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Lavoro, ferrovie e lotta all’evasione: il governo sacrifica altri fondi per far decollare la manovra Imu

Pur di far quadrare il decreto Imu e reperire i fondi per la Cig e gli esodati, il governo non esita a tagliare risorse destinate all’occupazione, alla lotta all’evasione, alla manutenzione ferroviaria, alle energie rinnovabili, alle forze dell’ordine. Uno schiaffo a sindacati e Confindustria, che ieri hanno siglato un documento congiunto con le priorità da tenere in conto nella Legge di stabilità per accompagnare la crescita.

Un polverone che agita Palazzo Chigi e costringe il premier, in serata, a spiegare la ratio dietro i provvedimenti e i tagli: «I soldi destinati agli incentivi alla produttività — spiega Enrico Letta dalla Slovenia — non sarebbero stati utilizzati, sarebbero andati in economia». Anche dal ministero del Lavoro arriva la precisazione che «le risorse del decreto utilizzate per coprire il finanziamento della cassa in deroga non incidono sull’applicazione per ilsalario di produttività per il 2013, in quanto la decontribuzione verrà applicata nel 2014 con fondi esistenti». Ma le rassicurazioni non bastano e le sforbiciate che accompagnano il via libera al decreto stanno scatenando la reazione preoccupata delle parti sociali e di parte dello stessa maggioranza. Con il capogruppo dei deputati Pdl Renato Brunetta, non «convinto» dalla relazione tecnica predisposta dalla Ragioneria generale dello Stato.

Per tenere in piedi l’impianto del decreto, il governo mette mano a 250 milioni presenti nel Fondo per l’occupazione. Altri 300 milioni vengono dalla disponibilità di 40 conti correnti che garantiscono le risorse della Cassa conguaglio del settore elettrico (finanzia l’efficienza energetica e le energie rinnovabili). A mettere una pezza al buco aperto dal provvedimento arrivano anche i 300 milioni depennati dai fondi che aiutano la manutenzione affidata a Rfi (Ferrovie), più altri 100 messi in cantiere dal 2015 per diverse opere ferroviarie.

E perde un sostegno importante il comparto sicurezza “grazie” ad un taglio da 55 milioni. A farne le spese un po’ tutte le figure professionali, dai vigili del fuoco alle forze armate: il decreto legge del 2008 che stanziava 100 milioni l’anno per la prevenzione e il contrasto al crimine attraverso deroghe alle assunzioni, subisce infatti una riduzione complessiva di 55 milioni.

Vittima del decreto Imu, poi, la lotta all’evasione fiscale che perde per strada ben 20 milioni di risorse elargite dieci anni fa per agevolare le assunzioni di nuovi ispettori. Riduzione di altri 10 milioni per il fondo che incentiva la mobilità e le trasferte del personale che combatte i contribuenti meno fedeli al fisco, il lavoro nero, il gioco illegale e le frodi fiscali.

Ma è proprio il mancato incasso dell’Imu a pesare sugli ultimi dati relativi al fabbisogno comunicati ieri sera dal Tesoro. Nei primi otto mesi del 2013 vola benoltre i 60 miliardi, è quasi il doppio rispetto ai 33,5 del 2012. Nel solo mese di agosto si è attestato a 9,2 miliardi proprio a causa della cancellazione della prima rata dell’imposta sugli immobili oltre che per l’accelerazione dei pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione.

Repubblica – 3 settembre 2013 

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