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Lo scoiattolo grigio spaventa l’Umbria: «Un’incognita sanitaria»

L’Istituto Zooprofilattico Umbria-Marche ha avviato una serie di indagini sulle implicazioni sanitarie nel nostro territorio dello “scoiattolo alieno”, la cui ultima introduzione ad oggi accertata si è verificata in Umbria, probabilmente nei primi anni del 2000, e desta “forte preoccupazione”.

 “E’ una minaccia per la biodiversità e un’incognita sanitaria”. Così l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria Marche definisce lo scoiattolo grigio, Sciurus carolinensis, originario della porzione est del continente Nordamericano, e considerato una delle 100 specie aliene a più alta diffusabilità dall’Unione Internazionale di Conservazione della Natura (IUCN).

In Umbria la sua presenza sta infatti destando “forte preoccupazione” perché, spiega l’Istituto Zooprofilattico, “mette in serio pericolo la specie autoctona Sciurus vulgaris, per un meccanismo di ‘esclusione competitiva’, in cui la mancanza di separazione di due nicchie ecologiche determina l’estinzione della specie più debole. In Inghilterra, Irlanda e parte del Piemonte si è già assistito alla sostituzione tra i due sciuridi, ed l’Umbria sembra correre un analogo rischio specialmente nell’area periferica della città di Perugia (zona Monte Malbe)”. Ma in pericolo potrebbe esserci anche la salute delle persone. Per l’Istituto Zooprofilattico, infatti, lo scoiattolo grigio è “un’incognita sanitaria” da indagare con cura.
 
La specie aliena fu introdotta in Italia nel 1948, nella Regione Piemonte; l’ultima introduzione, ad oggi accertata, nel nostro paese si è verificata in Umbria, probabilmente nei primi anni del 2000. La specie è presente nell’area urbana e peri-urbana della città di Perugia, ma le caratteristiche ecologiche del nostro territorio potrebbero consentirle ben presto di espandersi nell’intera regione e interessare successivamente tutto il Centro Italia.
 
Alla luce dei rischi di espansione dello scoiattolo alieno, dal 2011 in Umbria, è in atto un “Piano di Controllo”, finanziato dalla Regione dell’Umbria, portato avanti sul campo dal Dipartimento di Biologia Cellulare ed Ambientale (DBCA) dell’Università degli Studi di Perugia con la collaborazione istituzionale della Provincia di Perugia. Tale piano ha ricevuto parere favorevole dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. La gestione dello scoiattolo grigio (così come quella di tutte le specie aliene) è inoltre fortemente incoraggiata da Convenzioni e Direttive Internazionali in materia di conservazione della biodiversità.
 
“In seguito all’attuazione del Piano – spiega l’Istituto – , si è proceduto ad un’intesa tra la Regione dell’Umbria e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche per una ricerca sullo stato sanitario del genere Sciurus, che comprende sia la specie autoctona che quella aliena. La colonizzazione di parchi urbani e giardini da parte dello scoiattolo grigio, così come le sue caratteristiche etologiche (o comportamentali), rendono tale animale particolarmente confidente nei confronti dell’uomo; risulta perciò più che mai utile indagarne lo status sanitario, con particolare attenzione ad eventuali agenti di zoonosi che la specie aliena può trasmettere all’uomo, oltre che alla possibile trasmissione di patologie verso la specie autoctona o verso altri selvatici”.
 
“L’estinzione di una specie autoctona – conclude la nota dell’Istituto – determinerebbe un forte impatto negativo sull’ecosistema forestale e la presenza della specie aliena potrebbe rappresentare una potenziale criticità per alcuni importanti settori economici del mondo rurale regionale, quali la tartuficoltura, la frutticoltura e la viticoltura”.

quotidianosanita.it – 14 ottobre 2012

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