Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»La memoria lunga del fisco: multa arriva dopo 52 anni
    Notizie ed Approfondimenti

    La memoria lunga del fisco: multa arriva dopo 52 anni

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche13 Marzo 2013Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Un accertamento sulle tasse del 1961. In casa di Franco e Wilma Alberto adesso ci sono una mole di documenti e cartelle di Equitalia che ricostruiscono la vicenda dal 1961 a oggi. «Ma di originale abbiamo solo un documento del 1963» dice Wilma. Il titolare è morto nel 1987, pagheranno gli eredi

    Il presidente Giovanni Gronchi stava per inaugurare le celebrazioni per il primo secolo della Nazione, i Beatles sognavano il primo disco suonando per gli avventori di un locale di Amburgo, nella Juventus giocavano John Charles, Omar Sivori e Giampiero Boniperti. Era il 1961 e il signor Giuseppe Alberto, classe 1920, ristoratore di mestiere, compilava la sua dichiarazione delle tasse. Correttamente, secondo lui. Con qualche errore, secondo il Fisco.

    Come succede in questi casi, da una parte scattano gli accertamenti, dall’altra si risponde con i ricorsi. Anni di schermaglie poi, nel 1972, tutto si blocca. Il signor Alberto, probabilmente, pensa di aver avuto ragione, e si dimentica della sua piccola lite con il fisco. Quindici anni dopo muore, e nessuno dei suoi figli – com’è naturale – si ricorda più di quella vecchia lite con il Fisco.

    Oblio totale, fino a quando a tre dei quattro figli di Giuseppe Alberto arriva una lettera di Equitalia. Dentro la busta, una richiesta di saldo per quella vecchia tassa non pagata a sufficienza nel 1961. Più altre contestazioni per gli anni dal ’62 al ’65. Più gli interessi di mora. Totale 1.014 euro e 53 centesimi, da pagare subito.

    Wilma Alberto, la figlia del signor Giuseppe, abita a San Mauro, ha un marito e un figlio: «Pagheremo perché non possiamo far altro, non ci sono più i tempi per fare un ricorso», spiega con il fratello Franco. Perché la cartella è arrivata a trenta giorni dalla scadenza definitiva, e guarda caso sei mesi prima del colpo di spugna che dovrebbe azzerare i piccoli debiti dei cittadini con lo Stato: le multe sotto i duemila euro saranno cancellate.

    «Ci viene da pensare che l’abbiano fatto apposta – commenta Franco Alberto – Alla Commissione tributaria ci hanno detto che di queste mini multe ne stanno arrivando tantissime…».

    I due fratelli hanno ricostruito tutta la storia di questa multa che arriva dal passato. Una storia che comincia nel 1954, quando Giuseppe Alberto lascia Paesana, il paese del Cuneese dove viveva, per venire a Torino. «Qui mio padre apre un ristorante – racconta Wilma -, ma dopo sei anni decide di venderlo per comprare un bar in corso Principe Oddone. Forse è proprio da quella vendita, regolarmente dichiarata, che parte l’accertamento». E infatti la prima multa del fisco arriva alla fine degli anni Sessanta e il padre di Wilma e Franco fa ricorso. «Noi eravamo giovani – raccontano i due fratelli -. Papà non ci ha mai detto nulla di questa vicenda».

    Il ricorso, però, si blocca contro un ostacolo burocratico. «Il Garante del contribuente – raccontano i figli – ci ha spiegato che mio padre non ha seguito le norme previste dall’articolo 44 del Dpr 26/10/1972».

    Qualsiasi cosa significhi, nessuno di preoccupa di comunicarlo a Giuseppe Alberto, e sulla vicenda cade l’oblio. Fino al 2011, quando qualcuno all’agenzia delle Entrate tira fuori quella vecchia pratica dattiloscritta e decide di mandarla avanti. Trentanove anni dopo il ricorso, mezzo secolo dopo la tassa (forse) pagata male.

    Oggi, Wilma e Franco Alberto sono espertissimi di questioni fiscali. «Già trovare la sede della Commissione Tributaria Centrale, Collegio numero 3, strada Antica di Collegno 259, che ha emesso l’ordinanza, è stata una mezza impresa», dicono. «Lì ci hanno spiegato che nel 1972, “nel momento del trasferimento da commissione distrettuale di Torino a commissione tributaria I e II grado 72 occorreva fare istanza di riassunzione per continuare la discussione”. Per questo su quella sanzione non è scattata la prescrizione».

    Chiaro no? L’unica cosa certa è che adesso bisogna pagare quei mille euro. Un dovere reso più amaro da un altro particolare: Franco Alberto, 63 anni, è un invalido al quale è stata appena tagliata la pensione: «Sono un trapiantato di cuore e pare che all’Inps abbiano perso i documenti che, dopo la visita di controllo, dichiaravano che io avevo ancora diritto all’assegno… Ora prendo 300 euro al mese, e non so proprio come pagare la mia parte di multa».

    antonella.mariotti@lastampa.it – 13 marzo 2013

    Post Views: 159
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteLombardia: tutti nomi sotto-inchiesta. «Sistema» dei lobbisti vicini Pdl-Lega
    Precedente Roma. Nas sequestrano 500 Kg alimenti pericolosi in negozi ‘etnici’
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Wonaco Hazard – Wyczerpuj?cy Kompendium dotycz?cy Platformy Gier ?wie?ej Generacji

    21 Aprile 2026

    SpinMacho Gaming – Fachowa Platforma hazardowa Hazardowa Nowej Generacji

    21 Aprile 2026

    NV Casino: Your Gateway to Premium Gaming Excellence

    21 Aprile 2026

    Lemon Hazard – Pe?ny Opis Witryny Hazardowej Najnowszej Ery

    21 Aprile 2026

    Dragonia Játékplatform: Teljes kör? Eligazítás a Kiváló Digitális Szerencsejáték-élményhez

    21 Aprile 2026

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.