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L’Ue attacca Agea e l’Anagrafe bovina italiana: la banca dati non funziona. Nuova lettera da Bruxelles

1a1a11_bovini-latte-31Errori, errori e, ancora, errori. L’Unione europea bacchetta ancora Agea e l’Anagrafe bovina italiana. Questa volta non per la questione quote latte, ma per aiuti erogati alla macellazione dei bovini (vacche nutrici e non) e per i pagamenti supplementari per le carni ovine e caprine. Con una lettera inviata dalla direzione generale agricoltura e sviluppo rurale della Commissione Ue, datata 12 settembre 2011, gli uffici di Bruxelles imputano alla gestione Agea carenze gravissime. ItaliaOggi è in possesso della missiva, che Agea il 6 ottobre 2011 ha girato anche agli organismi pagatori. Ecco le carenze contestate. BOVINI. La missiva prima fa un resoconto dei controlli a campione effettuati dagli uffici Ue. Poi affronta i nodi al pettine.

E denuncia «calcoli errati delle riduzioni di aiuto» in relazione al numero dei bovini, «dubbi sulla sistematicità dei controlli» sui documenti che attestano l’aiuto alla macellazione e dubbi «sull’esattezza dei dati contenuti nel registro aziendale dei bovini macellati». Di più, nella lettera si legge, che esistono «ritardi nell’aggiornamento della banca dati nazionale I&R». Ritardi la cui responsabilità «non può essere attribuita agli allevatori, poiché è compito dell’Asl aggiornare la banca dati». A riguardo i funzionari Ue chiedono all’Italia di «intervenire per migliorare le procedure di aggiornamento».

OVINI E CAPRINI. Qui la situazione è ben peggiore. Secondo la Commissione europea i dati forniti a Bruxelles sugli aiuti alla macellazione non tornano. Nella banca dati Agea «viene riportato il numero di allevatori sottoposto a controlli anziché il numero di capi. E ancora «a livello nazionale risulta che il 117,56% dei capi sottoposti a controlli in loco presentava anomalie tali da richiedere l’applicazione di riduzioni o esclusioni» dagli aiuti. Cioè, sono stati erogati fondi a chi non ne aveva diritto. Le conclusioni di Bruxelles sono spietate. Nella lettera si afferma che «la Dg Agri è del parere che la banca dati di identificazione e registrazione in Italia non offra garanzie di certezza per il settore ovini». L’Italia ora dovrà risponderne.

Luigi Chiarello – ItaliaOggi – 25 febbraio 2012

 

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