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L’Efsa sospetta effetti neurotossici da due neonicotinoidi, ma mancano dati certi

L’Efsa ha chiesto al Panel di esperti sui Prodotti Fitosanitari ed i loro residui, di esprimere un parere scientifico sullo sviluppo della neurotossicità potenziale degli insetticidi neonicotinoidi acetamiprid e imidacloprid. Uno studio condotto in vitro ha evidenziato l’eccitazione e/o la desensibilizzazione dei recettori nicotinici che potrebbero danneggiare il sistema nervoso come avviene con la nicotina.

Per esprimere questo parere il Panel di esperti ha tenuto conto della letteratura scientifica pubblicata, le bozze di report ed i dossier  presentati per la valutazione delle sostanze attive al fine della loro autorizzazione. Il Panel individua un rischio potenziale seppure evidenzia molti limiti metodologici di tali studi per cui sottolinea come restino  ampi margini di incertezza che richiedono, pertanto, studi ulteriori in vivo seguendo le linee guida dell’Oecd al fine di poter dare una risposta certa sull’effettiva esistenza di un rischio di neurotossicità soprattutto per l’acetamiprid.

Esperti dell’Agenzia propongono, in via precauzionale,  di abbassare  alcuni livelli di esposizione dei due neonicotinoidi. Tuttavia l’ADI fissato per l’imidacloprid è considerato adeguato, per escludere in caso di esposizione,  lo sviluppo di effetti neurotossici. Data comunque la necessità di avere ulteriori elementi scientifici di valutazione, il Panel auspica il ricorso a test integrati in vitro ed in vivo con metodi complementari che possano fare maggiore chiarezza sull’impatto che hanno le due sostanza sul sistema neurologico umano.

Se il parere del Panel degli esperti consultati da Efsa, da un lato, induce  a tenere alta, sul piano scientifico,  la soglia di attenzione sulle due sostanze attive, dall’altro lato, non deve condurre ad allarmismi ingiustificati visto l’ampio margine di incertezza, per stessa ammissione degli esperti, che sussiste ancora sul piano scientifico sull’impatto delle due sostanze attive sul sistema neurologico.

Il report (http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/3471.htm) deve, quindi, essere letto ed interpretato correttamente alla luce dei limiti di conoscenza che al momento sussistono in merito alle due sostanze attive, al fine di evitare la demonizzazione di una categoria di prodotti fitosanitari, i neonicotinoidi che se è vero che presentano aspetti al momento “problematici” necessitano ancora di valutazione scientifiche molto approfondite, prima di poter delineare con esattezza quali sono gli effetti che producono sull’organismo umano e rispetto al problema della moria delle api. Il rischio è, altrimenti, di ingenerare una confusione di informazioni a discapito sia dell’obiettivo di tutela ambientale che di quello di salvaguardia della salute umana, in quanto il nesso di causa effetto sull’uso delle sostanze e gli effetti letali sulle api o neurotossici sull’uomo deve costituire una certezza e non un mero sospetto, prima di assumere l’eventuale decisione di escludere tali sostanze attive dal mercato che sono state regolarmente autorizzate, negli anni precedenti, dalla Commissione Ue, peraltro, sulla base di studi sperimentali a suo tempo valutati proprio dall’Efsa .

Il Punto Coldiretti – 2 gennaio 2014

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