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Usl 9-Treviso. Pausa pranzo con cibi sani. Arrivano locali certificati

Accordo Usl 9-Fipe: un marchio di qualità all’esterno dei bar che aderiscono Gli esercenti dovranno servire un menù concordato con alimenti genuini

Ritmi di lavoro frenetici, pause pranzo sempre più risicate, pranzi consumati in velocità nel bar sotto l’ufficio o nel ristorantino all’angolo, quasi mai a casa. Ora sarà possibile scegliere il locale dove trovare il cibo che fa bene. Basterà infatti vedere se sulla porta o vetrina del locale compare il marchio «Mangiar sano in pausa pranzo» elaborato dal Dipartimento di prevenzione dell’ Usl 9 con la collaborazione di Fipe Confcommercio e presentato ieri mattina. Il senso dell’iniziativa è sintetizzato dal direttore sanitario Pierpaolo Faronato: «Le scelte di salute sono personali, ma in questo modo possiamo produrre cultura del cibo e aiutare quei cittadini che vogliono mangiar sano. Si interviene sulla salute per prevenire le malattie». Gli esercenti che decideranno di aderire all’iniziativa dovranno sottoscrivere un disciplinare nel quale sono indicati i requisiti nutrizionali e igienici da soddisfare per acquisire il marchio del progetto «Buonpranzo». In pratica, oltre alle norme igienico sanitarie è stabilito il tipo di cibo da offrire ai propri clienti, con quali condimenti e quali tipologie di cottura prediligere. Nei bar in cui vengono consumati pasti veloci come i classici panini con l’affettato, gli esercenti saranno chiamati a scegliere pane “mezzo sale” o senza sale, non dovranno aggiungere salse o burro, ogni preparazione dovrà contenere verdure. Ristoranti e pizzerie saranno chiamati a prevedere nel menù l’opzione «mezza porzione» nei primi piatti per chi volesse stare a stecchetto, non aggiungere burro, margarina e panna, tentare di evitare i soffritti, prediligere formaggi a basso contenuto di grassi. Nel territorio dei Comuni dell’Usl 9 ci sono 1.777 esercizi che effettuano attività di ristorazione e bar. Secondo un’indagine della Fipe-Confcommercio del 2010, il 36% dei lavoratori consuma il pranzo fuori casa. Per loro il criterio più importante nella scelta del ristorante o bar è la vicinanza al posto di lavoro (56%). La maggior parte di loro ha espresso il desiderio di mangiar sano, ma ha ammesso di non riuscirci il più delle volte. Ma ora con quest’iniziativa le scuse per cadere in tentazione e mangiare un panino che trasuda salsa rosa da tutte le parti saranno molte meno. Basterà essere certi che fuori dal locale ci sia il simbolo del progetto: una mela stilizzata con faccetta sorridente, un augurio «buon pranzo» e un motto «mangiar sano in pausa pranzo». È questa l’immagine del progetto che, da oggi, si vedrà all’esterno di molti locali e ristoranti. Finora sono poco meno di una ventina i locali che hanno chiesto di aderire all’iniziativa: chiunque volesse farlo dovrà rivolgersi agli uffici sindacali di Unascom-Confcommercio. Dopo l’adesione e la consegna del disciplinare, è prevista una visita da parte dei tecnici della Usl 9, ai quali compete l’autorizzazione ed il controllo periodico.

La Tribuna di Treviso – 14 ottobre 2012

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