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Influenza aviaria. Il Ministero emana il Piano di sorveglianza 2019. Nuove disposizioni su numerosità e frequenza dei campionamenti

La Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari ha trasmesso tramite la Nota Ministeriale DGSAF dell’11 Gennaio 2019, il  Piano di sorveglianza nazionale per l’Influenza Aviaria relativo all’anno 2019.

Il “Piano” definisce la numerosità campionaria e la frequenza del campionamento negli allevamenti avicoli di tutto il territorio nazionale, sulla base dell’analisi della situazione epidemiologica, dei fattori di rischio presenti e della categorizzazione del rischio della provincia di appartenenza.

Il Piano dovrà essere portato a termine entro e non oltre il 31 dicembre 2019. Il Ministero raccomanda di attenersi scrupolosamente a quanto impartito nel Piano, con particolare riferimento alle prove diagnostiche da utilizzare nello screening iniziale per la ricerca di anticorpi per influenza A tramite test ELISA competitiva; solo i campioni risultati positivi saranno successivamente  sottoposti alla prova di inibizione dell’emoagglutinazione (HI), per individuare i sottotipi H5 e H7. Ciò anche al fine di limitare i costi delle spese sostenute nell’ambito del Piano e riconosciute ammissibili dalla Commissione europea.

Il Piano distingue fra

  • province “ad alto rischio”, in cui attuare un monitoraggio con frequenza elevata (appartenenti alle regioni: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto con l’intero territorio regionale a esclusione della provincia di Belluno).
  • province “a rischio medio” da sottoporre a monitoraggio con frequenza meno elevata (regioni: Friuli-Venezia-Giulia, Lazio e Umbria).

In particolare, è stata presa in considerazione la concentrazione e la tipologia delle aziende avicole in zone ad alta densità; la maggiore numerosità di allevamenti è presente in una macro-area che comprende gran parte delle regioni Veneto e Lombardia (province di Verona, Vicenza, Padova, Brescia, Mantova, Cremona e Bergamo), nella quale è presente la maggioranza delle produzioni avicole nazionali.

La restante parte del territorio nazionale è stata classificata “a basso rischio” e le attività di sorveglianza saranno basate sulla notifica di casi e sospetti di IA (sorveglianza passiva) e sulla sorveglianza attiva negli allevamenti rurali (svezzatori) come definito dalla legislazione nazionale. In tutti gli allevamenti a livello nazionale è obbligatorio applicare misure di biosicurezza come da Ordinanza Ministeriale del  26/08/2005.

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