Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Rassegna Stampa»Influenza aviaria: negli animali è già pandemia globale? L’analisi
    Rassegna Stampa

    Influenza aviaria: negli animali è già pandemia globale? L’analisi

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati23 Aprile 2024Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Dopo gli uccelli sono arrivate mucche e capre, insieme a qualche caso nell’uomo. Così l’allerta sull’influenza aviaria  A/H5N1 è salita di lvello. Tanto che, secondo lo Chief Scientist dell’Organizzazione mondiale della sanità Jeremy Farrar siamo già di fronte a “una pandemia animale globale“. Una zoonosi che, “nel corso degli ultimi uno-due anni”, si è diffusa “efficacemente” in a livello globale. Anche se, come si legge su ‘UN news’, a oggi non è stata registrata trasmissione interumana (da uomo a uomo) del virus.

    La preoccupazione

    “La grande preoccupazione, ovviamente, è che così facendo e infettando anatre e polli, ma ora sempre più mammiferi, il virus si evolva e sviluppi la capacità di infettare gli esseri umani. E poi quella di trasmettersi da uomo a uomo”, ha detto Farrar. Anche perchè l’H5N1 ha avuto un tasso di mortalità “estremamente alto” tra le persone che sono state contagiate.

    Una preoccupazione condivisa dall’epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, che al virus dell’influenza aviaria ha già dedicato diverso studi. “Il fatto è che questo virus si è ormai diffuso in diverse parti del mondo e ha fatto il salto di specie: dagli uccelli ai mammiferi. Quindi sì: possiamo parlare di una zoonosi pandemica o di una pandemia zoonotica“, sottolinea l’esperto a Fortune Italia.

    Le priorità

    “Devo dire che condivido la preoccupazione dell’Oms: ad alimentare la circolazione di questo virus sono gli allevamenti intensivi. Ma qui entriamo in un ragionamento di tipo economico”, sottolinea Ciccozzi, che parlando con Fortune Italia aveva già sottolineato i rischi legati al virus dell’influenza aviaria.

    E se Farrar ha sollecitato un attento monitoraggio e attività di indagine da parte delle autorità sanitarie pubbliche, perché il virus H5N1 “potrebbe evolversi e trasmettersi in modi diversi”, Ciccozzi da tempo richiama l’attenzione sulla sorveglianza, “ma anche sul rispetto di regole mirate a proteggere chi lavora negli allevamenti e a contatto con gli animali”.

    “Il fatto è che i maggiori controlli dovrebbero essere attuati in tutto il mondo. Non è un caso che questi virus si diffondano spesso a partire da allevamenti o mercati animali in Oriente”, aggiunge Ciccozzi. “Adesso occorre evitare le infezioni nell’uomo dal mammifero: chi lavora a contatto con gli animali, insomma, deve essere protetto dall’infezione. Questo perchè, come abbiamo visto nel nostro studio, un ‘movimento’ a livello del virus c’è, e noi dobbiamo evitare che H5N1 sviluppi la capacità di trasmettersi efficacemente da uomo a uomo“.

    Nuove parole per i patogeni

    L’Oms ha anche annunciato l’intenzione di aggiornare il linguaggio usato per descrivere i patogeni presenti nell’aria. La definizione ‘particelle respiratorie infettive’ (“infectious respiratory particles” o Irp), ad esempio, dovrebbe essere utilizzata al posto di ‘aerosol’ e ‘droplet’ (goccioline), per evitare confusioni riguardo alla dimensione (o alla natura) delle particelle coinvolte. “È corretto: se le feci di uccelli o mammiferi infetti si secca, diventa polvere e anche l’inalazione di questo materiale può essere un veicolo di infezione”, commenta Ciccozzi.

    Il richiamo

    Insomma, “in un’ottica One Health è fondamentare sorvegliare in modo attento gli allevamenti, in particolare quelli intensivi. Per intercettare eventuali evoluzioni del patogeno e poter rispondere in modo efficace alla minaccia rappresentata dall’influenza aviaria”, conclude l’epidemiologo italiano.

    Post Views: 489
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteDef. Giorgetti: “Superbonus si è mangiato un anno di incrementi della spesa sanitaria. Ripensare complessivamente l’offerta”
    Precedente Gli allevamenti italiani di suini calano dell’8,3% in sei mesi. L’analisi di Teseo by Clal
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Peste suina africana, salgono a nove i casi dalla fine di luglio. L’ultimo in un allevamento da ingrasso della provincia di Pavia

    6 Agosto 2024
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.