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Proroga ordinanza cani aggressivi. Taglio orecchie e coda vietati

E’ entrata in vigore il 13 maggio l’ordinanza 22 marzo 2011 che proroga di 24 mesi l’ordinanza del 3 marzo 2009 sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani

Il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale introduce alcune modifiche. Le novità riguardano l’organizzazione dei percorsi formativi per i proprietari e i divieti di mutilazione, aggiornati alla Legge 201/2010 di ratifica della Convenzione di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia.

Il provvedimento introduce la figura del “responsabile scientifico” individuato dal Comune, sentito il servizio veterinario ufficiale, ” tra i medici veterinari esperti in comportamento animale o appositamente formati dal Centro di referenza nazionale per la formazione in sanità pubblica veterinaria istituito presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna”.

Per quanto riguarda i percorsi formativi i proprietari obbligati alla frequenza sono individuati dai Comuni, non più sulla base dell’anagrafe canina, ma “su indicazione dei servizi veterinari a seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di criteri di rischio”. “I servizi veterinari, in caso di rilevazione di rischio elevato stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di una valutazione comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale”.

L’ordinanza ministeriale vieta poi “gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformità all’articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall’Italia con la Legge 201 del novembre scorso”. Oltre la vendita e la commercializzazione, anche l’esposizione degli animali sottoposti ad interventi chirurgici vengono inserite fra le situazioni di divieto.

Secondo la Lav il nuovo provvedimento cancella “la nota del 16 marzo scorso con la quale il ministro alla Salute Ferruccio Fazio aveva tentato di riaprire le porte ‘al taglio delle code’ su alcune categorie di cani”, in particolare quelli usati per l’attività venatoria.

16 maggio 2011 

cfo-rp – riproduzione riservata

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