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La spending review è legge. Via libera della Camera con 371 voti. Per la sanità tagli da 6,8 miliardi

1a1a1_1aaaaaaaaacameraSi chiude il travagliato iter parlamentare del decreto Spending review. Dopo la fiducia di questa mattina (403 voti sì, 86 no e 17 astenuti), la Camera ha varato definitivamente il decreto, così come approvato una settimana fa dal Senato, con 371 favorevoli e 86 contrari. Molte le misure contenute nel decreto legge per la revisione della spesa pubblica: dal miglioramento dell’efficienza della spesa per beni e servizi della Pa al ridimensionamento degli organici del pubblico impiego. Evidente, nelle dichiarazioni di voto, il malessere dei partiti per un provvedimento che tocca molti fronti della spesa pubblica. Per tutta la durata delle votazioni, le categorie del pubblico impiego hanno manifestato il loro dissenso in Piazza Montecitorio. Il testo completo. L’abc del decreto. Le misure sanitarie.

Lucia Codurelli, Pd, parla di «sì sofferto e ultimo se non si cambia registro, ci sono troppe cose contenute nel decreto che, non vanno. Dai tagli lineari ai comuni, alla sanità, alla scuola, per non dire la questione ancora irrisolta degli esodati». Antonio Di Pietro, Idv, accusa il Parlamento di aver «rinunciato a mantenere la democrazia in questo paese. Monti sta distruggendo l’economia e lo stato sociale in nome della quadratura dei conti». Pdl: non siamo un tappetino Nelle fila del centrodestra, Maurizio Lupi conferma l’appoggio al provvedimento del suo partito ma richiama l’episodio dell’intervista di Monti al Wsj: «il Pdl é responsabile ma appoggiare il governo Monti non vuol dire fare il tappetino sdraiato». Meno problematico il sì da parte dei centristi: Amedeo Ciccanti (Udc) ricorda che «Spendere meglio per spendere meno, é il motto dell’Udc, di questo governo, di questa maggioranza. Non é giusto che la crisi sia pagata da una sola parte degli italiani come é stato fatto finora», mentre Antonino Lo Presti definisce il sì al decreto «non é soltanto un atto di responsabilità e di condivisione del merito delle scelte sofferte» ma anche «un contributo forte per creare un nuovo spirito» tra gli italiani. Parlamento chiuso per ferie Con il via libera allo Spending review, il Parlamento si avvia chiudere i battenti fino a settembre: sul tavolo, al momento, solo il decreto per l’emergenza ell’Ilva di taranto, atteso tra stasera e domani. L’Aula della Camera tornerà a riunirsi il prossimo 5 settembre, fatte salve emergenze che richiedano una convocazione durante la pausa estiva. Le commissioni torneranno invece al lavoro il 3 settembre.

Le misure. Tra le principali novità introdotte durante l’esame parlamentare, le tasse universitarie più alte per i fuoricorso, compensato dal blocco delle tasse per i meno abbienti fino al 2016; l’addizionale irpef più cara per le regioni in deficit sanitario; il tetto a 300mila euro per gli stipendi dei manager e dei dirigenti delle aziende partecipate dello Stato. Nella sanità, tagli ai posti letto negli ospedali: 3,7 ogni 1000 abitanti (oggi è 4). Nella PA, riduzione del 20% dei dirigenti pubblici, -10% del personale non dirigente. Buono pasto non oltre 7 euro.

Arrivano poi 800 mln per i comuni e l’austerity entra anche in Bankitalia: buoni pasto da 7 euro, dal 1 ottobre, e stop alle consulenze esterne ai dipendenti in pensione. Non saranno più retribuite, inoltre, ferie, permessi e riposi non fruiti. Taglio del 50% alla spesa per il noleggio delle auto blu e per i buoni taxi rispetto al 2011. Per quanto riguarda i farmaci, resta l’obbligo per il medico di indicare il principio attivo nella ricetta, ma avrà anche la facoltà di indicare il nome del farmaco, motivando la scelta. La scelta sarà vincolante per il farmacista.

Niente accorpamento, invece, ma ‘riordino’ per le province. Restano invariati i criteri minimi: dimensione territoriale non inferiore a 2.500 chilometri quadrati e popolazione residente non inferiore a 350mila abitanti; aiuti per i terremotati: 6 mld destinati a imprese e cittadini. Buone notizie per la ricerca: salta, infatti, il taglio previsto di 30 mln ai fondi.

