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Lorenzin alle Camere: «E’ finito il tempo del ‘tutto a tutti’ in sanità. Serve riforma Ssn. La sanità veterinaria va potenziata»

1a1a1a1a_0a0a1aaaaaaaaaaabeatrice_lorenzinLo ha detto oggi il ministro della Salute nelle audizioni alle Commissioni sanità di Camera e Senato. «Siamo passati da un’universalità forte e incondizionata a un’universalità mitigata per garantire le prestazioni necessarie e appropriate solo a chi ne abbia effettivamente bisogno». «Una riforma del sistema è non più procrastinabile». Il testo integrale. «Ulteriori riduzioni di risorse non appaiono compatibili con la sostenibilità del sistema sanitario, già messo a dura prova dai recenti provvedimenti legislativi. Anche le Regioni “virtuose” potrebbero avere serie problemi se non si corregge l’impostazione del recupero di risorse, senza entrare nei livelli di complessità che caratterizzano il settore».

E «il Governo con il recente Def 2013, approvato dal Parlamento, ha preso atto dell’avvenuta cancellazione della norma sui ticket dall’ordinamento, e nel contempo ha conformemente corretto (al rialzo) le previsioni di spesa sanitaria dal 1° gennaio 2014. Analogo adeguamento verrà operato con la prossima legge di bilancio 2014». Sono queste le conferme che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dato in audizione alla commissione Affari sociali della Camera.

Ed è ora di cambiare rotta secondo Lorenzin, che nell’audizione ha sottolineato come il Ssn «oggi si confronta con altre grandi sfide assistenziali, quali i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, l’elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie/diagnosi ad alto costo. L’impegno comune deve essere quello di riformare il sistema, affinché sia in grado di mantenere i risultati che ci vengono riconosciuti. Non vi è dubbio che il principio di universalità, inteso come il diritto a un accesso generalizzato ai servizi sanitari da parte di tutti i cittadini, senza distinzione, ha subito nel tempo dei correttivi».

Secondo Lorenzin «si è di fatto passati da un concetto di universalità “forte” e incondizionata, rispondente al modello del “tutto a tutti”, a un concetto di universalità “mitigata”, finalizzata a garantire prestazioni necessarie e appropriate a chi ne abbia effettivamente bisogno.

La riforma del Titolo V della Costituzione, i cambiamenti sociali e demografici, l’evoluzione scientifica e tecnologica della scienza medica, l’invecchiamento della popolazione (con aumento delle patologie croniche), l’evidente necessità di un contenimento della spesa sanitaria rendono non più procrastinabile ripensare al modello organizzativo e strutturale del sistema sanitario nazionale».

Patto per la salute. Sul Patto per la Salute Lorenzin ha sottolineato la volontà «di istituire in tempi brevi un tavolo di concertazione con i rappresentanti delle Regioni per addivenire rapidamente a soluzioni condivise, necessarie per il perfezionamento del nuovo Patto», e una bozza secondo quanto il ministro ha anticipato in mattinata alla seduta del Consiglio di facoltà di medicina dell’università La Sapienza di Roma potrebbe essere già pronta entro giungo, Regioni permettendo. «La stipula del nuovo Patto è il vero punto di partenza per mettere insieme le esigenze dei cittadini e quelle imposte dal mutato quadro delle esigenze avvertite dal livello governativo, centrale e regionale», ha sottolineato alla Camera Lorenzin.

Finanziamento. Sul finanziamento Lorenzin ha afferato in particolare che «occorre abbandonare la logica dei tagli lineari auspicando un ripensamento della spending review sulla base dei costi e dei fabbisogni standard, così come peraltro suggerito anche dal “comitato dei saggi” istituito presso la Presidenza della Repubblica. E’ necessario individuare, assieme alle Regioni – ha detto – una mappatura ulteriore degli sprechi, specialmente in alcuni contesti del nostro Paese, dove ai costi elevatissimi delle prestazioni sanitarie non corrispondono solitamente adeguati livelli di qualità dei servizi resi ai cittadini. Così come è necessario rendere possibile che le Regioni in piano di rientro possano documentare oltre che un miglioramento dei conti, anche una concreta riqualificazione dei servizi a favore dei cittadini».

