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L’attribuzione delle funzioni di Polizia giudiziaria spetta alle guardie particolari giurate delle associazioni zoofile limitatamente agli animali d’affezione

Con la Sentenza n. 05202 del 24/6/2022 la Sez. III del Consiglio di Stato ha confermato un orientamento consolidatosi negli ultimi anni (Decisioni nn. 4653/2016, 3329/2016 e Sentenza Cass. pen. Sez. VI n. 21508/2019), dopo che la medesima Corte di Cassazione penale – Sez. III – aveva dettato interpretazioni non convergenti (Sentenze n. 23631/2008 e n. 28727/2011).

La norma in discussione (Legge n. 189 del 2004, art. 6, comma 2), letta e interpretata necessariamente in modo congiunto con altre precedenti disposizioni richiamate dalla pronuncia in commento (perciò secondo gli opportuni criteri sistematici e teleologici), se da un lato può apparire ancora interpretabile, stante quanto sopra deve tuttavia e perciò trovare applicazione secondo questo ultimo orientamento (con il quale viene peraltro affermata anche la congruità con le importanti recenti modifiche dell’art. 9 della Costituzione).

Senza addentrarci nelle ragioni che sotto i profili sia di merito sia metodologici possono portare, non solo i ricorrenti (ENPA e guardie zoofile) ma anche ogni altro soggetto portatore di interesse, a diverse conclusioni circa una diversamente intesa “validità” dell’opzione giurisprudenziale ora ribadita, occorre tuttavia considerare, accanto alla “querelle” interpretativa dianzi sinteticamente riassunta, i diversi risultati derivanti dalle attività di tutela del benessere animale condotte dai molteplici soggetti abilitati, ancorché a diverso titolo, allo svolgimento di tale funzione; e si può a buon titolo affermare come la maggiore efficacia si raggiunga mediante l’attivazione di sinergie adeguatamente condivise, con l’intervento anche delle forze di polizia ove necessario, ovvero con ogni opportuna azione da parte delle guardie particolari giurate delle associazioni zoofile, ma certamente non senza i medici veterinari pubblici operanti nei servizi all’uopo dedicati del sistema sanitario nazionale: specialmente laddove si vogliano conseguire risultati in termini preventivi, a tutto vantaggio delle condizioni di benessere degli animali vigilati, quali che siano; limitando quindi al minimo la necessità – invero ben evitabile nello spirito sopra detto – di svolgere quell’attività repressiva di polizia e di P.G. da riservarsi semmai ad “ultima ratio” fra tutti i possibili interventi di cui possano meglio e concretamente beneficiare i nostri animali.

Mauro Gnaccarini
Vice Segretario Nazionale

 

da www.sivemp.it

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