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L’Usl 16 vuole tre distretti, ma Gianella: prematuro decidere prime dell’approvazione delle schede

Il sindaco di Piove di Sacco critica l’atto con cui il direttore generale riorganizza i servizi territoriali «Prematuro decidere prima dell’approvazione delle schede ospedaliere»

«Una presa in giro»: non usa mezzi termini il sindaco di Piove di Sacco Davide Ginella per definire l’esito della Conferenza dei sindaci dell’Usl 16 che ha presieduto lunedì pomeriggio a palazzo Moroni a Padova. Cuore dell’incontro con i vertici dell’Usl 16, fra tutti il direttore generale Urbano Brazzale e il direttore sanitario Domenico Scibetta, la definizione dei nuovi distretti socio sanitari e la conseguente riorganizzazione dei servizi territoriali. «Se parliamo dei servizi territoriali» sottolinea Gianella, «ovvero dei posti letto per i cosiddetti servizi comunitari, come case di riposo, psichiatria, neuropsichiatria infantile, Alzheimer e comunità, sappiamo che ci sono 115 posti da attivare nell’ambito dell’Usl. Ma dove li mettiamo? Su quali presupposti programmiamo la distribuzione sul territorio se non sono ancora definite le schede ospedaliere che ci diranno quanti posti letto perderemo e quali servizi ospedalieri?». Punto ancor più critico quello della scelta dei distretti: «Il Piano socio sanitario» insiste Gianella, «dice che la misura ottimale è di un distretto ogni centomila abitanti: la proposta iniziale per l’Usl 16 che di abitanti ne conta mezzo milione era di due distretti. Qualcuno forse non consce la matematica» ironizza il sindaco, che aggiunge, «ora la proposta è di attivarne tre. Quello che non va è innanzitutto il metodo: perché un atto di evidente programmazione sanitaria viene presentato come atto aziendale e non passa invece per la Regione? E perché una scelta così intrinsecamente legata ai bisogni specifici di ciascun territorio non viene condivisa con i sindaci?». I tre distretti sarebbero collocati a Padova, Selvazzano e Piove di Sacco: il primo conterebbe 260 mila utenti, gli altri due 110 mila ciascuno. «Oggi i distretti sono sei e a ciascun direttore fanno capo circa 80 medici di base, che diventerebbero il doppio con la riorganizzazione, creando sicuri problemi di gestione» il timore del sindaco piovese, «e in ogni caso non ha senso programmare il territorio quando non si hanno certezze sulle schede. Il presidente della V commissione Sanità Leonardo Padrin ha chiesto il rinvio dell’approvazione a fine ottobre: utilizziamo questi mesi per mappare le necessità del territorio, per mettere insieme una proposta condivisa e ragionata». Gianella vuole un confronto diretto con la Regione: «A settembre inviteremo nuovamente in Saccisica il governatore Luca Zaia e l’assessore alla Sanità Luca Coletto, nel frattempo raccoglieremo in un documento le perplessità condivise in seno alla Conferenza dei sindaci».

Il Mattino di Padova – 22 agosto 2013

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