Personale. Un cenno a parte Lorenzin lo ha fatto sulle politiche del personale, della responsabilità professionale, dell’intramoenia e del precariato. E anche del blocco del turn over che col precariato è «una tematica che mi sta particolarmente a cuore – ha detto – perché riguarda i giovani medici».

Un accenno anche alla questione delle nomine degli apicali. Lorenzin ha infatti annunciato che avvierà una «riflessione sulle vigenti modalità di attribuzione degli incarichi ai dirigenti di secondo livello del Sssn».

«Ritengo infatti – ha detto il ministro – che i tempi siano maturi per individuare soluzioni condivise sull’impronta della trasparenza e imparzialità, affinché l’esito della procedura di attribuzione di tali incarichi garantisca una scelta oggettiva, che intervenga a conclusione di una pubblica selezione, con valutazione comparativa dei requisiti professionali dei partecipanti, escludendo ogni profilo di discrezionalità all’atto finale dell’attribuzione dell’incarico».

Sulla responsabilità professionale ha detto che le riforme ci sono e ora «attuarle rapidamente con l’approvazione del regolamento sulla copertura assicurativa, significa dare risposte concrete e preparare la strada per possibili futuri ulteriori interventi».

Per quanto riguarda l’intramoenia le Regioni hanno chiesto di attuare gradualmente, nell’arco di sei mesi, il progetto sperimentale di messa in rete delle strutture presso e per questo «ho avviato l’azione di monitoraggio, convocando già per la prossima settimana l’Osservatorio per monitorare lo stato di attuazione della norma», ha detto.

Per quanto attiene al precariato «gli ultimi dati disponibili offrono un quadro non incoraggiante. Intendo pertanto, affiancare l’attività degli altri ministri di settore (lavoro, economia, funzione pubblica) per individuare le soluzioni idonee a superare il problema. Ritengo che il precariato – fenomeno già di per se negativo in tutti i settori – per il Ssn assume ulteriori connotazioni negative, in considerazione che le risorse umane dedicate all’assistenza sanitaria, devono riporre fiducia nella struttura sanitaria e sentirsi parte integrante della medesima; la stessa struttura deve poter contare, senza soluzione di continuità, nelle medesime risorse umane, garantendo loro il giusto spazio anche in termini di formazione professionale».

Lorenzin è intervenuta anche sul blocco del turn over nelle Regioni in piano di rientro, questione che «assume profili più complessi», ha detto. Ma la normativa prevede la possibilità di derogare al blocco nei casi di effettiva necessità e a determinate condizioni e «il ministero della Salute giocherà fino in fondo il suo ruolo di ministero affiancante per supportare un percorso virtuoso di politiche delle assunzioni», ha assicurato.

Un cenno poi alle scuole di specializzazione: «Quest’anno il numero di contratti di formazione specialistica finanziati direttamente dallo Stato è sceso da 5.000 a 4.500 per il primo anno di corso» per l’innalzamento da 4 a 5 anni della durata dei corsi di specializzazione. «È mia intenzione – ha detto Lorenzin – avviare da subito un costruttivo confronto su questo tema con i ministri dell’Università, dell’Economia e con le Regioni, per trovare soluzioni idonee ad assicurare un adeguato numero di contratti già a partire dal prossimo anno accademico».

Lea. Sui Lea il ministro ha confermato che la proposta di aggiornamento «è stata predisposta e trasmessa al ministero dell’Economia» per il concerto tecnico e ora è stata trasmessa (il 12 marzo) alla Stato Regioni per l’avvio dell’istruttoria per l’intesa.

Riordino della rete assistenziale. Sulla riorganizzazione della rete assistenziale Lorenzin ha affermato che si tratta di un tema su cui «si gioca la stessa sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale» e per questo è necessario collaborare con le Regioni per accelerare il percorso di attivazione delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e delle Unità complesse di cure primarie (Uccp) «deputate ad erogare l’assistenza primaria in un’ottica di complementarietà con le strutture ospedaliere e di accrescimento della capacità di presa in carico del cittadino assistito dal Ssn».

