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Influenza aviaria. Nuovo focolaio ad alta patogenicità H5N8 in un allevamento di tacchini della provincia di Verona

Il 29 marzo presso i laboratori della sezione di Verona dell’IZS delle Venezie, è stata riscontrata una positività per un virus influenzale sottotipo H5N8 in campioni prelevati da un allevamento di tacchini da carne situato nel comune di Cazzano di Tramigna, provincia di Verona. Dalle prime informazioni ricevute sembra che nell’allevamento siano presenti circa 16.000 tacchini maschi di 135 giorni e che nei giorni scorsi sia stato notato un aumento della mortalità. Sono in corso le operazioni di abbattimento nell’allevamento interessato e in via preventiva in due altri allevamenti ricadenti nella zona di protezione, come autorizzato dal Ministero della Salute su richiesta della Regione Veneto. Il dispositivo dirigenziale è stato emanato anche ricorrendo i criteri e fattori di rischi previsti dal Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali, nello specifico l’ubicazione delle aziende in una zona ad elevata densità pollame.

In data 28 marzo 2017 il Centro di Referenza Nazionale (CRN) per l’influenza aviaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha confermato inoltre la positività per un virus influenzale ad alta patogenicità sottotipo H5N8 in un allevamento rurale in cui erano presenti alcuni polli nel comune di San Vito al Tagliamento, provincia di Pordenone.

Infine, la regione Lombardia ha comunicato che a partire dalla data odierna è stata revocata la zona di sorveglianza da influenza aviaria in tutti i territori dei comuni interessati.

NOTA UNITA’ ORGANIZZATIVA VETERINARIA REGIONALE 

A seguito della conferma del focolaio in un allevamento di tacchini nel comune di Cazzano di Tramigna, una nota del 29 marzo parzialmente rettificata il 31 marzo, dell’Unità organizzativa veterinaria regionale, a firma del direttore Michele Brichese, dispone nuove misure sanitarie.

In merito ai controlli che dovranno essere effettuati in Veneto per l’invio al macello dei tacchini da carne, l’Unità veterinaria precisa che i tacchini riproduttori (nel momento in cui vengono inviati alla macellazione) non rientrano a tale tipologia di volatili soggetti a campionamento.

I servizi veterinari delle Ulss del Veneto dovranno garantire l’effettuazione dei seguenti controlli:

1IN TUTTO IL VENETO: l’invio al macello dei tacchini da carne è subordinato al prelievo di 20 tampone tracheali per capannone (fino a un massimo di 60 prelievi) nelle 36 ore precedenti il primo carico, ad eccezione del prelievo effettuato il sabato mattina, che vale per il carico della domenica sera;

2. NEI COMUNI DELLE PROVINCE DI VERONA E VICENZA RIPORTATI IN ALLEGATO: i controlli di cui al punto precedente devono essere ripetuti ogni 36 ore per i carichi successivi al primo;

3. Per l’effettuazione dei controlli di cui al punto 1 e 2 i servizi veterinari potranno avvalersi dell’aiuto dei veterinari di filiera;

4. In caso di mortalità anomala o di evidenza di sintomi riferibile all’influenza aviaria, il carico dovrà essere bloccato e l’allevamento immediatamente posto sotto sequestro;

5. Dovranno essere adottate stringenti misure di biosicurezza, in particolare per quanto riguarda le squadre di carico.

Sono vietati inoltre gli accasamenti di tacchini da carne in tutti gli allevamenti situati nei comuni riportati nella mappa ed elenco allegati. In tali comuni e comunque consentito il completamento degli accasamenti in atto.

Nota Regionale protocollo n. 127257 del 29/03/2017 – Influenza Aviaria ad Alta Patogenicità: misure sanitarie a seguito di focolaio

Nota regionale protocollo n.130644 del 31/03/2017 – Modifica a nota del 29 marzo 2017

Ordinanza n. 36 del 30 marzo 2017 Influenza aviaria. Istituzione delle misure di restrizione a seguito di positività per HPAI H5 nel Comune di Cazzano di Tramigna (VR)

Mappa focolai al 30 marzo 2017 

I focolai in Italia al 30 marzo 2017 

La scheda – Dall’inizio dell’epidemia, a fine gennaio, ad oggi sono stati individuati in allevamenti avicoli industriali e rurali del Nord Italia dodici focolai di virus ad alta patogenicità H5N8 e H5, di cui la maggior parte in Veneto (nelle province di Venezia, Padova, Rovigo, Verona e Treviso), due in Lombardia, uno in Emilia Romagna e uno in Friuli Venezia Giulia. A partire da fine dicembre 2016 virus H5 e H5N8 erano stati isolati in volatili selvatici in Friuli Venezia Giulia e nel Delta del Po

29-30-31 marzo 2017 (Ufficio stampa)

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