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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Manovra: stretta finale. Sul tavolo ritocchi a pensioni e Imu
    Notizie ed Approfondimenti

    Manovra: stretta finale. Sul tavolo ritocchi a pensioni e Imu

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche9 Dicembre 2011Nessun commento4 Minuti di lettura
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    L’imperativo categorico è concentrare le modifiche alla manovra su pochi, pochissimi, tasselli senza naturalmente incidere sui saldi finali.

    È questa la strada che i due relatori del provvedimento Pierpaolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl) sono decisi a percorrere. «C’è ampio consenso su questa traccia – spiega Baretta al Sole24ore.com – ma dobbiamo ancora iniziare il confronto con il Governo e bisognerà capire anche come si muoveranno i gruppi parlamentari». L’obiettivo è quello di scrivere un emendamento unico nel quale possano trovare posto alcuni ritocchi (su tutti lo sblocco della deindicizzazione delle pensioni fino a un tetto di tre volte il minimo, circa 1.400 euro,e l’alleggerimento dell’Imu) in grado di raccogliere il consenso dell’esecutivo e del Parlamento. Vieri Ceriani, sottosegretario all’Economia, predica prudenza. «È ancora presto», dice, per il governo indicare quali modifiche saranno possibili alla manovra. «Si attendono gli emendamenti dei gruppi parlamentari. L’esecutivo, per definizione sente sempre gli orientamenti del Parlamento e della maggioranza».

    Pd e Pdl puntano a pochi correttivi

    Domani, alle 11, scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti da parte dei gruppi parlamentari. L’orientamento di Pdl e Pd è puntare su un numero molto limitato di modifiche per evitare, come dice Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd, «il solito mercato degli emendamenti, anche se l’autonomia dei singoli parlamentari non può essere ristretta». Stesso copione ribadito da Gioacchino Alfano, caporguppo del Pdl in commissione Bilancio. «Stiamo lavorando a pochi emendamenti – spiega – per migliorare il testo mantenendo fermi i saldi».

    Lega e Idv pronti a dare battaglia in aula

    L’Udc, dal canto suo, non dovrebbe presentare emendamenti, mentre Fli ha già depositato due modifiche al decreto salva-Italia: un “meccanismo-tagliola” per evitare ritardi per l’entrata in vigore delle nuove norme sulle Province e uno “scambio” tra trasferimenti statali alle imprese e Irap. Idve e Lega contestano la sostanza del pacchetto di misure anti-crisi, ma con mosse diverse. Il partito di Antonio Di Pietro ha pronta una sua contro-manovra, mentre il Carroccio ha puntato tutto su una pregiudiziale di costituzionalità. Secondo i leghisti , infatti, la soppressione delle province, la modifica della disciplina delle pensioni e la previsione di nuove tasse con effetto retroattivo presenterebbero profili di incostituzionalità. Il Carroccio, però, è intenzionato anche a dare battaglia su pensioni e Ici e per questo, chiarisce Alessandro Montagnoli, vicepresidente vicario dei deputati della Lega Nord, «stiamo fornendo proposte concrete per trovare altrove i soldi lasciando stare Ici e pensioni, ma tassando le rimesse all’estero, ponendo un’imposta sui beni di lusso, colpendo i falsi invalidi ed effettuando tagli ai ministeri».

    La tabella di marcia dei relatori

    I due relatori lavoreranno dunque a scremare le richieste di modifica per arrivare un emendamento light. «Sicuramente – spiega Baretta – è un traguardo percorribile. Quanto ai tempi, l’emendamento dovrebbe arrivare tra sabato e lunedì, ma tra stasera e domani riusciremo a fissare con maggiore precisione la nostra tabella di marcia». Il confronto con l’esecutivo, infatti, che dovrebbe avvenire già stasera, servirà infatti al tandem Baretta-Leo per capire i margini di un possibile intervento su pensioni e Ici visto che l’eventuale rivisitazione di questi due aspetti comporterà la ricerca di nuove coperture per non toccare i saldi.

    Nodo coperture: sul piatto scudo e asta frequenze tv

    Le principali opzioni sul tavolo sono la possibilità di aumentare la percentuale dell’imposta di bollo sui capitali scudati (dall’1,5% al 3%) o il ricorso a un’asta sulle frequenze tv al posto dell’attuale “beauty contest” secondo cui a vincere la gara è il soggetto che meglio risponde a certe caratteristiche richieste, senza alcun introito per lo Stato. «Sui capitali scudati – spiega Baretta – è un lavoro più delicato, meno complesso appare il discorso sull’asta per le frequenze tv». E i dubbi di costituzionalità? «Penso che il discorso valga per gli scudati così come vale per i pensioni a cui si chiedono dei sacrifici. In una fase come quella attuale se si chiede di contribuire a tutti non possono esistere obiezioni di questo tipo». Tra le risorse di riequilibrio previste, poi, c’è anche la possibilità di un prelievo sui baby pensionati, andati in passato a riposo con pochi anni di lavoro, oppure la tassazione delle pensioni d’oro, venti volte più alte di quelle minime. L’ultima parola, però, spetterà al governo.

    Ilsole24ore.com – 9 dicembre 2011

     

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