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L’Ue e gli Usa avvieranno negoziati per zona libero scambio

Usa ed Europa proveranno a costruire una zona di libero scambio, quella che potrebbe creare la più grande area di libero commercio del mondo. Le problematiche sul tappeto, a cominciare da quelle legate al settore agricolo, sono descritte in un articolo pubblicato dall’agenzia Reuters.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea puntano ad avviare i negoziati per un ampio accordo di libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico, entro il mese di giugno, sebbene il piano confermato mercoledi’ scorso si trovera’ a dover affrontare diversi ostacoli, prima che possa contribuire a rianimare le due grandi economie mondiali.

Un accordo di questo tipo si configurerebbe come l’obiettivo piu’ ambizioso mai raggiunto dall’istituzione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, nel 1995, interessando meta’ della produzione mondiale, e un terzo di tutti gli scambi commerciali. La decisione riflette l’impazienza per la mancanza di un nuovo accordo globale, teso a ridurre i dazi doganali e a facilitare il commercio.

Ma dopo un anno di discussioni preparatorie tra Bruxelles e Washington, permangono i maggiori punti di contrasto, come la resistenza europea a importare prodotti statunitensi che siano geneticamente modificati.

“Si tratta di un accordo dall’enorme potenziale”, spiega Michael Froman, vice Consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, con delega per gli affari economici internazionali, il giorno dopo che il presidente americano Barack Obama ha formalmente appoggiato i colloqui con i 27 paesi membri dell’Unione Europea, nel suo discorso sullo stato dell’Unione. (…)

Uno dei punti morti chiave e’, con ogni probabilita’, l’agricoltura, anche se l’accordo non riguardera’ la questione politicamente piu’ spinosa dei sussidi agricoli. Quando, nel 1998, e’ stato discusso un accordo di libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico, l’accordo e’ stato ampiamente criticato dalla Francia, che temeva che l’Europa potesse essere costretta a fare troppe concessioni sul versante agricolo.

“Vi e’ un motivo per cui non abbiamo lanciato un tentativo di questo tipo in passato, ed e’ proprio a causa di alcune di queste difficolta’ storiche che hanno frustrato la nostra ambizione”, ha spiegato il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Ron Kirk.

I timori, da parte dei leader, di una crisi prolungata possono, tuttavia, costituire un grande aiuto.

Froman, alla Casa Bianca, sottolinea come gli Stati Uniti ritengano che, oggi, “le stelle potrebbero essere ben allineate – tenuto conto dei passi avanti compiuti su entrambe le sponde dell’Atlantico – perche’ possiamo risolvere i punti critici che non siamo stati in grado di risolvere in passato”.

Da lungo tempo, Washington e’ frustrata per le restrizioni imposte dall’Unione Europea sulla produzione agricola statunitense, come, per esempio, sui generi alimentari prodotti con organismi geneticamente modificati (OGM); sul pollo trattato con disinfettanti a base di cloro; e sulla carne proveniente da animali nutriti con mangimi contenenti ractopamina, un additivo utilizzato per stimolare la crescita.

In un primo, chiaro segnale della reticenza dell’Unione Europea, Barroso ha dichiarato che i negoziati non comprometteranno la salute dei consumatori. (…)

Il ministro del Commercio francese, Nicole Bricq, ha detto che appoggera’ un accordo che beneficera’ la Francia, da lungo tempo strenua sostenitrice dei suoi interessi agricoli: “Garantiro’ che gli interessi francesi siano ascoltati”, ha ripetuto.

Kirk ha affermato che tutte le questioni sono sul tavolo, “ivi compresi gli aspetti problematici presenti all’interno del settore agricolo, sia che si tratti di OGM, sia che si tratti di altri punti critici”. Froman ha sottolineato come le questioni agricole non siano state stralciate, ma saranno risolte prima, e durante i negoziati principali. [Philip Blenkinsop e Ethan Bilby, portale – a cura di agra press]

20 febbraio 2013

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