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Legge di Stabilità. Bonus produttività verso l’aumento. La commissione Lavoro in pressing sulle pensioni. Dipendenti pubblici, possibile deroga al turn over per Asl e Comuni

Sicuramente non meno di 5mila, probabilmente 6-7mila. È una vera e propria valanga di emendamenti quella che si sta per abbattere alla Camera sul testo della legge di stabilità arrivato dal Senato. Il termine per la presentazione dei correttivi da parte dei gruppi parlamentari scade questa sera alle 18.30 ma già ieri veniva considerata praticamente certa un’ondata di migliaia di proposte di modifica.

Che comprenderà anche uno dei nodi lasciati in sospeso al Senato: l’aumento del plafond della detassazione del premio di produttività per i lavoratori dipendenti. A sostenere che una modifica in questo senso potrebbe essere approvata dalla commissione Bilancio di Montecitorio è Paolo Tancredi (Ap), relatore alla Camera della manovra insieme a Fabio Melilli (Pd). E anche il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, ha confermato che sul salario di produttibilità sono possibili «degli aggiustamenti ma in un contesto in cui le risorse possono crescere di qualche decine di milioni, non di centinaia». In altre parole, il Governo appare disponibile a dare l’ok ma solo nel caso di un mini-ritocco.

Il tema è caro ad Ap: al Senato aveva già presentato un emendamento Maurizio Sacconi. E lo stesso Sacconi ribadisce che «gli incrementi salariali decisi in azienda devono essere sottratti alla tassazione progressiva per cui occorre elevare il plafond di retribuzione sottoposto alla tassazione agevolata del 10% dai 2.500 euro ipotizzati dal Governo ai 6.000 euro vigenti fino al 2011».

Governo e maggioranza lavorano anche ai correttivi più attesi: sicurezza e Sud. Sul primo fronte Morando ribadisce che il Governo «non agirà al buio» sulle risorse da utilizzare agendo sulla clausola Ue “eventi eccezionali” per far scattare con un emendamento gli interventi annunciati da Matteo Renzi. Secondo Morando la prossima settimana «dovremmo» essere in presenza «di un orientamento definito sulla sicurezza da parte dell’Europa».

Sul Sud tre sono le ipotesi sul tappeto: mini credito d’imposta sugli investimenti; estensione di un anno della decontribuzione sui neo-assunti; super-ammortamenti maggiorati. A proporre per il Sud un incremento dal 140% al 160% dei superammortamenti è la commissione Finanze della Camera nel suo parere favorevole alla manovra in cui suggerisce anche di aumentare la decontribuzione. E la possibilità di un mix tra i vari interventi non è esclusa da Morando. A esercitare poi un pressing sulle pensioni è la commissione Lavoro dove sono state votate alcune proposte di emendamento per potenziare le misure su opzione donna, esodati e anticipare la no tax area per i pensionati.

Tra i possibili ritocchi su cui è in corso una riflessione c’è quello sull’allentamento dei limiti del turn over nella Pa per alcuni settori, in primis Asl e Comuni. Certo invece l’inserimento del Dl salva-banche nella manovra, nella quale non entrerà il “Dl happy days”. Incerto il ricorso a un allegato-proroghe che potrebbero però finire nel consueto decreto di fine anno.

Intanto Confindustria Digitale ribadisce il no a tagli alla spesa per l’informatica. La manovra viene considerata inadeguata per il rilancio del Paese dall’organizzazione “Sbilanciamoci!”. E la legge di stabilità è analizzata anche dal rapporto sulla finanza pubblica del Nens. Per il centro studi fondato da Vincenzo Visco e Pier Luigi Bersani la manovra non è espansiva e si poggia una «sovrastima delle previsioni di crescita». Secondo il Nens per alcune coperture c’è scarsa credibilità ed emerge «la rinuncia all’attuazione di un’efficace lotta all’evasione fiscale». Anche se è da considerare positivamente la sterilizzazione per il 2016 delle clausole di salvaguardia.

Marco Rogari – Il Sole 24 Ore – 27 novembre 2015 

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