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La Regione promette: «Lupi, gli allevatori risarciti per fine anno». I sindaci: la battaglia non è ancora finita. Per noi i predatori sono incompatibili col territorio

«Soldi per i danni causati dai lupi entro fine anno». Risponde così l’assessore regionale all’Agricoltura e alla caccia, Giuseppe Pan, alle accuse mosse dagli allevatori della Lessinia. Lo scorso sabato, dopo aver fatto i conti dei capi predati (51, di cui 40 in provincia di Verona, il resto nel comune trentino di Ala) avevano denunciato, tra le altre cose, il ritardo dell’arrivo dei rimborsi sul bestiame ucciso.

«Provvederemo al più presto – fa sapere Pan – compatibilmente con le disponibilità di cassa. La Regione ha previsto sin dal 2006 l’indennizzo al cento per cento del valore dai capi bovini aggrediti dai lupi o dagli orsi, oltre al rimborso totale dei costi di smaltimento della carcassa». Nel 2014, precisa Pan, tutte le perdite subite negli alpeggi della Lessinia sono state rimborsate, per un valore complessivo che si aggira attorno ai 50mila euro.

«Al più presto – assicura – agli allevatori sarà liquidato anche il corrispettivo dei danni subiti nel 2015, grazie allo sblocco dei fondi che avverrà a breve». Pan, infine, si dice disponibile a incontrare «allevatori e gestori degli alpeggi a per individuare nuove strategie nella prevenzione dei danni e per garantire una efficace custodia degli animali al pascolo, soprattutto nelle ore notturne», ribadendo però che «I lupi, arrivati spontaneamente in Lessinia, sono una specie autoctona protetta che non può essere eliminata né traslocata».

Tutto a posto, dunque? C’è chi, come il sindaco di Bosco Chiesanuova, Claudio Melotti, fa notare che «se è vero che i soldi del 2014 sono arrivati, gli allevatori stanno aspettando ancora i risarcimenti delle predazioni di inizio anno: un ritardo difficile da accettare».

Per gli amministratori della Lessinia, inoltre, la battaglia non è ancora finita: «Per noi il lupo è incompatibile con il territorio – chiosa Melotti – dispiace che l’assessore Pan pensi che lo si debba accettare e basta».

D.O. – Corriere di Verona – 23 ottobre 2015 

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