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Lavoro e delega Pa. Il Parlamento riparte con due priorità. Al Senato via il 3 settembre, alla Camera il 4 settembre

Gli altri appuntamenti. I temi caldi sono la legge elettorale a Palazzo Madama e il nuovo Senato alla Camera, dove si riparte da missioni di pace e F35. Non solo il decreto Sblocca Italia e quello per riformare la giustizia civile varati dall’ultimo Consiglio dei ministri, insieme a un pacchetto aggiuntivo di Ddl sul “penale”.

I riflettori di Camera e Senato, con le due Assemble che torneranno a riunirsi il 3 settembre a Palazzo Madama e il 4 a Montecitorio, si riaccenderanno la prossima settimana, dopo la pausa estiva, anche su alcuni provvedimenti considerati cruciali nella strategia di Palazzo Chigi per cercare di uscire dalla crisi come le due deleghe sul lavoro e sulla Pa.

Provvedimenti sui quali il rischio “alta tensione” è molto elevato. A cominciare dalla delega sul lavoro, perno del Jobs act targato Renzi all’esame della commissione Lavoro del Senato. Il ddl, che contiene anche il riordino degli ammortizzatori e agisce sul modello contrattuale con il nodoarticolo 18 tutto da sciogliere, nella prima parte dell’estate è finito di fatto in naftalina a causa del prolungarsi dei lavori dell’Aula del Senato sul Ddl Boschi sulle riforme costituzionali. Ora si riparte con la prima seduta fissata in commissione Lavoro il 4 settembre. Il ministro Poletti ieri ha ricordato che per il completamento dell’iter di questo provvedimento «i tempi che ci siamo prefissi sono entro la chiusura della presidenza italianain Europa, questo vuol direentro la fine dell’anno».

Un altro testo considerato “sensibile” è la delega Madia. La delega è ad ampio raggio e toccando gli snodi vitali del pubblico impiego (dalla dirigenza ai tempi di lavoro e ai controlli) e un suo eventuale insabbiamento equivarrebbe a un fallimento di tutta la riforma. Il provvedimentoè all’esame della commissione Affari costituzionali delSenato e per conoscere la sua tabella di marcia occorrerà attendere la conferenza dei capigruppo del 9 settembre.

La partita parlamentare si annuncia tutt’altro che scontata anche sul convoglio delle riforme istituzionali, trainato dalla locomotiva della riforma del Senato che deve ora affrontare la seconda parte del suo lungo viaggio alla Camera. L’avvio dei lavori dovrebbe essere ufficializzato martedì 9 settembre quando si riunirà la Conferenza dei capigruppo della Camera. Ma il cammino più arduo è quello che potrebbe incontrare la riforma della legge elettorale, al momento ferma in commissione Affari costituzionali al Senato.

La prossima settimana, dunque, la macchina parlamentare si rimetterà in moto. Anche se non è mancato qualche segnale di attività già in agosto con la convocazione dopo ferragosto delle commissioni Esteri e Difesa per il punto sulla situazione in Iraq e, soprattutto, con l’avvio dell’iter alla Camera del decreto legge Alfano contro la violenza negli stadi, che prevede anche il ricorso al Daspo (divieto di accesso alle manifestazioni sportive) di gruppo. Da un altro Dl, quello sul rifinanziamento delle missioni internazionali di pace, e dalla mozione sugli F35 ripartirà il 4 settembre l’Aula della Camera mentre il 3 settembre l’Assemblea del Senato riaccenderà i motori dalle ratifiche di accordi internazionali definite dalla commissione Esteri.

Il Sole 24 Ore – 31 agosto 2014 

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