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La riforma sanitaria americana è partita con un exploit. Via allo shopping di piani assistenziali

L’amministrazione conta su 7 milioni di nuovi iscritti solo nel primo anno In Borsa salgono i titoli dei gruppi assicurativi

La riforma sanitaria americana è partita con un exploit. Milioni di americani, molti più delle attese, hanno “invaso” i siti gestiti direttamente dal governo oppure dai singoli stati, per far shopping di piani assistenziali con standard garantiti dalle autorità e l’aiuto di sussidi pubblici per i redditi meno alti. Nei 36 stati dove l’amministrazione ha in mano le redini degli exchange sanitari, perché non hanno potuto o voluto organizzarli localmente, 2,8 milioni di persone hanno in poche ore navigato tra le polizze, con sei mesi di tempo per acquistarle per il 2014. Altri milioni si sono recati sui siti dei 14 stati che li hanno organizzati in modo indipendente: cinque milioni di pagine viste soltanto in California. E a New York un flusso tale che ha ingolfato temporaneamente l’exchange limitandone le funzioni.

La nascita di un nuovo mercato sanitario per sfoltire i ranghi dei 48 milioni di americani oggi senza copertura medica è stata accolta generalmente con favore anche da Wall Street e dalle società di assicurazione che partecipano al programma. In Borsa i titoli di gruppi quali WellPoint, Humana e Aetna sono saliti già mercoledì, anche se hanno frenato ieri.

Proprio gli iniziali problemi tecnologici, però, hanno smorzato gli entusiasmi. Sono il segno delle sfide ancora aperte davanti al funzionamento della riforma. I critici repubblicani li leggono, anzi, come un sintomo di burocrazia i nefficiente e imminente disastro; la Casa Bianca ha ammesso semplici dolori legati necessari alla crescita.

La riforma, seppur al centro della battaglia sul budget, di certo non è stata arrestata dallo shutdown del governo federale: sia i fondi che il lavoro per il l ancio degli exchange erano stati completati in precedenza. L’interrogativo maggiore rimane tuttavia senza risposta e richiederà tempo: la riforma – che comprende dall’anno prossimo anche un’espansione di Medicaid per i poveri e in seguito l’obbligo per le grandi aziende di offrire polizze – dovrà dimostrare se l’interesse iniziale saprà trasformarsi in acquisti di una complessa serie di piani denominati dal bronzo al platino, caratterizzati da diversi livelli di costo e assistenza. Dovrà provare che il sistema dei sussidi, ai quali una famiglia ha diritto fino a un reddito di 4 volte la soglia della povertà, opera senza eccessivi errori. L’amministrazione conta su sette milioni di iscritti alla nuova sanità soltanto nel primo anno per poter dichiarare vittoria, che dovrebbero diventare 20 milioni entro il 2016. Ma le iscrizioni iniziali, ha indicato l’analista di Citigroup Carl McDonald, potrebbero deludere se i consumatori si scontreranno con troppi ostacoli o carenza di informazione. E Jennifer Lynch di BMO Capital Markets ha ammonito che un «debutto imperfetto» può essere foriero di ulteriori problemi.

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