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Linea di prudenza. Scuola verso un protocollo unico contro i contagi tra i banchi. Nuove regole su distanziamenti e rientri in classe

Il Sole 24 Ore. Linea di prudenza. Nuove regole su distanziamenti e rientri in classe. Da oggi l’Italia torna divisa in zone rosse e arancioni. Pressing delle Regioni per riaperture dal 20 aprile, ma solo in base ai dati

L’Italia adesso è divisa di nuovo. Zona rossa in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e Campania. Arancione per Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano. Se i dati della pandemia miglioreranno potrebbe essere convocata la cabina di regia del Governo. È in ballo la valutazione di alcune riaperture di attività – ristoranti, bar, parrucchieri, centri estetici, cinema – dopo il 20 aprile. Nella maggioranza la Lega di Matteo Salvini è in prima linea a spingere.

Ma il presidente del Consiglio, Mario Draghi, non ha alcuna intenzione di far partire il rilancio delle attività d’impresa senza certezze su un andamento più favorevole dei dati sanitari. Quello dei contagi è già migliore di prima. Ma deve consolidarsi. Servono però tendenze più confortanti sui ricoveri, soprattutto nelle terapie intensive, e i decessi, un quadro generale insomma più sotto controllo.

Sarà d’aiuto anche un andamento già in aumento, ma si attende più impetuoso e su vasta scala, della campagna vaccinale: la scommessa punta alle otto milioni di dosi in arrivo ad aprile. Sui numeri, del resto, non c’è da discutere. Raggiunto un certo livello, diventeranno di per sé favorevoli alle riaperture. La data della convocazione della cabina di regia, dunque, per ora non è stata fissata. La riunione potrebbe svolgersi la prossima settimana.

Di certo nell’esecutivo c’è adesso il lavoro per definire in caso di contagi a scuola un complesso di norme valido in tutta Italia. Per mettere la parola fine a incertezze e difformità ricorrenti, spesso perfino nella stessa città, legate alle indicazioni contrastanti delle diverse aziende sanitarie di zona. Molte famiglie e scuole hanno già sperimentato incomprensioni e disagi.

In queste ore il provvedimento è in via di definizione tra il dicastero della Salute, guidato da Roberto Speranza, e quello dell’Istruzione diretto da Patrizio Bianchi. In dirittura d’arrivo l’indicazione ministeriale: non appena firmata e diramata agli uffici scolastici regionali, la direttiva sarà poi trasmessa agli istituti di istruzione e diventerà subito operativa.

Sarà vietato ai ragazzi ogni occasione di stare insieme davanti alle macchinette di distribuzione di merendine e bevande. Se sarà necessario, saranno disattivate. No a ogni forma di riunione, gruppo o qualunque incontro in grado di generare assembramenti. Benché la scuola sia per i giovani il punto più importante di socializzazione insieme alla famiglia, il distanziamento negli istituti dovrà essere seguito e applicato senza eccezioni. Toccherà ai dirigenti scolastici garantire il rispetto di tutte le regole. In pratica, l’unico momento di aggregazione tra gli studenti con le previste distanze deve essere soltanto quello in classe. L’unico, non altro.

Dopo settimane e mesi di Dad (didattica a distanza) il rientro dopo le vacanze di Pasqua “in presenza” – frase di gergo ormai comune – per le zone rosse fino alla prima media, per le altre fino alle superiori comprese, assume così il valore di una scommessa di governo sul rilancio della didattica.

Ma l’indirizzo del presidente del Consiglio, Mario Draghi, è netto: garanzia massima di protezione, riduzione massima di ogni rischio. Il ritorno in classe con nuovi strumenti di difesa e prevenzione, dunque, è stato valutato già alcuni giorni fa in una riunione di tecnici di Salute, Istruzione, Protezione civile e della struttura commissariale per l’emergenza Covid-19.

Il protocollo unico in caso di contagi in classe, inteso come una sequenza omogenea di regole valide per tutti gli istituti, è un profilo molto sensibile. Le distonie sono state frequenti, le difficoltà e le incomprensioni nella comunità scolastica una lista lunga. «Ho denunciato più volte questo problema – sottolinea Mario Rusconi, presidente dell’Anp (associazione nazionale presidi) Lazio – in caso di studenti contagiati a Roma la AslRm1 ha dato indicazioni diverse dalla AslRm2. Le regole cambiavano nelle scuole romane a seconda della zona, è assurdo».

Adesso invece andranno messe in un quadro omogeneo e uniforme. Riguardano, soprattutto, il caso di un alunno rivelatosi positivo al coronavirus o entrato in contatto «stretto» con una persona contagiata. Definiranno una volta per tutte la durata della sua quarantena, quella della classe, i periodi necessari e sufficienti per fare il tampone, l’eventualità e i tempi della Dad per lo studente se prosegue il contagio, il conteggio e la giustificazione delle assenze. E tutte le modalità di interazione tra scuola, famiglia e Asl. Spesso rivelatesi finora ostiche se non peggio.

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