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Incubo Ebola, superati i 10 mila casi di contagio. L’Oms: 4.922 morti in otto Paesi. Obama: il virus si può sconfiggere, ma restare vigili

È salito a 4.922 morti su 10.141 casi di contagio il bilancio della diffusione del virus ebola in otto Paesi. Il dato, fornito dall’Organizzazione mondiale della sanità(Oms), è aggiornato a giovedì scorso. Nei Paesi dell’Africa occidentale colpiti dall’epidemia – Guinea, Liberia e Sierra Leone – i morti sono 4.912 su 10.114 casi di contagio. L’organizzazione Onu ha riferito che solo in due delle otto regioni di Liberia e Guinea che confinano con la Costa d’Avorio ci sono casi confermati o probabili di ebola.

OBAMA: IL VIRUS SI PUO’ SCONFIGGERE, RESTARE VIGILI 

«I pazienti possono sconfiggere il virus» dell’ebola. «E anche noi possiamo farlo. Ma dobbiamo restare vigili», dice il presidente americano, Barack Obama, nel discorso settimanale. «Dobbiamo lavorare insieme, a livello federale, statale e locale. E dobbiamo guidare la risposta globale perché il modo migliore per fermare il virus, di mantenere gli americani al sicuro è di contrastare l’ebola alla fonte, in Africa Occidentale», ha aggiunto Obama.

 PRIMA VITTIMA IN MALI 

È morta in Mali la prima vittima di Ebola, una bambina di due anni che, durante la malattia, è stata a contatto stretto con almeno 40 persone ed ha viaggiato in autobus per più di mille chilometri. lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Oltre 40 persone entrate sono state messe in quarantena, ma le autorità locali stanno tentando di individuare centinaia di persone che potrebbero potenzialmente essere entrate in contatto con la piccola, durante il viaggio con la nonna dalla Guinea, passando per la capitale del Mali, Bamako, fino alla città occidentale di Kayes, dove è stata diagnosticata la malattia. La bambina avrebbe contratto il virus dal padre, morto da poco in Guinea, uno dei 3 Paesi dell’Africa Occidentale (gli altri sono Liberia e Sierra Leone) dove l’epidemia ha finora ucciso oltre 4.700 persone. Il Mali era stato messo dall’Oms nella “lista rossa” dei Paesi con il maggior rischio di diffusione del virus, proprio per via dell’esteso confine con la Guinea. Il Mali, assieme alla Costa d’Avorio, ha esteso i controlli alla frontiera per evitare la diffusione dell’ebola, ma molte zone di confine non sono adeguatamente presidiate. 

 USA, QUARANTENA PER CHI HA AVUTO CONTATTI CON MALATI 

I governatori di New York e del New Jersey, il democratico Andrew Cuomo e il repubblicano Chris Christie, hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta di aver decretato la quarantena in due aeroporti per tutte le persone in arrivo da Liberia, Guinea e Sierra Leone che siano entrate in contatto con ammalati di ebola. L’annuncio è giunto dopo che è stato riscontrato un primo caso di ebola a New York, il medico Craig Spencer, rientrato dalla Guinea dove aveva lavorato con Medici senza frontiere. La prima persona posta in quarantena è stata un’infermiera arrivata all’aeroporto di Newark dall’Africa l’occidentale. La donna, che ha la febbre, è stata posta in isolamento ma al momento non vi sono conferme che abbia contratto il virus dell’ebola. Il provvedimento di quarantena sarà imposto negli aeroporti di Newark e Kennedy International. La misura va oltre le linee guida federali americane. La quarantena verrà imposta per un periodo di 21 giorni, ma al momento non sono ancora chiari tutti i dettagli sulla sua realizzazione. A quanto riferisce il New York Times, il commissario per la salute pubblica di New York, Mary Travis Bassett, ha criticato il provvedimento dichiarando che potrebbe scoraggiare medici e infermieri dal recarsi in Africa per curare gli ammalati di ebola.

La Stampa – 26 ottobre 2014 

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