Stesso discorso per continuare e completare il percorso per potenziare il ruolo delle farmacie convenzionate nell’erogazione dei servizi sanitari sul territorio. «La farmacia dei servizi, tenuto conto della presenza capillare delle farmacie sull’intero territorio nazionale, può garantire, con ridotti oneri per il Ssn, prima assistenza e un’efficace missione di orientamento del cittadino verso gli altri presidi sanitari», ha detto.

E poi l’assistenza ospedaliera: «E’ all’esame della Stato-Regioni lo schema di regolamento sulla “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” – ha ricordato Lorenzin – che contiene, tra le altre, l’indicazione utile ad avviare la revisione del modello organizzativo e strutturale del Ssn in grado di recuperare risorse anche per investire nell’assistenza territoriale».

Stili di vita. Poi le linee programmatiche del suo ministero sugli stili di vita, affermando di voler contrastare con fermezza ogni forma di dipendenza, in particolare il fumo, l’alcol e quella da gioco.

«La mia azione di contrasto alla dipendenza dal fumo sarà netta», ha detto il ministro, aggiungendo che continuerà l’azione già intrapresa dai suoi predecessori «volta a promuovere azioni di contrasto e di recupero delle forme di dipendenza dal gioco patologico».

Lorenzin ha quindi proseguito: «Non dimentichiamo che é sempre in aumento il consumo da parte dei giovani di sostanze alcoliche. Per tale disagio sociale intendo intervenire sia a livello culturale, continuando a diffondere informazioni precise e univoche sul rischio connesso, sia per adottare politiche e azioni di prevenzione con specifico riguardo alla identificazione precoce del problema, sia per accrescere la disponibilità e l’accessibilità di trattamenti per i soggetti con comportamenti di grave abuso».

Il ministro ha anche evidenziato la problematica dei disturbi del comportamento alimentare (bulimia e anoressia, DCA): «qui – ha affermato – continuerò a promuovere progetti nell’ambito della prevenzione sociale, delle promozione di percorsi di cura in età evolutiva e in età adulta».

Salute alimentare e veterinaria. «Intendo realizzare nel periodo di Expo Milano un riunione del G8-G20 dedicato alla sicurezza alimentare – e nel corso del mio mandato un programma incisivo di potenziamento del nostro sistema sanitario-veterinario, soprattutto in materia di sicurezza alimentare. Lorenzin ha inoltre annunciato che, in collaborazione con il ministro dell’Ambiente, si sta per definire la realizzazione di un Centro permanente dedicato alla sicurezza alimentare e ambiente, che «renda permanenti i risultati che otterremo con Expo».

Sanità transfrontaliera. «Non è più possibile pensare a un modello di assistenza orientato a rendere competitivi tra loro i singoli sistemi regionali. I tempi sono maturi e la parola d’ordine deve essere rendere competitivo il modello italiano in Europa», ha detto Lorenzin.

E l’impegno che occorre assumere secondo il ministro è quello di proporre anche in Europa un modello innovativo di assistenza, in grado di intercettare, di attrarre e di accogliere i cittadini europei che sceglieranno di curarsi presso gli ospedali italiani. «Noi disponiamo di elevatissime professionalità, di centri ospedalieri universitari di alta specializzazione e di istituti di ricovero e cura a carattere scientifico assolutamente competitivi, già oggi, rispetto ad analoghe realtà europee».

Entro agosto Lorenzin ha annunciato che sarà operativo, presso il ministero della salute, un punto di contatto nazionale, previsto dalla Direttiva, che coordinerà le complesse attività che ruotano intorno all’applicazione dei contenuti della direttiva, anche relativamente all’istituzione di “contact point” regionali, in grado di intercettare la domanda proveniente da cittadini di altri Paesi europei.

E sarà previsto uno spazio specifico sul portale del ministero, dedicato a ospitare tutte le informazioni relative ai nostri servizi sanitari e agli ospedali e strutture di “eccellenza”, presenti sul territorio nazionale, anche in lingua inglese, di cui si sta occupando Agenas su delega del ministero.

«Desidero migliorare la trasparenza delle nostre attività e consentire ai cittadini di scegliere dove curarsi, oltre che sulla base delle proprie conoscenze personali, anche verificando direttamente su internet i livelli di qualità delle cure e dei servizi, che ogni ospedale italiano è in grado di offrire», ha detto il ministro.

Il Sole 24 Ore sanità – 4 giugno 2013

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