Le proteste dei sindacati. Per tutta la durata delle votazioni, le categorie del pubblico impiego Cgil e Uil hanno manifestato il loro dissenso, organizzando un presidio con flash mob a Piazza Montecitorio. Per i sindacati, la spending review è una “mannaia del Governo che taglia in modo insensato e iniquo le risorse destinate ai servizi pubblici, mina alla base le radici dello stato sociale, determinando le condizioni per una completa destrutturazione della pubblica amministrazione a vantaggio dei privati senza scrupoli”. I sindacati hanno esposto bandiere, palloncini e cartelloni con l’immagini della mannaia su cui campeggia la scritta “nuovi strumenti di Governo”.

Le principali misure

Slitta aumento Iva. Il temuto aumento dal prossimo ottobre di un punto delle due aliquote dell’10% e del 21% slitta a luglio 2013. Costa 3,28 miliardi nel 2012. La legge di stabilità indicherà nuove misure per evitare l’aumento l’anno prossimo.

Esodati, altri 55mila in pensione. Altri 55.000 esodati, privi sia di lavoro che di pensione, potranno accdere a questa con le vecchie regole.

Tagli acquisti P.A. Le amministrazioni centrali dovranno ridurre dall’anno in corso le spese per acquisti di beni e servizi. Tra i tagli, 5 milioni in meno per le intercettazioni, di cui beneficiano gli uffici giudiziari sul territorio, che così dovranno fare tagli per 30 milioni e non più per 35 milioni

Organici

P.A. Riduzione del 20% dei dirigenti pubblici, -10% del personale non dirigente. Buono pasto non oltre 7 euro.

Affitti uffici P.A. Slitta di due anni l’obbligo del taglio del 15% degli affitti per immobili in uso alle amministrazioni.

Consip. Le amministrazioni pubbliche potranno fare i loro approvvigionamenti di energia, gas, carburanti e telefonia anche al di fuori delle convenzioni Consip, a condizione che siano previsti corrispettivi inferiori a quelli indicati

Ministeri. Risparmi di 1,7 mld nel 2013, 1,5 nel 2014 e 2015

Prefetture. Risparmi dagli uffici statali sul territorio. Accorpati nelle Prefetture.

Auto blu. Tutte le amministrazioni, compresa Bankitalia, taglieranno la spesa del 50%.

Scuola. Dal prossimo anno le iscrizioni alle scuole statali avverranno solo on line; pagelle, registri e comunicazioni alle famiglie e agli alunni saranno in formato elettronico.

Ospedali. Entro novembre le Regioni dovranno tagliare i posti letto a un livello di 3,7 ogni 1000 abitanti (oggi è 4). Tagli anche alle remunerazioni che ricevono i convenzionati.

Regioni. Sforbiciata ai trasferimenti: -700 milioni nel 2012; – un miliardo i successivi due anni.

Irpef regioni in rosso. Rischio nuove tasse nelle regioni in deficit nella sanità (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Abruzzo, Molise, Lazio e Piemonte). Possono anticipare al 2013, invece del 2014, la maggiorazione dell’addizionale regionale sull’irpef, che potrà salire fino all’1,1%.

Studenti fuoricorso. Aumenti in arrivo per le tasse degli universitari fuoricorso, che potranno anche raddoppiare per quelli con reddito alto. Le tasse potranno aumentare fino a +25% per i fuoricorso con reddito familiare sotto i 90mila euro, fino a +50% con reddito tra 90mila e 150mila euro, e fino a +100% con un reddito oltre i 150mila euro. Gli introiti saranno destinati, per il 50%, alle borse di studio e per il resto a interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, di ristorazione e di assistenza. Si terrà conto della specifica condizione degli studenti lavoratori.

Aumenti rette, al riparo solo universitari a reddito basso. Un calmiere per le tasse universitarie pagate dagli studenti con basso reddito. Nessun aumento delle rette, fino al 2016, per gli studenti in regola con gli esami e che hanno un reddito familiare fino a 40mila euro. Per le altre fasce di reddito non è previsto un blocco e quindi gli studenti potrebbero vedersi aumentare le rette anche se in regola con gli esami.

Farmaci di marca. I medici avranno l’obbligo di indicare nella ricetta il principio attivo, ma anche la “facoltà” di indicare medicinali ‘griffati’. Questa indicazione facoltativa diventa vincolante per il farmacista se viene inserita, “corredata di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità”.

Stipendi manager. Previsto un tetto di 300mila euro per gli stipendi dei manager e dei dipendenti delle società non quotate partecipate dallo stato, compresa la Rai.

Farmacie. Resta l’aumento dello sconto sui medicinali dovuto dalle farmacie al servizio sanitario nazionale, ma viene ridotto al 2,25% dal 3,65%. Confermato anche l’incremento della quota che le aziende farmaceutiche devono pagare alle regioni, ma diminuisce dal 6,5% al 4,1%. Dal 2013 scatterà un nuovo sistema di remunerazione della filiera.

