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Intimidazioni: non giochiamo sulla pelle dei veterinari

di Roberto Poggiani*

n_incendio_auto_2004_2«Possiamo dirlo? A volte di fronte alle divisioni della nostra categoria sentiamo un profondo disagio. Ecco l’abbiamo detto, finalmente. E aggiungiamo che il nostro disagio aumenta quando al centro di inutili corporativismi, dispetti e colpi bassi ci sono questioni serie. Questioni anche molto gravi. Come lo sono le intimidazioni e le aggressioni ai veterinari pubblici in servizio (senza certo dimenticare i liberi professionisti). Qui ad essere in gioco sono gli affetti, le cose, il lavoro, forse anche la vita di tanti nostri colleghi. Ma è a rischio soprattutto l’efficienza dei servizi sanitari. Su questo terribile fenomeno il SIVeMP ha lanciato l’allarme due anni fa.

E il ministero della Salute ha ritenuto che tale allarme fosse fondato e deciso l’istituzione di un apposito osservatorio per monitorare e contrastare il fenomeno.

Dei lavori di questo organismo (di cui anche il sottoscritto fa parte), ufficializzato con apposito decreto nel giugno scorso, il nostro sindacato e lo stesso sottosegretario Francesca Martini (con comunicati stampa del ministero) hanno dato notizia ampiamente, sia nella fase preparatoria che in quella attuale. Ora scopriamo, leggendo i siti Anmvi e Fnovi, che l’onorevole Gianni Mancuso, veterinario, parlamentare e presidente Enpav (non uno qualsiasi, quindi) non conosce l’esistenza dell’Osservatorio e di quanto sta facendo. Gli deve essere sfuggita, è chiaro. Diversamente non potrebbe ignorarlo, come invece, stando ai resoconti, sembra aver fatto durante un suo recentissimo intervento alla Camera.

Beninteso: noi troviamo encomiabile che all’onorevole Mancuso stia a cuore la sorte dei veterinari pubblici. Così come apprezziamo il fatto che, tutt’a un tratto, noi veterinari del Sistema sanitario nazionale siamo diventati una priorità, non solo per la Fnovi (e questo è del tutto naturale, visto che è la federazione dei nostri ordini), ma addirittura per l’Anmvi. Che invia a Fazio e Saviano elenchi di veterinari intimiditi, prendendo forse a piene mani anche dai nostri (che sono costantemente aggiornati, purtroppo). Bene, dirà qualcuno…

Bene, ripetiamo noi… Solo, sentiamo quel disagio di cui dicevamo all’inizio… Come mai l’osservatorio ministeriale non è mai citato? Forse perché qualcuno non essendo rappresentativo per la veterinaria pubblica non è stato chiamato a farne parte? Come mai tutte le iniziative del SIVeMP, il sindacato che rappresenta l’80 per cento dei veterinari del Ssn, vengono costantemente ignorate?

Scusate la franchezza: colleghi, vogliamo fare le scaramucce di potere sulla pelle dei veterinari pubblici (e privati) che lavorano in prima linea? Perché se è così lo diciamo con decisione: noi non ci stiamo».

*componente della delegazione SIVeMP nell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori e sull’attività di medicina veterinaria pubblica

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