzi termini di “ulteriori e più allarmanti ombre sull’affidabilità e sulla trasparenza di tale attività di controllo” che “provengono da due indagini svolte in Calabria e in Lombardia, delle quali la prima riguarda quaranta soggetti titolari di aziende zootecniche, alcuni dei quali con cognomi di noti personaggi della criminalità organizzata, tratti in arresto a seguito di una operazione condotta dal Nucleo Antifrodi dei Carabinieri di Salerno in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il tribunale di Reggio Calabria” (per reati connessi alla indebita percezione di contributi comunitari mediante false attestazioni e certificazioni di possesso di bovini e ovini). “La seconda”, prosegue la nota dei dipietristi, è “condotta dalla direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Milano nei confronti di una organizzazione della ‘ndrangheta facente capo a Giulio Lampada, nella quale sarebbe stato coinvolto… anche un membro del consiglio regionale della Calabria, coniuge di una dirigente di Agecontrol, società partecipata da Agea, operante nel settore dei controlli sulle erogazioni”.

Sotto osservazione ci sarebbero anche una serie di consulenze che Fruscio avrebbe “avallato e tenacemente difeso l’esistenza e la validità del contratto sottoscritto nel 2006 che riconosce al signor Paolo Gulinelli ex direttore Generale del Sin (Sistema Informativo Nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura) uno stipendio di 330.000 Euro e ben 144 mensilità di indennità in caso di risoluzione del rapporto di lavoro”.

L’interpellanza dell’Idv richiede al ministro Mario Catania di verificare l’opportunità che il direttore dell’Agea Dario Fruscio rimanga al proprio posto vista “questa gestione della cosa pubblica ad avviso degli interpellanti del tutto discutibile da parte del presidente Dario Fruscio, che con sue inusitate iniziative e con i suoi sistemi disinvolti non sembra dimostrare la necessaria affidabilità e un adeguato senso di responsabilità istituzionale per poter svolgere il delicato incarico di presidente di Agea, corrisponde un silenzio, preoccupante quanto incomprensibile, del ministro interpellato”.

Nel frattempo che questo accade il mondo della politica è chiamato a testimoniare davanti ai pm che stanno ricostruendo un quadro tanto complesso quanto oscuro, e dopo le deposizioni dell’ex ministro Luca Zaia (ad oggi secretata, ndr) e della presidente della provincia di Cuneo Gianna Gancia, si prospetta quella dell’altro ex ministro Giancarlo Galan. Quest’ultimo, guardandosi bene anche solo dall’insinuare le responsabilità dei vertici Agea, è tornato a puntare il dito contro la Lega Nord per presunte attività di lobbying nei confronti degli allevatori, come se in queste vicende ci fosse anche spazio per le faide tra ex alleati.

E a Bruxelles si lavora sul “caso Italia”; mentre la Commissione Europea sottolinea la gravità del ritardo nella riscossione delle multe, l’Olaf (Office européen de Lutte Anti-Fraude, vale a dire “Ufficio europeo per la Lotta Antifrode”) pare abbia deciso di occuparsi della complessa vicenda con una propria inchiesta che sarebbe già in corso. A quanto dichiarato nelle scorse settimane dal portavoce dell’organismo anti-frode Johan Wullt a Italia Oggi «per motivi di segreto giudiziario, l’Olaf non può fare ulteriori commenti in merito». (tratto da quale formaggio.it)

Ma le interpellanze Idv hanno posto anche altre domande. A cosa è dovuta la lentezza dei pagamenti Agea? Perchè mentre 28mila aziende agricole hanno chiuso dall’inizio dell’anno, ci sono aziende che aspettano di riscuotere aiuti del 2003, molte altre del 2007? Perchè il Ministro Catania, senza aspettare la sentenza o impugnarla, ha reintegrato il Presidente Fruscio in Agea? Il ministro Catania ha avuto qualche dubbio? Perchè il super contratto di Paolo Gulinelli da 330 mila euro fu reso esecutivo solo tre anni più tardi? A cosa è dovuto il buco Agea accertato dalla Guardia di Finanza di 17 milioni di euro? Cosa non funziona nel sistema dei controlli? Perchè l’Unione Europea ci ha comminato una multa di 71 milioni di euro per le quote latte? Perchè la nostra quota nazionale latte è pari 10,8 milioni di tonnellate all’aano quando la domanda del nostro mercato interno è pari a 17-18 milioni di tonnellate?

a cura di Sivemp Veneto – 3 giugno 2012

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