Ricerca. Eliminato il taglio dei fondi alla ricerca da 30 milioni di euro per il 2012. Salvataggio temporaneo per la arcus e la fondazione valore italia, che sopravviveranno fino a gennaio del 2013.

Riordino province. Gli enti dovranno essere ridotti ma con un “riordino” e non una “soppressione”. Restano i requisiti minimi di popolazione e territorio, che eliminano le amministrazioni più piccole, e per i comuni che vogliono cambiare provincia dovrà esserci contiguità territoriale. Entro 90 giorni ogni regione dovrà trasmettere al governo una proposta di riordino.

Fondi a comuni e province. Arrivano 800 milioni per i comuni: 300 milioni presi da un fondo già destinato alle amministrazioni locali e 500 milioni da un fondo dell’agenzia delle entrate che serve anche per i rimborsi fiscali alle imprese. Dallo stesso fondo dell’agenzia fiscale saranno attinti 100 milioni per ridurre il debito delle province.

Prefetture e città metropolitane. Raddoppiano i risparmi che dovranno essere garantiti dalla riorganizzazione delle prefetture, mentre per le città metropolitane saranno create delle conferenze ad hoc incaricate di definirne lo statuto.

Enti autonomie locali. Salta l’obbligo per le autonomie locali di tagliare o accorpare enti e agenzie, ma resta l’obiettivo di ridurne la spesa almeno del 20%. Escluse dai tagli le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali, educativi e culturali.

Città metropolitane. Arriva una Conferenza in ciascuna delle dieci province trasformate in Città metropolitane

Società in-house. Cancellato l’automatismo per la vendita delle società in-house degli enti locali. Il meccanismo automatico per la privatizzazione o messa in liquidazione delle società sarà sostituito da una procedura che consente una verifica sul ruolo e le attività di queste aziende pubbliche.

Agenzie fiscali. Arrivano 13,8 milioni
Di euro per rafforzare gli organici delle agenzie fiscali dopo la riduzione dei dirigenti.

Carabinieri e Gdf. Carabinieri, guardia di finanza, capitanerie di porto e polizia penitenziaria non subiranno i tagli sul numero degli ufficiali e sulle promozioni.

Viminale e Farnesina. Per il personale del ministero dell’interno e per i diplomatici e i dirigenti del ministero degli esteri il termine per la riduzione degli organici viene spostato al 30 aprile 2013, sei mesi in più rispetto al 31 ottobre 2012 stabilito per tutti.

Authority. Si salva dai tagli la covip, mentre resta l’eliminazione dell’isvap, le cui funzioni passano al nuovo ivarp, gestito dalla banca d’italia. Per palazzo koch saranno valide le misure di austerity su auto blu, buoni pasto, ferie e permessi, canoni di locazione e consulenze degli ex dipendenti.

Pensioni insegnanti. Non saranno applicate le nuove regole pensionistiche della riforma fornero per gli insegnanti che entro il 31 agosto matureranno i requisiti per andare in pensione dal primo settembre 2013.

Indennità professori universitari. Stop al trascinamento di indennità per i professori universitari che, dopo un incarico in un ente o in una istituzione, tornano a insegnare

Terremoto Emilia-Romagna. Arrivano 6 miliardi per aiutare i territori colpiti dal sisma al nord. Per i comuni e per il commissariato regionale c’è la possibilità di fare assunzioni a tempo determinato per affrontare le emergenze. Fondi per 23 milioni anche per l’abruzzo, per la raccolta dei rifiuti.

Scioperi servizi pubblici. Multe raddoppiate per le proteste dei lavoratori nei servizi pubblici essenziali fatte in violazione della legge sullo sciopero.

Enti cinema. Si salvano dalla spending review, mantenendo la “loro fisionomia autonoma”, il centro sperimentale di cinematografia, la cineteca nazionale e l’istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.

Arsenale Venezia. La proprietà dell’arsenale passa al comune di venezia, che ne assicura “l’inalienabilità, l’indivisibilità e la valorizzazione attraverso l’affidamento della gestione e dello sviluppo alla arsenale spa”.

Case enti. Gli inquilini che vogliono comprare la casa dell’ente previdenziale in cui abitano hanno un tempo che non può essere inferiore a 120 giorni dal ricevimento dell’offerta.

Ecco le novità per la sanità previste dalla spending review.
 
Auto mediche
Sono state escluse dai tagli le autovetture “per i servizi sociali e sanitari svolti per garantire i livelli essenziali di assistenza” (emendamento all’art. 5)
 
Aumento Irpef in Regioni con Piano di rientro
Approvato anche un emendamento con cui si stabilisce che le Regioni in disavanzo sanitario potranno aumentare l’addizionale Irpef già dal 2013, in anticipo di un anno rispetto al previsto. Le Regioni interessate sono Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia, Calabria, Piemonte e Puglia e potranno anticipare la maggiorazione dell’addizionale, ora fissata allo 0,5%, fino all’1,1% (emendamento all’articolo 16). 

