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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Istat: Italia in ritardo su spesa e posti letto ma i tassi di mortalità sono tra i più bassi. Lo afferma il rapporto «Noi Italia»
    Notizie ed Approfondimenti

    Istat: Italia in ritardo su spesa e posti letto ma i tassi di mortalità sono tra i più bassi. Lo afferma il rapporto «Noi Italia»

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche20 Febbraio 2015Nessun commento3 Minuti di lettura
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    L’Italia è agli ultimi posti in Europa per spesa sanitaria pubblica e numero di posti letto, ma ha comunque una mortalità infantile e per malattie cardicircolatorie tra le più basse. Lo afferma il rapporto «Noi Italia» pubblicato oggi dall’Istat, che raccoglie 100 statistiche significative sul paese.

    La spesa sanitaria pubblica italiana, dunque, risulta inferiore a quella dei principali paesi europei: poco meno di 2.500 dollari pro capite nel 2012 (in parità di potere d’acquisto) a fronte degli oltre 3mila spesi in Francia e Germania.

    Nel 2012 le famiglie, secondo l’Istat, hanno contribuito con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,8%, in calo di oltre due punti percentuali rispetto al 2001 mentre nel decennio 2002-2011, si è verificata una convergenza verso la media nazionale del numero di posti letto ospedalieri, passata da 4,3 a 3,4 per mille abitanti, un dato superiore solo a Spagna, Irlanda, Regno Unito e Svezia, mentre al primo posto c’è la Germania che ne mette a disposizione 8,2.

    Secondo il report nel 2012 le regioni sono state interessate da circa 567mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti (8,4 per cento dei ricoveri ordinari per «acuti») e da oltre 506 mila ricoveri di pazienti provenienti da una regione diversa da quella di residenza (7,5 per cento, riferito ai soli residenti in Italia). Gli indici di mobilità più alti si riscontrano nelle regioni più piccole (Basilicata e Molise).

    I tumori e le malattie circolatorie si confermano le principali cause di ricovero ospedaliero, con differenze poco significative a livello regionale mentre il tasso di mortalità infantile è di 3,1 decessi per mille nati vivi, comunque in discesa su quasi tutto il territorio italiano e tra i più bassi in Europa.

    Le malattie del sistema circolatorio, conferma l’Istat, rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi della Ue. In Italia nel 2011 il tasso standardizzato di mortalità per questa causa è pari a 29,4 decessi ogni diecimila abitanti, quello relativo ai tumori è pari a 25,6 decessi ogni diecimila abitanti, con valori maggiori negli uomini (34,8) rispetto alle donne (19,2). I tumori sono la seconda causa di morte sia in Italia sia nel gruppo dei 28 paesi Ue.

    Nel 2013 i fumatori e i consumatori di alcol a rischio rappresentano rispettivamente il 20,9 e il 13,4 per cento della popolazione di 14 anni e più, mentre le persone obese sono il 10,3 per cento della popolazione di 18 anni e più.

    Il Sole 24 Ore sanità 

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