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ll giro di vite di Renzi: “Ai corrotti minimo 6 anni e prescrizione allungata”. Domani il varo. Più facile confiscare i guadagni illeciti. Commissari prefettizi in Comune

Matto Renzi, invece, annuncia un giro di vite su corruzione e prescrizione — all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri previsto per domani — con «quattro modifiche al codice penale». Infine, la Regione Lazio, dopo l’esplosione del caso “Mafia Capitale”, decide di bloccare una gara di appalto da 60 milioni che aveva “attirato” l’attenzione delle persone arrestate in questi giorni. Sono queste le tre novità nella complicata vicenda che sta terremotando la politica capitolina.

La prima arriva dal prefetto Giuseppe Pecoraro che, su mandato del ministro dell’Interno Angelino Alfano, ha deciso di usare i poteri di accesso e di accertamento nei confronti del Comune di Roma. Decisione presa dopo un incontro con il sindaco Ignazio Marino che il prefetto ha spiegato così: «Non ci sarà commissariamento. Tre funzionari da me delegati accederanno ad alcuni atti del Comune dei Municipi. Il sindaco ha offerto grande collaborazione. Mi auguro che questo lavoro possa iniziare nei prossimi giorni». Il mandato dei commissari sarà di tre mesi, rinnovabile una sola volta per un periodo analogo. Marino ha commentato: «Questo è molto importante: Roma non è una città mafiosa. Questo aggettivo è offensivo per i cittadini ed è molto importante che si faccia pulizia». Renzi, invece, ha annunciato che la pena minima per il reato di corruzione sarà alzata da 4 a 6 anni. Poi diventerà più semplice confiscare i beni ai condannati. Dice ancora il premier: «Il maltolto deve essere restituito. Se è provata la corruzione, tu restituisci fino all’ultimo centesimo». Infine, il quarto punto: «Si allunga il periodo necessario per andare a prescrizione» per i reati di corruzione. Tutte novità che inducono Renzi a dire che «il vento è cambiato, chi ruba e chi corrompe sarà perseguito fino all’ultimo giorno e fino ultimo centesimo». Il premier non vuole fare di tutta l’erba un fascio e ci tiene a precisare che «c’è chi ruba e chi è serio».

Ma il governo «non fa sconti a nessuno e non guarda in faccia a nessuno».

Infine, le scelte di Nicola Zingaretti. «Bene Renzi. I corrotti vadano in carcere. Giusto reagire per un’altra idea della politica», ha commentato il governatore laziale. E per dare un contributo ha deciso di annullare un bando di gara da 60 milioni per l’acquisto del Servizio Cup per le Asl. Per «non ingenerare dubbi sulla trasparenza o, peggio, prefigurare tentativi di infiltrazione mafiosa — ha spiegato Zingaretti — la direttrice della Centrale Acquisti ha disposto la revoca immediata della gara»

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