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Intervento. Scandalo latte artificiale. Siamo tutti a “rischio” corruzione. La formazione medica ‘indipendente’ e la critica al sistema Ecm

Gentile direttore, lo scandalo del latte artificiale con i conseguenti 18 arresti di medici, informatori scientifici e dirigenti d’azienda rende urgente e ineludibile un dibattito pubblico sulla relazione tra professionisti e sponsor commerciali che, con i loro informatori, entrano ogni giorno nei nostri studi per promuovere la vendita dei loro prodotti.

Non nascondiamoci dietro un dito pensando che sia solo un problema di professionalità, deontologia  e di moralità personali perché,  fermo restando lo squallore e la sciatteria inqualificabili dei protagonisti da quello che emerge dalle intercettazioni telefoniche pubblicate e fermo restando che contro i reati riscontrati dovrà procedere la magistratura, il condizionamento da parte degli sponsor è da ritenere comunque deontologicamente non accettabile.

E’ esperienza di noi tutti l’aver partecipato a congressi nazionali, internazionali, di un solo giorno o a corsi tematici con la sponsorizzazione e non per questo ci siamo sentiti oggetto di corruzione ma è pur vero che abbiamo provato disagio quando l’informatore tornava nel nostro studio a caldeggiare più vivacemente i suoi prodotti alludendo alla nostra partecipazione “offerta “.

Dobbiamo criticare un sistema ECM che permette che ci sia la “sponsorizzazione” degli eventi formativi ed il “reclutamento” dei medici a tali eventi sotto forma di iscrizione, spese di viaggio e permanenza perché ciò comporta un condizionamento più o meno esplicito del professionista e inoltre lo Sponsor, reclutando in modo discrezionale l’utenza, sicuramente non soddisfa le reali esigenze formative dei medici. Inoltre c’è il rischio che i  Provider che organizzano gli eventi formativi sponsorizzati non offrano solo spazi pubblicitari alle aziende ma rischino di mettere nel programma scientifico dei riferimenti più o meno occulti a quel tipo di farmaco o di latte dell’azienda sponsor .

Ma è possibile una formazione veramente indipendente per un medico che voglia seguire un proprio percorso senza ricorrere agli sponsor? Io credo di si se potesse attingere liberamente alle banche dati mondiali telematiche delle pubblicazioni scientifiche che ora richiede costosi abbonamenti alle riviste e accanto si programmasse una formazione sostenuta da fondi pubblici e organizzata da Istituzioni classicamente deputate alla formazione medica.

La critica al sistema degli ECM dovrebbe coinvolgere le Società Scientifiche, le Associazioni Mediche, i Sindacati che, invece di costituirsi Provider, dovrebbero fare da cassa di risonanza alle istanze di una formazione medica indipendente scevra da condizionamenti commerciali per ribadire la integrità sociale, professionale deontologica e culturale della figura del medico.

 Rossana Vitolo – Pediatra di Famiglia – Quotidiano sanità – 23 novembre 2014

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