Farmaci
L’incremento dello sconto al Ssn è limitato per le farmacie al 2,25% e per le aziende farmaceutiche al 4,1%.
Il tetto per la spesa farmaceutica territoriale viene fissato per il 2012 al 13,1% e dal 2013 all’11,35%. Quello della farmaceutica ospedaliera viene fissato al 3,5%.
Viene poi prevista l’adozione entro il 1° gennaio 2013 di un nuovo sistema di remunerazione della filiera distributiva del farmaco (grossisti e farmacie) che sarà definito da un decreto della Salute di concerto con l’Economia, previa accordo con Aifa e associazioni di categoria. Il decreto dovrà essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. In caso di mancato accordo il decreto sarà comunque emanato, sentite le commissioni parlamentari competenti.
Con l’entrata in vigore del nuovo metodo di remunerazione verranno a cadere gli sconti e le trattenute sulle somme dovute alle farmacie per la convezione con il Ssn.
Il pay back resta al 100% a carico delle aziende farmaceutiche in caso di sfondamento del tetto di spesa anche per i farmaci orfani.
 
Farmaci generici
Il maxiemendamento modifica l’emendamento della Commissione Bilancio. Ecco il nuovo testo: “Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti, è tenuto a indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco. Il medico ha facoltà di indicare altresì la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo; tale indicazione è vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità di cui all“articolo 11, comma 12 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il farmacista comunque si attiene a quanto previsto dal menzionato articolo 11, comma 12.”.

Fondo sanitario nazionale
Il finanziamento del Ssn è ridotto di 900 milioni di euro per l’anno 2012, di 1.800 milioni di euro per l’anno 2013, di 2.000 milioni di euro per l’anno 2014 e di 2.100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015. La ripartizione delle risorse fra le regioni e le province autonome avviene secondo criteri e modalità proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e PA, da recepire con Intesa Stato Regioni entro il 30 settembre 2012 con riferimento all’anno 2012 ed entro il 30 novembre 2012 con riferimento agli anni 2013 e seguenti.

Patto per la Salute
Ci sarà tempo fino al 15 novembre 2012 per siglare il Patto per la Salute.

Ospedali
Viene anticipato al 31 ottobre 2012 il termine per l’individuazione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l’assistenza ospedaliera da parte delle Regioni, previa intesa della Conferenza Stato-Regioni.
Slitta al 31 dicembre 2012 il termine per la riduzione dei posti letto ospedalieri in base al nuovo standard di 3,7 posti per mille abitanti, che sarà attuata al 50% nel pubblico e al 50% nel privato.

Cure primarie
Si prevede che, nell’ambito della ridefinizione della rete ospedaliera, si tenga conto della contestuale riorganizzazione dei servizi distrettuali e delle cure primarie finalizzata all’assistenza 24 ore su 24 sul territorio, anche con riferimento agli standard europei.

Pubblico e privato
E’ prevista la possibilità di sperimentare nuovi modelli di assistenza per contenere la spesa, anche attraverso sinergie tra strutture pubbliche e private, ospedaliere ed extraospedaliere.

Direttori sanitari e direttori medici
Nelle aziende ospedaliere, ospedaliere-universitarie e negli Irccs, costituiti da un unico presidio, le funzioni di direttore sanitario assorbiranno anche quelle rivestite dall’attuale figura del direttore medico.

Personale
Nella valutazione dei rendiconti finanziari delle Regioni non saranno più considerati i risparmi ottenuti attraverso il taglio delle spese per il personale. Tuttavia, per le Regioni sottoposte ai Piani di rientro restano fermi gli specifici obiettivi previsti dai piani in materia di personale.

Costi standard
Accelerazione per l’adozione dei costi standard sanitari previsti dal federalismo fiscale. Entro il 31 ottobre 2012 il Governo dovrà acquisire e pubblicare i dati relativi ed entro il 31 dicembre 2012, definire i tempi di attuazione dell’adozione dei costi e fabbisogni standard in sanità.

Valutazione degli esiti delle prestazioni sanitarie
Spetterà all’Agenas, che pertanto sarà autorizzata ad accedere a tutti i dati informativi del Ssn.
 
Concorsi farmacie
Un emendamento approvato recepisce in parte le disposizioni correttive al “Cresci Italia” annunciate nelle settimane scorse dal ministro Balduzzi. Il testo interviene sull’art. 23 della spending review ed è finalizzato a “rendere uniformi e trasparenti le modalità di espletamento delle procedure relative al concorso straordinario per l’apertura di nuove sedi farmaceutiche” previsto dal decreto del marzo scorso

7 agosto 2012

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