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Lea 2011. Promosse solo 8 regioni su 16 soggette a verifica. Maglia nera alla Calabria

Solo Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto hanno superato la verifica degli adempimenti. L’esame ha riguardato 16 Regioni, quelle a statuto ordinario più la Sicilia. Per le otto inadempienti salta il 3% del fondo sanitario. Le peggior performance in Calabria, Campania e Lazio. 

Sono otto le Regioni in regola (lo stesso numero del 2010) con la verifica del Ministero della Salute sugli adempimenti da assolvere in tema di Livelli essenziali di assistenza (Lea) per l’anno 2011. E’ quanto mostra il Rapporto “Verifica adempimenti Lea 2011” messo a punto dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute sulla base del lavoro del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea.

La verifica riguarda 16 Regioni: quelle a statuto ordinario più la Sicilia, ossia quelle che hanno accesso al “fondo sanitario” e che vengono private del 3% di questo se risultano inadempienti, ossia se non danno attuazione ai 44 adempimenti previsti.

 Giù il Piemonte, sale la Liguria

In sintesi nel 2011, il Ministero registra bollino verde, esito positivo della verifica, in tutti gli adempimenti per Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto, mentre le altre Regioni mostrano criticità e inadempienze, bollino rosso: 21 inadempienze per la Calabria, 19 per la Campania, 13 per il Lazio, 12 per il Molise, 10 per l’Abruzzo, 8 per la Puglia, 5 per la Sicilia e 4 per il Piemonte.

Nel Rapporto 2010 erano sempre 8 le regioni risultate adempienti in modo completo alla verifica: Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche, Veneto, Piemonte, Lombardia e la Basilicata. Ma nella verifica del 2011 il Piemonte è stato sostituito dalla Liguria.

Le criticità maggiori si concentrano nelle Regioni in  Piano di rientro, soprattutto Calabria, Campania e Lazio, con la tendenza a cronicizzare i problemi soprattutto per quanto riguarda:

– i sistemi informativi per il monitoraggio dell’assistenza e dei dati economici

– la risposta dell’offerta sanitaria ai bisogni assistenziali, con particolare riferimento al territorio:

– assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale  per le categorie più fragili come gli anziani

 – non autosufficienti, i disabili, i malati terminali

– la qualità delle prestazioni (rischio clinico e liste di attesa)

– efficienza e appropriatezza delle prestazioni erogate

 Gli adempimenti oggetto della verifica ministeriale sono aumentati nel tempo. Nel 2005 erano 19, nel 2010 36, sono oggi 44 e toccano i temi strategici del Servizio sanitario nazionale, dall’erogazione effettiva dei Lea al monitoraggio delle liste di attesa, alla salute sui luoghi di lavoro, all’appropriatezza, qualità e sicurezza delle cure. Nel tempo è cresciuta anche la capacità di risposta dei sistemi regionali a far fronte agli impegni previsti, a parte le Regioni soggette ai Piani di rientro.  In crescita anche la capacità di monitorare i sistemi sanitari regionali in modo concreto in base a dati e indicatori affidabili e specifici, non limitando la verifica a un controllo formale degli atti trasmessi dalle Regioni.

Tra i 44 adempimenti attualmente considerati, uno dei più rilevanti in questo senso è quello relativo alla verifica dell’erogazione dei Lea, attraverso indicatori misurabili (c.d. Griglia Lea) e il confronto con standard di riferimento. I risultati di questa rilevazione,  che per il 2011 saranno – a breve – raccolti in un Rapporto dedicato, mostrano 9 Regioni (Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria, Veneto e Piemonte) in grado di garantire l’erogazione dei Lea.

Questo tipo di monitoraggio oltre ad essere il primo passo per l’accesso alla quota di finanziamento del Servizio sanitario nazionale accantonata, offre un quadro dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese e un confronto tra i diversi sistemi regionali finalizzato alla promozione di concreti risultati per la salute della popolazione.

31 luglio 2013

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